Lo sfogo di Mimmo Lucano: «Rifarei tutto nuovamente»

VIDEO INTERVISTA. Sono 904 le pagine di motivazioni alla sentenza di condanna in primo grado per Domenico Lucano: 13 anni e due mesi gli anni di carcere richiesti. Una condanna pesantissima che trasforma il sindaco di Riace, famoso in tutto il mondo per essere stato capace di trasformare il “problema” dei migranti in risorsa, in un delinquente in grado di strumentalizzare il sistema dell'accoglienza “a beneficio della propria immagine politica”.

Lo sfogo di Mimmo Lucano: «Rifarei tutto nuovamente»

Mimmo Lucano è stato artefice di quello che è divenuto “il modello Riace”. Un giorno il vento ha fatto approdare un’imbarcazione sulle coste del piccolo borgo della Locride e da quel momento tutto è cambiato: il silenzio si è trasformato in voci, le strade si sono nuovamente riempite, si sono riaccese le luci nelle case, sono tornati i turisti e tanti colori.

Mimmo Lucano ha dato una nuova patria a coloro i quali sono costretti a fuggire da terre martoriate dalla guerra e dalla violenza; ha dato una casa a chi era sotto il cielo aperto; ha ricostruito una comunità distrutta dalle mafie e dalla mancanza di lavoro.

Almeno è così agli occhi di chi, in questi anni, ha apprezzato il lavoro del primo cittadino di Riace e ne sono convinte le persone che, insieme a lui, hanno contribuito alla realizzazione di questa "utopia".

Adesso, a seguito della condanna, la grande esperienza di Riace è stata trasformata in una “associazione a delinquere” - come si legge nelle motivazioni della sentenza - con Lucano “dominus” indiscusso, capace di creare un cerchio magico alle proprie dipendenze. Nessun arricchimento personale - dicono i giudici - ma un sistema basato su reati, illeciti e sottrazione di risorse pubbliche.

C'è questo e molto altro alla base della pesantissima condanna: accuse che gravano sul sindaco e che vorrebbero inficiare quello che, gli stessi giudici, non esitano a definire “un sistema di integrazione virtuosa e solidale" che ha dato dignità e calore a uomini e donne venuti da terre lontane”

Ne abbiamo parlato con l'ex sindaco Domenico Lucano, con il professor Marco Revelli, con Vauro Senesi e con Gerardo Ferrara.

Le sentenze sono emesse in nome del popolo italiano: restiamo tuttavia convinti che si possano criticate, se lo si fa con argomentazioni serie e fatti concreti.

In molti, in particolare politici ed esponenti dei partiti di destra, stanno utilizzando le gravi accuse a Lucano (che non nega errori amministrativi commessi durante il mandato), per attaccare il modello Riace ed affossare un metodo di accoglienza capace di coniugare insieme umanità ed efficienza. E’ una lunga intervista nella quale prevale la testimonianza del protagonista; parole di rabbia e di dolore per l'ingiustizia subita, ma anche di chiarimento su alcuni passaggi fondamentali in una vicenda incredibile.

Dal suo lungo e appassionato intervento trapela, inevitabilmente, quella passione e quella voglia di aiutare gli altri che hanno fatto grande Riace. Seguiremo naturalmente lo svolgersi dell’iter giudiziario.

Al momento, dice Marco Revelli, si rafforza la sensazione di essere di fronte ad uno scandalo giudiziario.