Morra: «La lotta alle mafie non sembra essere tra le priorità di questo esecutivo»

L'INTERVISTA esclusiva al presidente della commissione parlamentare Antimafia: «Sono semplicemente contrario all’abolizione dell’ergastolo ostativo per tante ragioni e anche perché quando c’è la volontà di dissociarsi dal proprio passato c’è anche la volontà di collaborare con le forze che hanno difeso strenuamente i valori della Carta costituzionale e della democrazia repubblicana, in assenza di questa volontà di collaborazione con lo Stato io sono dell’avviso che non si possa concedere beneficio cosi importante come appunto la fine dell’ergastolo.»

Morra: «La lotta alle mafie non sembra essere tra le priorità di questo esecutivo»

In queste settimane siamo testimoni di un risveglio collettivo sulla possibilità di dare dei permessi premio ai mafiosi che si sono macchiati di gravi reati senza mai essersi pentiti e mai aver collaborato con lo Stato. La notizia della possibile abolizione dell’ergastolo ostativo ha mobilitato i parenti di vittime della mafia che hanno partecipato ad una manifestazione organizzata dall’associazione “Our Voice” il 2 aprile in Piazza Verdi a Palermo.

Intorno a questa possibile decisione, che potrebbe annientare il lavoro svolto dal giudice Falcone e dal suo amico e collega Paolo Borsellino (morti poi per mano mafiosa), c’è un silenzio istituzionale che fa gelare il sangue.

Per queste ragioni abbiamo contattato Nicola Morra, Presidente della Commissione nazionale Antimafia.

Senatore, qual è l’impegno del governo, osannato da tutto l’arco costituzionale, sulla lotta alle mafie?

«Per il momento dobbiamo ancora attendere le mosse del governo, il Presidente Draghi in Senato non ha fatto minimamente cenno alla lotta alla mafia, alla Camera ha corretto il tiro, però servono provvedimenti reali, misure concrete e quindi siamo in attesa, considerando che il governo si è insediato il 17 di febbraio, siamo oltre i 45 giorni dalla nascita dell’esecutivo e sinora non è sembrato tra le priorità di questo esecutivo.»

Cosa ne pensa della possibile abolizione dell’ergastolo ostativo? Non sarebbe una possibile continuazione della famosa trattativa Stato-mafia?

«Sono semplicemente contrario all’abolizione dell’ergastolo ostativo per tante ragioni e anche perché quando c’è la volontà di dissociarsi dal proprio passato c’è anche la volontà di collaborare con le forze che hanno difeso strenuamente i valori della Carta costituzionale e della democrazia repubblicana, in assenza di questa volontà di collaborazione con lo Stato io sono dell’avviso che non si possa concedere beneficio cosi importante come appunto la fine dell’ergastolo.»

Non c’è il rischio di non avere più collaboratori visto che avrebbero comunque benefici o di dare premi a chi non si è mai pentito e non ha mai collaborato con lo Stato?

«Questa eventualità, questo rischio di non aver più affiliati disposti a collaborare è possibile ma non è la ragione principale per cui si debba fare retromarcia.»

Totò Riina nel famoso “papello” voleva proprio l’abolizione dell’ergastolo ostativo, non ci sarebbe il rischio di nuove faide tra famiglie mafiose e il rischio di una loro riorganizzazione?

«Venendo anticipatamente liberati tanti importanti esponenti di organizzazioni mafiose potrebbero certamente ritornare sul territorio con l’intenzione di assoggettare alle loro organizzazioni quanto più possibile imprenditori, commercianti, cittadini e via dicendo e questo potrebbe certamente incentivare dinamiche conflittuali tra sodalizi criminali con conseguenze che sono ampiamente prevedibili, però è una possibilità, non è una certezza.»

Cosa si sente di dire ai tanti parenti delle vittime delle mafie che ancora oggi aspettano verità e giustizia?

«Io penso che i parenti delle vittime della mafia vogliano innanzitutto verità e con essa giustizia e relativamente all’ergastolo ostativo credo che abbiano anche loro diritto di fare ascoltare la propria voce, posto che in uno Stato democratico non deve essere l’unica voce. E’ certamente da considerare rilevante la volontà di collaborazione, cooperazione con lo Stato da parte di criminali che si sono macchiati di reati particolarmente gravi e se questa cooperazione però non c’è non sta bene di liberare anticipatamente detenuti al 41 bis e se anche i parenti delle vittime di mafia dovessero pensare diversamente la loro voce deve essere sicuramente ascoltata ma è tutta la comunità nazionale che deve ragionare su quanto si sta facendo.»

 

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