L'umanità svanita

Che cosa ci è successo? Quando siamo diventati tutto questo? Le nostre illuminate democrazie erano un esempio nel mondo e l'Europa, quel soggetto politico, istituzionale, economico che avrebbe fatto la differenza.

L'umanità svanita
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Quello a cui stiamo assistendo al confine tra la Bielorussia e la Polonia supera ogni immaginazione; non è di certo il primo inferno sulla terra, basti pensare alla rotta balcanica o alle migliaia di vittime nei nostri mari. C’è una umanità che chiede aiuto, che fugge dalla fame, dalle guerre, dalle torture: uomini e donne utilizzati da governi autoritari e dittatoriali come quello di Lukashenko (che governa incontrastato dal 1994 deportando e arrestando i dissidenti) per fare pressioni sull’Europa.

Sono circa 4000 persone che premono ai confini della Polonia, spinti da dietro dalla polizia che li accompagna al confine e respinti con idranti e fumogeni dalle guardie polacche, senza alcuna pietà.

E mentre Varsavia si prepara a costruire un muro lungo 180 km e alto cinque metri (costo stimato 353 milioni di euro), tra quella folla disperata si comincia a morire di freddo e di stenti. L'altro giorno è morto un bambino di un anno di età; fuggito dalla Siria insieme ai genitori, non è riuscito a superare il freddo e la sofferenza, non è stato raggiunto dagli aiuti umanitari perché i volontari delle associazioni per i diritti umani non possono attraversare un impervio territorio come quello per raggiungerli.

Mentre la Polonia inizia ad arrestare le persone che si accalcano al confine, questa ennesima emergenza umanitaria sta raggiungendo livelli terrificanti e inaccettabili. L’Europa continua a riunirsi con modalità e tempistiche che nulla hanno a che fare con la sofferenza e le condizioni delle persone.

Cosa ne sarà di questi esseri umani?

Cosa sta aspettando la diplomazia europea? 

Come è possibile questo enorme passo indietro, in termini di diritti umani e di civiltà, che sta caratterizzando l’agire delle nostre democrazie?

Tranne qualche condanna morale, anche da parte dei paesi del G7, nessuno riesce ad intervenire concretamente; il dittatore della Bielorussia intanto incassa il sostegno di Putin e minaccia di tagliare all’Europa le forniture di petrolio. Ancora una volta gli interessi economici e commerciali prendono il sopravvento sulla tutela di persone indifese, vittime della prepotenza e che arrivano dall’Iraq, dalla Siria, dall'Afghanistan.

In tanto buio, umano e istituzionale, brilla una luce; è di colore verde, quella che alcuni abitanti di quelle zone, accendono nelle proprie abitazioni. E’ il segnale che, in quella cosa, i migranti possono fermarsi per riposare un poco, scaldarsi, trovare un pasto caldo, riscoprire un po’ di solidarietà e di assistenza.

Un'iniziativa meritevole che aiuta a non cancellare del tutto la parola umanità dal vocabolario del mondo. In quella terra di nessuno, tra il confine polacco e bielorusso, ancora una volta la specie umana manifesta tutti i propri limiti e un indiscusso fallimento.

Soprattutto quello di politici e alti rappresentanti delle istituzioni che potrebbero fare molto e invece restano immobili senza indignarsi.

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