Nicaragua, gli oppressi hanno perso il loro poeta

È morto Ernesto Cardenal, poeta, militante, sacerdote e ministro in Nicaragua dopo la rivoluzione sandinista. Una scelta politica che gli costò 35 anni di sanzioni canoniche dal Vaticano

Nicaragua, gli oppressi hanno perso il loro poeta
Woityla e Cardenal (fonte: PeaceLink)

«Quando muore un poeta al mondo c’è meno luce per vedere le cose» scrisse Alda Merini in una poesia per Pier Paolo Pasolini. La poesia allarga l’orizzonte, permette di vedere oltre e di illuminare quel che il pensiero dominante, la razionalità e l’aridità coprono. Pasolini, uno dei più grandi poeti della letteratura italiana, con i suoi versi denunciò la corruzione, l’ipocrisia e la barbarie del Potere e della società italiana.

I versi di Ernesto Cardenal, espressione di una lunghissima militanza appassionata e concreta, sono stati la voce del gemito degli oppressi, del sogno di un popolo che lottò contro la dittatura, la povertà e il dominio militare statunitense ottenendo importanti vittorie.

Ci ha lasciato in questi giorni Ernesto Cardenal, scomparso all’età di 95 anni a Managua, la maggior parte dei quali dedicati al suo popolo, agli ultimi, a coloro che hanno lottato e non si sono arresi all’ingiustizia. Sacerdote come il fratello insieme a lui divenne ministro nel primo governo Ortega dopo la rivoluzione sandinista in Nicaragua, scelta che gli costò una sanzione canonica da parte del Vaticano cancellata da papa Francesco solo l’anno scorso.

Precursore della teologia della liberazione, quel sogno di una Chiesa dei poveri e con i poveri nata negli anni dell’opzione preferenziale per loro e del Concilio Vaticano II, la militanza lunga una vita intera di Cardenal interroga le coscienze ed è stata la dimostrazione che è possibile una politica, una poetica, un impegno sociale che non segua il pensiero dominante e dei pre-potenti. Nel 1994 Alexander Langer chiese al G7 di silenziare gli altoparlanti e dare spazio e voce ai piccoli, ai Sud, a coloro che non scelgono di gridare o non hanno più fiato per farlo. 

La vita di Ernesto Cardenal ci ricorda le radici della nostra attuale società e delle sue contraddizioni, di Stati sempre più armati e in guerra che fanno affari con i più spietati e sanguinari regimi – il cedimento ai ricatti di Erdogan, gli accordi di Italia e UE con i boss libici contro i migranti e le ricette della Troika che ha obbligato la Grecia a fortissimi tagli ai fondi per sanità, istruzione e stato sociale mentre le spese militari aumentavano in maniera esponenziale sono emblematici – mentre miliardi di persone a tutte le latitudini sono abbandonate alla miseria e alle malattie più diverse e di una Chiesa che ha condannato chi si schierava con il popolo e contro le dittature mentre benediceva e aveva cordiali rapporti con dittatori come Pinochet e Videla. Resta nella storia lo scontro all’aeroporto, nel 1983, tra Ernesto Cardenal e Giovanni Paolo II (che anni dopo ebbe un caloroso incontro con Pinochet in Cile) mentre anni prima persino Oscar Romero uscì piangendo dal Vaticano per la durezza ricevuta.

Cardenal, Romero, tanti altri preti e teologi della liberazione condannati per una (anche presunta) militanza sociale e politica mentre per decenni si sono nascosti e hanno ricevuto trattamenti a dir poco morbidi i colpevoli di crimini orrendi come la pedofilia. Dino Frisullo scrisse che per c’è un solo modo per riprendere il filo della lettura del mondo, mettersi dalla parte delle vittime e guardare con i loro occhi. E’ quello che le élites, le mafie del profitto, gli interessi dominanti non fanno, imponendo l’emarginazione, la condanna, la denigrazione di chi invece vi si lascia guidare come stella polare. Nel governo Ortega Ernesto Cardenal è stato ministro della cultura e dell’istruzione individuandovi una chiave fondamentale per l’emancipazione e la libertà delle persone e degli impoveriti, la stessa lezione in Brasile di Paulo Freire e in Italia di don Lorenzo Milani.

Fortunato l'uomo che non segue le direttive del Partito
e non partecipa alle sue manifestazioni
e non si siede allo stesso tavolo con i gangsters
o con i Generali nel Consiglio di Guerra
Fortunato l'uomo che non spia il suo fratello
o denuncia il suo compagno di scuola
Fortunato l'uomo che non legge gli annunci pubblicitari
e non ascolta le loro radio
e non crede nei loro slogan
Sarà come un albero piantato accanto a una fonte

Ascolta le mie parole Signore
Odi i miei gemiti

Ascolta la mia protesta
Perché tu non sei un Dio amico dei dittatori
o sostenitore della loro politica
e non ti influenza la propaganda
e non sei in società con il gangster

Non c’è sincerità nei loro discorsi
o nelle loro conferenze stampa

Parlano di pace nei loro discorsi
mentre aumentano la loro produzione bellica

Parlano di pace nelle Conferenze di Pace
e in segreto si preparano per la guerra

Le loro radio bugiarde ruggiscono tutta la notte

le loro scrivanie sono piene di piani criminali
e di pratiche sinistre
Ma tu mi salverai dai loro piani

Parlano con la bocca delle mitragliatrici
Le loro lingue luccicanti
sono le baionette…
castigali o dio
fai fallire la loro politica
confondi i loro memorandum
impedisci i loro programmi.

Nell’ora della Sirena d’Allarme
tu sarai con me
tu sarai il mio rifugio il giorno della Bomba

Chi non crede nella menzogna dei loro annunci commerciali
e nelle loro campagne pubblicitarie e nelle loro campagne politiche

tu lo benedici
Lo circondi con il tuo amore
come con carri armati

Come le onde 

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