Minigonne e ordinanze comunali

"Per il superamento del degrado del territorio per il decoro e la vivibilità dei luoghi con contrasto al fenomeno della prostituzione". È questo il "nobile scopo" dell' ordinanza in vigore dal primo ottobre fino al 31 gennaio 2022 e firmata dal Sindaco leghista di Terni Leonardo Latini.

Minigonne e ordinanze comunali
ph amica.it

Secondo la giunta ternana vi sarebbe la «necessità di interventi – si legge nel testo - volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento dalle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti».

E ancora, i provvedimenti disposti prevedono il divieto di "porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali a pagamento, consistenti nell’assunzione di atteggiamenti di richiamo, di invito, di saluto allusivo ovvero nel mantenere abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione". Ci chiediamo: ma ogni cittadina ternana, se vestita in maniera sexi e provocante, potrebbe generare la convinzione di esercitare la prostituzione?

Che ne faranno le ternane di gonne corte e tacchi a spillo nei mesi che verranno: andrà necessariamente tutto bruciato nell'inceneritore? Leggere questa ordinanza è imbarazzante.

Il dramma della prostituzione viene declassato, dagli amministratori umbri, alla stregua di un problema legato essenzialmente al decoro urbano: attraversare alcune strade della città e incontrare persone che, nella maggior parte dei casi, sono costrette a prostituirsi, non smuove le coscienze dei politici locali, ma al più "scandalizza" i cittadini e porta scompiglio per le vie della città. Che ne sarà del buon nome della conca ternata?

Possiamo solamente registrare che il problema non viene affrontato nel suo contenuto reale: si scrive una delle tante assurde ordinanze partorite dalla giunta a guida leghista che, chiudendo gli occhi sulle grandi questioni locali, gioca a chi la spara più grossa.

La prostituzione diventa quindi un fatto da tenere nascosto, lontano dalle luci cittadine, relegata nei vicoli bui. Basta minigonne e scollature, basta atteggiamenti inequivocabili: se poi chi è costretto a prostituirsi rischia la vita o subisce minacce e violenze chi se ne frega, basta non accada di fronte agli occhi dei cittadini ternani.

Naturalmente, a seguito delle tante polemiche da parte delle opposizioni, delle associazioni e all'inevitabile umorismo che si è scatenato sui social, i consiglieri leghisti reagiscono dicendo: "Tutto potevamo aspettarci tranne che la sinistra ternana insorgesse contro l’ordinanza che punta a contrastare il fenomeno della prostituzione".

Ci saremmo aspettati qualcosa di molto diverso: controlli da parte delle forze dell'ordine, maggiore presenza sul territorio delle istituzioni, un approccio a difesa delle donne e non un "attacco" con l'obbligo di nascondersi, un approccio che a tutela delle tante vittime e di punizione per sfruttatori e carnefici.

Ciò che appare conta più di ciò che realmente è o dovrebbe essere.

La destra che sta governando questa città, si concentra su strade e illuminazione pubblica; su fontane e panchine; su slogan e ideologia. I veri problemi sono lasciati nell'ombra.

Gli ultimi restano inascoltati e i potenti assecondati. Chissà se il sindaco riuscirà prima o poi a parlare di inquinamento devastante; di rifiuti buoni solo per fare business; di acqua sempre più privata, insomma dei veri guai di un capoluogo di regione che di certo non brilla per vitalità ed economia.

Chissà se un giorno questa giunta, in un momento di lucidità e correttezza, riuscirà anche a dichiararsi antifascista come quella Costituzione che è alla base dell'agire pubblico.