Pomigliano, la sentenza del Tar accoglie la richiesta del parroco

Il Tribunale Amministrativo regionale ha accolto il ricorso inoltrato dal parroco della chiesa madre di San Felice in Pincis, posta proprio alle spalle del palazzo in costruzione. L'opera edilizia, nel frattempo, ha già comportato uno stravolgimento urbanistico con il conseguente restringimento della carreggiata,  come si evince dalle foto.

Pomigliano, la sentenza del Tar accoglie la richiesta del parroco
Via Firenze, Pomigliano d'Arco (Ph Saverio Fiore)
Pomigliano, la sentenza del Tar accoglie la richiesta del parroco

POMIGLIANO D'ARCO (Na). Non avevamo scritto nulla, fino ad ora, perchè sembrava essere una disputa tra privati, ma leggendo la sentenza, così non è. Stiamo parlando dell'azione giudiziaria di don Giuseppe Gambardella, oppostosi alla costruzione di un nuovo condominio al posto di un vecchio fabbricato nel centro storico. Il Tar ha bloccato i lavori in via Firenze a Pomigliano d'Arco.

Il Tribunale Amministrativo regionale ha accolto il ricorso inoltrato dal parroco della chiesa madre di San Felice in Pincis, posta proprio alle spalle del palazzo in costruzione. L' opera edilizia, nel frattempo, ha già comportato uno stravolgimento urbanistico con il conseguente restringimento della carreggiata,  come si evince dalle foto. 

La sentenza 04302/2020, pubblicata il 7 ottobre 2020 (ricorso n. 617 del 2020, contro il Comune di Pomigliano d'Arco, per l'annullamento del permesso di costruire n. 152/2019 del 10 dicembre 2019) recita testualmente: "Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Seconda), annulla il gravato permesso di costruire n. 152/2019 del 10 dicembre". 

Ora restiamo in attesa degli sviluppi con la sentenza del sicuro ricorso al Consiglio di Stato, di cui l'impresa di costruzioni si renderà protagonista a tutela dei propri interessi. Se a perdere sarà ancora la ditta la stessa si rivarrà contro il Comune, nell'ordine del proprio investimento piu' interessi, perche' i permessi di costruire sono stati rilasciati dall'Ufficio tecnico dello stesso. Alla fine a pagare, una somma molto ingente, potrebbero essere i cittadini.