Ecomafie e scatole cinesi dietro al multisala degli orrori

MUGGIO’. Lo sfacelo del Magic Movie Park: una questione aperta da vent’anni. Il degrado impera: l’amministrazione comunale non ha assicurato il rispetto dell’ordinanza di bonifica. Intanto, il passato torna a bussare alla porta dei muggioresi: società che saltano fanno sistema con gli interessi imprenditoriali della criminalità organizzata.

Ecomafie e scatole cinesi dietro al multisala degli orrori
Scatto frontale del Magic Movie, o quel che ne resta (foto scattata il 18 novembre 2020)
Ecomafie e scatole cinesi dietro al multisala degli orrori
Ecomafie e scatole cinesi dietro al multisala degli orrori
Ecomafie e scatole cinesi dietro al multisala degli orrori

Cine-park del degrado, set da film dell’orrore, scatolone colorato ridotto a discarica a cielo aperto. Solo alcune delle espressioni ricorrenti nel definire quel che resta del fatiscente cinema-emporio Magic Movie Park, il più grande insulto al decoro urbano attualmente esistente tra i Comuni di Muggiò e Nova Milanese (Monza e Brianza).

Un complesso realizzato vent’anni fa nel bel mezzo del Parco del Grugnotorto, a ridosso di via Galvani, poco prima dell’imbocco della tangenziale Nord di Milano. Sarebbe potuto diventare uno dei multisala più frequentati della Brianza: 15 sale proiezione, giri d’affari per diversi milioni di euro, centinaia di nuovi posti di lavoro. Ma un mix di sopravvalutazione dell’affidabilità del gestore e investimenti sbagliati portarono in sostanza a un nulla di fatto: inaugurato nel gennaio 2005, e mai entrato a regime, chiuse i battenti cinque mesi dopo. E quando poi un faccendiere cinese tentò di risollevarne le sorti ventilando il progetto di un faraonico Cinamercato - centro commerciale su due piani con 200 tra botteghe e negozi di abbigliamento in stile orientale - arrivò la beffa: il nuovo management non aveva alcuna licenza per farlo. La società di gestione fallì, e definitivamente, nel gennaio 2007, lasciando un buco da 40 milioni.

Ad oggi, tra l’avvicendarsi dei vari proprietari e la perenne incuria dello stato dei luoghi, lo spettacolo è raccapricciante: una struttura che cade a pezzi, cespugli che invadono la “città fantasma”, tondini che sbucano dal cemento abraso.

Ovunque nient’altro che ammassi di rifiuti e detriti gettati senza ritegno dal ciglio della strada. Materiale plastico, scarti ferrosi, lattine, cocci di bottiglia, indumenti, sacchi d’immondizia, di tutto e di più. L’area è transennata, il Comune ha apposto delle videocamere nascoste per cogliere in fallo i sabotatori ambientali. Ma ciò - si può intuire - non è bastato a fermare la catena degli ecoreati, con cui si continua ad ammorbare la vegetazione del parco circostante. Valida alternativa all’interramento o agli ex capannoni industriali per le mafie che lucrano sullo smaltimento dei rifiuti.

In fin dei conti, è sempre la stessa storia che si ripete: quella del mattone che vince sul verde. Nel caso del Magic Movie, la vittoria (provvisoria) della Tornado Gest Srl, società di costruzioni amministrata dall’imprenditore Felice Zaccaria, originario di Roccella Ionica (Reggio Calabria).

Una lunga trafila burocratica fatta di accelerazioni, stop, raccolte firme, e perfino un ricorso al Tar, dopo che il Comune aveva approvato un Piano regolatore generale che impediva di edificare in quell’area - e a ragione, verrebbe da aggiungere. Ma nulla. I lavori vengono eseguiti tra il 2001 e il 2004 su una distesa di terreni agricoli di 21mila mq appartenenti ad Annamaria Casati Stampa (la marchesina da cui Berlusconi acquistò la Villa San Martino di Arcore in combutta con l’infedele tutore di lei Cesare Previti). Il resto lo conosciamo.

Un progetto di dubbia legalità e, per giunta, già strangolato in culla. Perché dietro alla gestione scriteriata di un’area, se non protetta, da proteggere come quella del Grugnotorto (e lo strumento urbanistico avrebbe dovuto prevedere un vincolo inderogabile al mutamento di destinazione d’uso), si intravede l’impronta della prassi criminale di tante società tirate su dal nulla per fare business e riciclare denaro sporco e poi, come se niente fosse, lasciate morire. Non senza aver prima fatto sparire - nelle more dell’avvio delle procedure esecutive - beni e capitali in frode ai creditori.

E così è accaduto: dopo il primo fallimento a Zaccaria - condannato (a cinque anni) con la moglie Aldina Stagnati (a quattro) per bancarotta fraudolenta - subentra l’imprenditore calabrese Saverio Lo Mastro, bancarottiere che ha patteggiato 4 anni di reclusione per il fallimento della Lo Mastro Costruzioni Srl nel 2003. Il caso vuole che Lo Mastro sia originario di Mileto (Vibo Valentia), stesso luogo da cui proviene Rocco Cristello, capo-locale di ‘ndrangheta a Giussano, freddato nel marzo 2008 nei pressi della sua villa a Verano Brianza.

E sempre il caso vuole che nella Tornado Gest siano stati investiti negli anni qualcosa come 30 milioni di vecchie lire, frutto di movimentazioni vorticose che destano all’epoca non pochi sospetti. Per la vicenda Magic Movie Lo Mastro patteggerà altri 4 anni sempre per bancarotta fraudolenta. Assolto nel 2016 dall’accusa di riciclaggio, resta fermo il dato emerso dalla relazione del consulente tecnico dell’accusa nel corso del processo: a 8 miliardi di euro ammonta il flusso di denaro versato alla Tornado Gest a titolo di finanziamento soci, importo appositamente gonfiato attraverso un articolato sistema di partite di giro.

Tutto questo rende ancora più evidente come società cartiere create su misura per operazioni di riciclaggio sofisticato, almeno fino a quando non saltano, si prestino a facili contiguità di interessi con le organizzazioni criminali.

Da due decenni l’amministrazione comunale di Muggiò si trova ad affrontare queste come altre questioni scottanti riguardo all’area Magic Movie. Sulle quali le Giunte che si sono succedute (Pietro Zanantoni, 1999-2004 e 2009-2014; Carlo Fossati, 2009-2014; Maria Fiorito, 2014-2019 e dal 2019) non hanno evidentemente saputo finora dare risposte: in particolare, non è ancora chiaro quale sarà il futuro di quest’area.

Aste che vanno deserte, offerte del milionario di turno che affondano nel nulla: per troppo tempo siamo stati abituati a questo adagio. Senza che mai venisse presa una decisione. Ma a un certo punto, la cittadinanza ha detto basta. Si sono mobilitate l’Associazione “Amici del parco del Grugnotorto”, l’Associazione “Taccona – comitato di quartiere”, la lista civica “Ora per Muggiò”, la Pro Loco e perfino due partiti politici: hanno scritto una lettera al sindaco Maria Fiorito lo scorso gennaio, chiedendo che il curatore fallimentare provvedesse in modo adeguato alla riqualifica dell’area.

Passa qualche mese ed esplode la pandemia. Magic Movie e questione bonifica ritornano nel solito cono d’ombra. Fino a che lo scorso 29 settembre il sindaco non ha adottato un’ordinanza con la quale ha intimato il privato di provvedere - a spese ovviamente dell’amministrazione comunale - alla pulizia e alla bonifica dell’area entro l’11 ottobre 2020.

Le foto le abbiamo scattate il 18 novembre 2020. A distanza di oltre un mese dalla scadenza, nell’area non è stato fatto ancora nulla. E, a detta dell’assessore all’Ambiente Umberto Ruzzante - che abbiamo contattato per messaggio - parrebbe che nel corso dell’ultima Giunta (il 17 novembre scorso) la questione del Magic Movie non sia stata annoverata fra le principali.

La questione resta in sospeso. In attesa di chiarimenti da parte del sindaco (alla quale abbiamo rivolto alcune domande), non possiamo non osservare come, ancora una volta, non si sia fatto abbastanza per la comunità.

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FONTI:

https://www.mbnews.it/2009/04/in-manette-la-banda-dellaffaire-cinamercato-brianza/

http://brianzantimafia.blogspot.com/2010/11/tornado-gest-flussi-sospetti-di-denaro.html

https://www.ilgiorno.it/lecco/cronaca/locale/2009/10/31/255416-tornado_gest_processo.shtml

https://www.mbnews.it/2016/11/assolto-dalle-accuse-di-riciclaggio-saverio-lo-mastro-torna-in-liberta/

https://www.mbnews.it/2020/10/magic-movie-muggo-riqualifica/