Mafia e misteri italiani: il Palazzo scomparso

L'OPINIONE di Mario Ravidà: «Questa cosa non interessa a nessuno ancora oggi e, invece, credo che sia il punto da dove dovrebbero ripartire le indagini sulla strage di via d'Amelio.»

Mafia e misteri italiani: il Palazzo scomparso

Per approfondimenti: «Borsellino: «gli assassini di mio fratello sono dentro lo Stato»

A questa intervista, manca il fatto che i due Graziano erano in possesso di due cellulari e nella relazione sparita vi erano i numeri dei telefoni che potevano essere, all'epoca, sviluppati e verificare con chi si erano sentiti nel momento dell'esplosione.

Inoltre, una telefonata anonima avvertì il 113 che nella terrazza in argomento vi erano strani movimenti di persone. Vi ricordo che era domenica e teoricamente, in quel palazzo in costruzione, in quel momento, non doveva esserci nessuno. Ultima cosa è che i carabinieri del Capitano Arcangioli che prese la borsa di Borsellino dall'auto blindata, dove vi era l'agenda rossa sparita, erano proprio sotto il palazzo dei Graziano.

Per approfondimenti: «Chi ha ucciso Paolo Borsellino è chi ha prelevato l’Agenda Rossa»

Se tutti questi non sono elementi per iniziare nuovamente da quel Palazzo e da tutto quello che si cela dietro, ditemi se è normale che dopo 30 anni questi fatti non sono mai stati considerati di estrema rilevanza e sempre tralasciati sentendo e credendo collaboratori che indicavano altri posti dove fu premuto il telecomando per azionare l'esplosione della 126

Per approfondimenti: Borsellino «L'Agenda Rossa è stata nascosta. E' diventata arma di ricatto» 

Sebbene una accurata ricostruzione dei fatti di tecnici della Scientifica, indica proprio quella terrazza come luogo di dove fu azionato il telecomando.

Ecco l'intervista di Mario Ravidà (Servizio Pubblico)

 

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L'INTERVISTA a Salvatore Borsellino

PRIMA PARTE. «Borsellino: «gli assassini di mio fratello sono dentro lo Stato»

SECONDA PARTE. «Chi ha ucciso Paolo Borsellino è chi ha prelevato l’Agenda Rossa»

TERZA PARTE. Borsellino «L'Agenda Rossa è stata nascosta. E' diventata arma di ricatto» 

 

L'INTERVISTA al colonnello dei carabinieri Michele RICCIO

Prima parte: «Dietro alle bombe e alle stragi ci sono sempre gli stessi ambienti»

Seconda parte: Riccio: «Mi ero già attrezzato per prendere Bernardo Provenzano»

Terza parte: «Non hanno voluto arrestare Provenzano»

Quarta parte: Riccio: «L’ordine per ammazzare Ilardo è partito dallo Stato»