M’illumino d’immenso: bilancio positivo

Chiusura della mostra. La cerimonia si è svolta domenica 5 luglio alle ore 18:00.

M’illumino d’immenso: bilancio positivo

È giunta al termine la Mostra d’Arte “M’illumino d’immenso” di Anna Poerio allestita nel suggestivo Passeggiatoio delle Clarisse a Montesarchio

La cerimonia si è svolta domenica 5 luglio alle ore 18:00 alla presenza dell’Assessore alla Cultura Morena Cecere. Sono intervenuti il sindaco di Airola Michele Napoletano e la Console della Tunisia Beya Abdelbaki. 

Da dove nasce il titolo della Mostra? Lo abbiamo chiesto ad Anna Poerio.

«Il titolo è legato ad un’opera che ho realizzato durante il periodo in cui siamo stati tutti costretti a stare in casa a causa della pandemia. Il dipinto, raffigurante una donna che si solleva dalla terra e guarda verso l’alto avvolta dalla luce dorata del sole, è un messaggio di speranza, un inno al trionfo della luce sulle tenebre, del bene sul male, della vita sulla morte. È il messaggio di cui tutto il mondo ha bisogno in questo periodo in cui ci sentiamo insidiati da un nemico invisibile e terribile. Il titolo “M’illumino d’immenso” è stato preso in prestito dalla poesia di Giuseppe Ungaretti “Mattina”, che fu scritta sul fronte del Carso durante la Prima Guerra Mondiale. Il poeta descrive l’esperienza di un uomo che assiste allo spettacolo della vita che risorge dopo l’oscurità notturna, resa ancora più angosciante dalla crudeltà del conflitto bellico. Il contatto dell’uomo con l’assoluto, del finito con l’infinito allevia lo spirito dandogli la giusta energia per continuare a vivere.Questo sentimento cosmico è ciò che mi affascina profondamente e cerco di trasmetterlo in tutte le mie opere attraverso la rappresentazione di figure che danzano nello spazio infinito alla ricerca di luce e bellezza».

Il Finissage è stato arricchito dalla lettura, a cura delle poetesse Giovanna Damiano e Anna Lisi, dei versi di Alessandro Poerio. Cosa lega la sua arte alle poesie di Alessandro Poerio?

«Pittura e poesia sono arti affini. Difatti è celebre la frase latina “ut pictura poësis”. In qualità di artista ho sentito qualche anno fa l’impulso di rendere omaggio all’insigne poeta – patriota, che fu definito dal Tommaseo “il più forte poeta lirico dopo Manzoni. Attraverso le mie opere pittoriche ho voluto mettere in evidenza non solo il sentimento patriottico, fortemente sentito e vissuto dal Poerio, ma soprattutto la sua poetica legata al tema del dolore umano e al conflitto interiore, quasi religioso, tra l’aspirazione all’assoluto e la coscienza dei limiti della condizione umana di fronte all’infinito.

Ho portato a Montesarchio alcune mie opere ispirate alle poesie di Alessandro Poerio per ricordare doverosamente il legame tra i fratelli Alessandro e Carlo Poerio, entrambi sacrificatisi eroicamente per la Patria. Attraverso la lettura dei versi, in questa fusione di arte, storia e poesia, abbiamo voluto rievocare quel periodo storico scegliendo anche un sonetto di Niccolò TommaseodaPoerio, scritto nel 1859 in occasione della sua liberazione dal carcere di Montesarchio. Il Tommaseo, esultando per la liberazione del patriota napoletano, non poté fare a meno di ricordare con affetto il compianto amico Alessandro Poerio morto nel 1848 in difesa di Venezia».

In occasione della chiusura della sua Mostra d’Arte lei ha realizzato un ritratto di Carlo Poerio, che ha donato in segno di ringraziamento alla Comune di Montesarchio. Avete in programma altre iniziative in questa Città per ricordare questa grande figura storica?

«Il Sindaco e l’Assessore alla Cultura di Montesarchio, insieme al Direttore del Museo Archeologico del Sannio Caudino, Ferdinando Creta, ai quali vanno i miei infiniti ringraziamenti, intendono proseguire con l’Associazione Culturale Alessandro Poerio, di cui sono Presidente, il percorso di collaborazione. In particolare l’Assessore Morena Cecere intende rimarcare il connubio tra la figura di Carlo Poerio e l’immagine di Montesarchio, in quanto la valorizzazione di questo legame è un punto fermo dell’amministrazione comunale».

 

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