Nadia non è sola perché Nadia è tutti noi

Appello dell’Associazione Antimafie Rita Atria: la co fondatrice Nadia Furnari è stata condannata per la pubblicazione di due lettere dell’avv. Fabio Repici di critica dell’allora prefetto di Messina

Nadia non è sola perché Nadia è tutti noi

Pensiamo che sia inutile dire chi sia Nadia Furnari, cofondatrice dell’Associazione Antimafie Rita Atria, ma se non la conosceste vi raccontiamo la sua storia.

Per raccontare Nadia si può partire dalle sue stesse parole. 
«Tante volte ho pensato di non aver più fiato per andare avanti di pensare: “per chi corro?”, “per cosa corro?” solo per farmi colpire da un avversario scorretto, infido, vigliacco che usa il suo potere per annullarti, per “vincere”. La risposta è sempre la stessa: I Care… e ripartire, ogni volta. Diviene un obbligo morale verso se stessi e verso tutti quegli amici che “lasciandoci” ci hanno consegnato fiumi di amore e di strumenti per non arrenderci e per trovare nella forza della Verità e della Giustizia quell’energia che qualcuno potrà tentare, invano, di assorbire. Invano perché si rigenera attraverso le .dee, attraverso quei valori sconosciuti ai mafiosi e al potere”
E lei è proprio questo, una combattente, una persona che da più di trent’anni lotta avendo come unico scopo quello di perseguire Verità e Giustizia e di dare voce a chi non ce l’ha.
Per lei parlano i fatti e solo per ricordarne alcuni: la sua battaglia per fare emergere la verità sull’omicidio di Graziella Campagna, il suo impegno per i diritti dei testimoni di giustizia (è stata la prima persona a scrivere un dossier sui testimoni di giustizia e a “condizionare” ben due leggi), il supporto a chi all’interno dell’associazione si era esposto per bloccare il parco commerciale di Barcellona Pozzo di Gotto e ancora la sua irriducibile ricerca di giustizia per le morti “collaterali” della strage di Ustica, la sua lotta contro il MUOS, e poi tutto il suo impegno antimafia, antisessita e tanto altro ancora. 
Un impegno silenzioso senza proclami e senza ricompense se non l’affetto e la stima di chi l’ha conosciuta, la certezza di avere fatto il proprio dovere, di essere stata dalla parte giusta, senza se e senza ma.
Ed ora?
Anni fa il sito della Associazione Rita Atria (www.ritaatria.it) pubblicò delle lettere aperte dell’avvocato Fabio Repici, lettere indirizzate alle massime cariche istituzionali, lettere di critica all’allora Prefetto di Messina, Stefano Scammacca.
Lettere che già erano state pubblicate da altri siti del messinese e nazionali, che sono state citate da Marco Travaglio nei suoi articoli e quindi riportate in un libro scritto dallo stesso Travaglio per l’editore Garzanti, lettere anche citate dall’Onorevole Sonia Alfano durante un comizio.
 
Nadia è stata citata in un giudizio civile dall’ex Prefetto per rispondere di diffamazione mezzo stampa perché il dominio internet era stato registrato da lei. 
 
In primo grado il Tribunale di Messina rigettò la richiesta evidenziando che non c’era alcuna diffamazione (http://www.ritaatria.it/ArchivioNews/tabid/159/EntryId/391/Solidarieta-a-Nadia-Furnari.aspx).
 
La Corte di Appello di Messina ha ribaltato questo risultato.
Nadia è stata condannata a risarcire in solido insieme alla Garzanti, all’avvocato Fabio Repici e all’onorevole Sonia Alfano la somma di 40mila euro e le spese di giudizio. 
ORA TOCCA A NOI AIUTARE NADIA!
 
«Abbiamo bisogno di tutti quelli che condividono il nostro cammino, anche solo idealmente, e considerato che l’associazione è totalmente autofinanziata, tranne che per un piccolo introito proveniente dal 5x1000, vi chiediamo di aiutarci e di sostenerci contribuendo, anche con una cifra simbolica, alla raccolta fondi.
Unire i nostri sforzi ai vostri ci consentirà di ammortizzare la cifra richiesta, e anche di dimostrare che lottare per un mondo più giusto non è vano».
Ecco le coordinate per aiutare l'Associazione Rita Atria.
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Causale: contributo straordinario spese sentenza n. 944/19 Corte d’Appello di Messina
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Associazione Antimafie “Rita Atria”
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