Porta Nuova Vasto: proposte ai candidati sindaci

E' troppo se chiediamo ai candidati a sindaco di impegnarsi pubblicamente all’attuazione dello Statuto comunale? È troppo se chiediamo che per la zona industriale si impegnino al rispetto della legge?

Porta Nuova Vasto: proposte ai candidati sindaci
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Sosteneva Marco Pannella che in Italia la difesa della legalità è un atto rivoluzionario. Forse non aveva torto. Vorremmo chiedere ai candidati a sindaco impegnati in questa campagna elettorale, di cui abbiamo scorso i programmi, tutti interessantissimi ma generici, che almeno in quest’ultima settimana si impegnino almeno su alcuni punti strettamente attinenti alle norme e ai doveri istituzionali del Comune che ambiscono di amministrare.

Il primo impegno che chiediamo è l’attuazione del titolo II – Istituti di partecipazione- dello Statuto comunale, e in particolare:

L’approvazione del Regolamento sugli istituti di partecipazione e di consultazione dei cittadini, senza il quale restano sulla carta tutti gli istituti di partecipazione diretta previsti dal Titolo IIdello Statuto (Artt. 12, 13, 24, 25, 26, 27). Ci pare che il fallimento del cosiddetto Tavolo per l’ambiente, abbandonato dalle associazioni cittadine proprio per la mancanza di un regolamento, non sia qualcosa di cui l’Amministrazione uscente possa menar vanto.

L’indizione con cadenza annuale delle cosiddette conferenze dei servizi, previste dall’Art. 40: “Il Sindaco indice entro il mese di settembre di ogni anno apposite conferenze dei servizi locali per esaminare l’andamento della qualità, quantità, efficienza ed efficacia dei servizi, [acqua, raccolta dei rifiuti, trasporti pubblici urbani, etc] formulando idonee soluzioni per il miglioramento di essi. A tali conferenze vengono invitate le associazioni e le organizzazioni interessate al servizio”.

L’adozione dello strumento del bilancio sociale (Art. 35), per mettere in chiaro ai cittadini come i loro soldi vengano spesi dal Comune: le priorità e gli obiettivi di intervento, i livelli di prestazione attesi e realizzati e soprattutto gli effetti prodotti dall’azione amministrativa.

I punti 1. e 2. sono in attesa da circa trent’anni. Il punto 3.(introdotto nel 2012) da una decina d’anni appena.

Il secondo impegno che chiediamo è di carattere ambientale.

Tutti, a parole, sono per la tutela dell’ambiente. A parole.I siti delle società Puccioni spa ed Eco Fox srl, situati entrambi in via Osca, sono inseriti almeno dal lontano marzo del 2014 nell’elenco regionale dei siti potenzialmente contaminati redatto annualmente dalla Regione Abruzzo, per valori oltre la norma riscontrati nelle acque di falda[1]. A norma di legge[2] il Comune di Vasto, sin da allora, avrebbe dovuto chiedere alle aziende suddette di procedere alla cosiddetta caratterizzazione del sito, e, in caso di inerzia, provvedere d’ufficio (naturalmente con relativo diritto di rivalsa[3]).

La procedura, sempre a norma di legge, sarebbe di evidenza pubblica. Ma di pubblico, ad oggi, non c’è stato niente, neppure l’intervento delle opposizioni.Sia chiaro che qui non parliamo di un atto auspicabile, ma pur sempre discrezionale, come il controllo della qualità dell’aria, o di una politica più o meno attenta alla difesa delle riserve naturali, eccetera. Parliamo di un dovere istituzionale del Comune, cui il Comune si sottrae ormai da sette anni; di una questione di rilevanza primaria per l’assetto di tutta l’area industriale[4], su cui da anni tutto tace.

Ecco, è troppo se chiediamo ai candidati a sindaco di impegnarsi pubblicamente all’attuazione dello Statuto comunale? È troppo se chiediamo che per la zona industriale si impegnino al rispetto della legge?

 


[1] Le analisi di prova delle acque sotterranee hanno superato le cosiddette concentrazioni soglia di contaminazione (CSC).

[2]Dlgs 3 aprile 2006, n. 152 (Testo Unico dell’Ambiente) e LR 45/2007 (Norme per la gestione integrata dei rifiuti).

[3] Ib., art. 253, comma 4.