L'Umbria torna zona rossa per il covid

Dopo un incontro tra Giunta regionale, Comitato scientifico, Ministero della salute e Anci, in attesa dei dettagli dell’ordinanza regionale, è stato deciso di dichiarare zona rossa tutta la provincia di Perugia (59 comuni in tutto) e alcuni comuni della provincia di Terni (Amelia, Attigliano, Calvi dell’Umbria, Lugnano in Teverina, Montegabbione e San Venanzo).

L'Umbria torna zona rossa per il covid

Torna preoccupante in Umbria la situazione pandemia. Dopo un incontro tra Giunta regionale, Comitato scientifico, Ministero della salute e Anci, in attesa dei dettagli dell’ordinanza regionale, è stato deciso di dichiarare zona rossa tutta la provincia di Perugia (59 comuni in tutto) e alcuni comuni della provincia di Terni (Amelia, Attigliano, Calvi dell’Umbria, Lugnano in Teverina, Montegabbione e San Venanzo).

 

Torna la zona rossa dall'8 al 21 febbraio per limitare ulteriori contagi in una situazione che si sta aggravando per la presenza, a quanto pare, delle varianti brasiliana e inglese del virus nella regione umbra. Solo ieri 351 nuovi contagi e 8 decessi; 15 i ricoveri in 24 ore, mentre passano da 66 a 70 i ricoveri per covid nei reparti di terapia intensiva.

Critica la situazione all’ospedale di Perugia, tanto da essere necessario disporre il trasferimento dei nuovi ingressi al nosocomio di Terni.

 

Abbiamo raccolto la testimonianza di una cittadina di Perugia la cui madre anziana risulta positiva al covid da alcuni giorni. La donna, con sintomi, secondo il suo medico di base avrebbe dovuto essere ricoverata, ma i sanitari giunti sul posto avrebbero optato per la assistenza domiciliare.

Assistenza che al momento, in base alla testimonianza, sembrerebbe ricadere totalmente sui familiari; sarebbe stato detto loro di provvedere alla somministrazione dei farmaci, iniezioni comprese. Cosa difficile per chi non è del mestiere e che oltretutto espone a rischio contagio l’intero nucleo familiare.

 

Come si spiega questa totale disorganizzazione soprattutto in fase di assistenza domiciliare a distanza di un anno dopo l'esplodere della pandemia?

Cosa non ha funzionato in una regione come l’Umbria, che durante la prima fase era riuscita a contenere il numero di contagi e vittime, per dover tornare in zona rossa e contare ad oggi 831 morti?

 

Nonostante il costante impegno dei sanitari, gli ospedali da campo, la chiamata di Bertolaso a dirigere l’emergenza, il sistema umbro sembra non reggere costringendo la Presidente Tesei a correre ai ripari.

 

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