L'importanza del Cinema cinese

Negli ultimi anni l’industria cinematografica cinese vuole produrre film in grado di attirare il mercato nazionale e soprattutto internazionale. 

L'importanza del Cinema cinese
Foto d'archivio

In questi giorni per le strade di tutto il mondo si respira aria di festa: la Festa di Primavera, conosciuta all’estero come Capodanno Cinese. E’ la più importante festività annuale in Cina, ed è paragonabile alle festività natalizie dei paesi occidentali.

Festeggiare un anno di duro lavoro, riposarsi e rilassarsi con la propria famiglia, augurandosi che l’anno successivo sia fortunato e prospero. La credenza popolare vuole che un buon inizio porti fortuna e successo professionale durante il corso dell’anno, questi sono i preamboli di una tradizione che trae le sue origini dalle antiche civiltà agricole cinesi e dai loro desideri di un buon raccolto.

Anche l’Italia si tinge d’oriente, varie le manifestazioni ed i festeggiamenti in tutto lo stivale, maggiormente a Roma e Milano dove si registrano le più numerose comunità cinesi.

La Cina è da anni al centro di articoli, libri, discussioni e molto altro. Cosi lontana eppur cosi vicina, l’influenza cinese la viviamo anche nel cinema, come nel film “L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente” (indimenticabile la scena del combattimento tra Bruce Lee e Chuck Norris sullo sfondo del Colosseo) e “The Karate Kid” hanno segnato intere generazioni.

Negli ultimi anni l’industria cinematografica cinese vuole produrre film in grado di attirare il mercato nazionale e soprattutto internazionale. 

Ma realizzare un film che piaccia sia al pubblico cinese che a quello internazionale è molto complicato. Il motivo è in parte dovuto ai severi requisiti imposti in Cina. Il mercato cinematografico cinese interessa a molti, ma per vendere film bisogna accettare i veti del governo. Per tutelare la sua industria cinematografica emergente, la Cina filtra il numero di film stranieri che possono essere proiettati dai cinema ogni anno. Alcuni requisiti prevedono che i film devono avere attori cinesi, devono essere girati in Cina almeno in parte, e devono adeguarsi alle severe restrizioni del paese in merito ai contenuti, che prevedono la censura di qualsiasi rappresentazione negativa del governo, della polizia o dell’esercito cinese.

Una dei pochi casi di successo sia per il pubblico cinese che per quello americano , è stato Kung Fu Panda, la cui formula vincente, però, non è facilmente replicabile. Il cinema cinese non ha avuto vita facile. Le prime importanti pellicole cinesi sono state prodotte a partire dal 1930, con l’avvento del movimento progressista, con film come “The Goddess” di Wu Yonggang, una storia incentrata su di una ragazza povera che per amor del figlio è costretta a prostituirsi o “The big road” di Sun Yu, film muto che racconta la storia di un gruppo di lavoratori addetti alla costruzione di una strada militare, da utilizzare nella guerra contro i Giapponesi. Questi film, oltre ad essere famosi per trattare temi sulla lotta di classe, pongono l’attenzione sulla gente comune.

Spesso in quegli anni in Cina c’era la tendenza dei registi di descrivere le classi inferiori alle prese con una città sovrappopolata. Un grande successo, il “periodo d’oro” del cinema cinese. Anche se spesso sottovalutato, la Cina è il secondo mercato cinematografico al mondo dopo gli Stati Uniti. Ad oggi uno dei più importanti festival internazionali del Cinema è il SIFF Shanghai International Film Festival. Insomma il cinema è stato considerato la più importante invenzione dopo la stampa, e sopratutto un’arte come dialogo tra le culture.