Non rinchiuderti, Partito, nelle tue stanze.

ULTIMA LETTERA DI VLADIMIR MAJAKOVSKIJ. Il poeta della Rivoluzione d'Ottobre morì suicida a Mosca il 14 aprile del 1930. «A tutti. Se muoio, non incolpate nessuno. E, per favore, niente pettegolezzi. Il defunto non li poteva sopportare [...]»

Non rinchiuderti, Partito, nelle tue stanze.

Il Partito è un uragano denso

di voci flebili e sottilie

alle sue raffiche crollano i fortilizi del nemico.

La sciagura è sull’ uomo solitario,

la sciagura è nell’ uomo quando è solo.


L’ uomo solo

non è un invincibile guerriero.

Di lui ha ragione il più forte

anche da solo,

hanno ragione i deboli

se si mettono in due.

Ma quando

dentro il Partito si uniscono i deboli

di tutta la terra

arrenditi, nemico, muori e giaci.

Il Partito è una mano che ha milioni di dita

strette in un unico pugno.

 

L’ uomo ch’ è solo

è una facile preda,

anche se vale

non alzerà una semplice trave,

ne tanto meno una casa a cinque piani.

Ma il Partito è milioni di spalle,

spalle vicine le une alle altre

e queste portano al cielo

le costruzioni del comunismo.

il Partito è la spina dorsale

della classe operaia.

Il Partito è l’ immortalità

del nostro lavoro.

Il Partito è l’ unica cosa che non tradisce

Non rinchiuderti, Partito, nelle tue stanze,

resta amico dei ragazzi di strada.

Vladimir Majakovskij