PENSIERI ANGOSCIANTI

IL PUNTO DI VISTA. «Qualcuno ha deciso che non si può vivere in pace, non è possibile collaborare ma bisogna competere costantemente per crescere, bisogna desiderare tante cose, per lo più superflue, bisogna prendere sempre di più e bisogna passare la vita a lavorare e guadagnare per rincorrere questi sogni imposti.»

PENSIERI ANGOSCIANTI

È così angosciante il momento che viviamo che c'è la voglia di lasciarsi andare. È difficile comprendere quale logica spinge gli uomini a questo contrasto continuo, a creare tensione e dolore. Sembra quasi che non si possa prescindere dal dominio dell'uomo su l'uomo e questo darwinismo sociale che impregna tutta la nostra vita, ci sta portando a conoscere qualcosa, la guerra, che sentivamo esistere ma avvertivamo lontano da noi.

Qualcuno ha deciso che non si può vivere in pace, non è possibile collaborare ma bisogna competere costantemente per crescere, bisogna desiderare tante cose, per lo più superflue, bisogna prendere sempre di più e bisogna passare la vita a lavorare e guadagnare per rincorrere questi sogni imposti.

Nel meccanismo, chi rimane indietro viene schiacciato ed è costretto a lavorare per sopravvivere.

È una corsa continua verso il nulla. Eppure avremmo abbastanza conoscenze per poterci regolare in maniera diversa. Si potrebbe avere una più equa distribuzione delle ricchezze, si potrebbe decidere di produrre e consumare tutto ciò che serve realmente, avere tempo libero, senza seguire bisogni indotti per crescere comunque, cercando di mantenere un equilibrio del sistema Terra.

Si potrebbe collaborare invece di competere ed avere valori diversi da quello dell'accumulo. Il dominio del sistema informativo-formativo è essenziale per imporre questa visione del mondo e lo si vede in maniera sfacciata ed indecente proprio in questi giorni dove i pensieri critici sono marginalizzati e ci stanno portando tutti a credere nell'ineluttabilità della guerra prossima ventura. Ci stanno abituando anche a pensare che potrebbe essere possibile l'uso di un'atomica tattica limitata.

La pazzia umana non ha fine.

Occorrerebbe un salto per superare questa concezione primitiva del vivere, che non è molto diversa da quella dell'uomo delle caverne, bisognerebbe superare la concezione del darwinismo sociale e dare un senso diverso alle nostre vite.

Sarà mai possibile fare questo o dobbiamo per forza andare incontro ad una carneficina?

Lucio Pastore

 

 

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