Medioevo culturale: l'amore non è per tutti

VERGOGNA SENZA FINE. Atteggiamenti discriminatori, violenza verbale e volontà di esclusione: questo è ancora il modus operandi di troppi amministratori e rappresentanti delle istituzioni che sempre più si mettono in contrasto con una realtà sociale ricca di espressioni e forme di famiglia fuori da quegli schemi che molti politici continuano erroneamente  a considerare “tradizionali” e quindi unici degni di tutela.

Medioevo culturale: l'amore non è per tutti
Il vergognoso post

Ambra Giacomelli, la presidente del Consiglio comunale di San Gemini (comune in provincia di Terni) ha pensato bene di far suo un concetto, ripostandolo un post di Virginio Caparvi, deputato della Lega, ribadendo che "i genitori sono formati da una mamma e da un papà la famiglia non si tocca vergogna!".

Il rappresentante leghista-sovranista, pochi giorni fa, manifestava il suo disappunto con una "umile e necessaria disobbedienza civile" come ha voluto sottolineare: il deputato si sarebbe risentito per aver trovato, in una modulistica, scolastica l'indicazione genitore 1 e genitore 2, e che prontamente si è preoccupato di correggere "l'errore" attuando così, a suo dire, un coraggioso atto di rivolta sociale.

Un fatto del genere non poteva di certo passare inosservato e oggi il coordinamento Umbria Pride chiede le dimissioni della Giacomelli e, giustamente, una presa di distanza del sindaco di San Gemini Luciano Clementella dalle posizioni sessiste ed omofobe della presidente. I rappresentanti del Coordinamento denunciano la gravità di tali affermazioni, soprattutto se provengono da esponenti delle istituzioni che dovrebbero essere, per il ruolo ricoperto, espressione di tutti i cittadini ed adoperarsi all'interno della comunità di appartenenza dando il buon esempio; una comunità, continua il coordinamento, dove sono presenti numerose famiglie arcobaleno e sui cui è radicata una fitta comunità lgbt.

Atteggiamenti discriminatori, violenza verbale e volontà di esclusione: questo è ancora il modus operandi di troppi amministratori e rappresentanti delle istituzioni che, sempre più, si mettono in contrasto con una realtà sociale ricca di espressioni e forme di famiglia fuori da quegli schemi che molti politici continuano, erroneamente, a considerare “tradizionali” e quindi gli unici degni di tutela. Purtroppo, ancora una volta, parte della politica, nello specifico quella della destra sovranista, si pone in una posizione lontanissima dalla vita reale e dalla realtà quotidiana, calpestando i diritti delle famiglie arcobaleno e soprattutto i diritti dei loro figli: bambini che non dovrebbero esistere per molti dei politici nostrani, bambini di nuclei famigliari che non rientrano negli schemi aridi e mediocri delle loro menti.

I recenti fatti di cronaca ci fanno capire che siamo ancora lontani dalla realizzazione di un mondo civile e di ampio respiro. Ma se questi atteggiamenti provengono dai rappresentanti delle istituzioni la cosa non dovrebbe aaolutamente essere tollerata dai cittadini. Gli amministratori di ogni ordine e grado hanno l'obbligo di rappresentare la comunità nel suo complesso, non farsi portatori di alcuni soggetti o di interessi specifici e, ancor meno, porre in essere atteggiamenti discriminatori verso qualcuno.

Questo medioevo culturale in tema di sessualità e sentimenti sempre più manifestato è preoccupante, come se l'amore potesse avere conseguenze negative: le menti chiuse, la supponenza, l'arroganza e la violenza che ne deriva stanno creando un pesante clima di discriminazione e intolleranza nel paese. Un ampio schieramento politico trasversale ostacola da mesi l'approvazione del ddl "Zan" contro l'omofobia e quindi sarebbe un bel segnale, da parte dell'amministrazione comunale di San Gemini, l'allontanamento di un esponente che ha volutamente reso nota la propria posizione razzista, omofoba e violenta nei confronti di una parte della cittadinanza.