Pratica Ex Dell’Orto: «Non capisco perché vincolare la pratica edilizia alla bonifica»

SPECIALE SEREGNOPOLI/Parte sesta. Intercettazioni sulla fase esecutiva del piano G.A.M.M. La dirigente Cazorzi: «Edilizia e commerciale devono viaggiare insieme». Proseguono gli ostacoli e i rallentamenti al progetto di Lugarà. Nella saletta riunioni s’insinua il dubbio: «Questo qui è una cosa che andava in consiglio comunale».

Pratica Ex Dell’Orto: «Non capisco perché vincolare la pratica edilizia alla bonifica»
I lavori in corso nell'area Ex Dell'Orto per la costruzione del centro commerciale - ph brianzacentrale.blogspot.com

Il 28 ottobre 2015 Lugarà ha un colloquio con Santambrogio e la Caforio, per sapere quali modifiche deve eventualmente apportare al Piano attuativo, inclusa la bonifica:

SANTAMBROGIO: «il piano è da far sistemare»

CAFORIO: «Il piano di bonifica dice?»

LUGARA’: «eh!»

CAFORIO: «allora, guardi che il problema… torniamo con il solito ragionamento: il problema sono le demolizioni! Sulla base di quelle che decide lei…»

Un dialogo da cui traspare, di nuovo, l’interesse di Lugarà a sveltire i tempi:

LUGARA’: «noi volevamo presentare una SCIA (segnalazione certificata di inizio attività, ndr) su tutto il… inc»

SANTAMBROGIO: «per la demolizione»

LUGARA’: «che è quella più veloce. Si ricorda che abbiamo detto che se presentiamo un progetto ci vuole almeno ancora 2 mesi e mezzo-3. Antonella mi dice: “io non ti rilascio l’autorizzazione a demolire senza avere un’autorizzazione per la bonifica»

CAFORIO: «eh… no, il problema era DIA, SCIA o pratica edilizia! Eh! Allora la DIA e la SCIA non erano consigliabili (…) si passava alla pratica edilizia»

LUGARA’: «eh, ci vuole 3 mesi per poterlo fare!!»

Si discute sulla destinazione dell’area di 1.600 mq a centro commerciale, e si ribadisce la subordinazione dell’autorizzazione a demolire a quella per la bonifica. Eppure, i funzionari - chi più chi meno - sembrano stupirsi dell’anomalia di tutti questi vincoli, una su tutti proprio la Caforio: «sì però io non ho mica capito l’Antonella: vuole vincolare la pratica edilizia alla bonifica! (…) No, dico: scusate un attimo ma, premesso di farlo a Seregno, la via Cavour, sono tutte attività che sono cominciate dal punto di vista edilizio senza alcuna formalità! Mo mi spieghino perché varia con la G.A.M.M.! Se c’è un problema dimmelo chiaramente, perché io non lo capisco.»

Perché queste lungaggini? Forse per la natura (quantomeno sostanziale) di variante al PGT del Piano attuativo della G.A.M.M. - che quindi andava fatto passare per il Consiglio comunale? Sempre il 28 ottobre proseguono le conversazioni:

DONNA: «(…) Il problema è che la legge Regionale, la Regione sulla scorta di una sentenza della Corte costituzionale ha cambiato le norme sulla DIA! Quindi anche i centri commerciali da 250 a 2'500 mq devono fare la DIA! Le deve fare prima per quello! Lui non vuole metterli assieme perché se no sta fermo altri sei mesi»

CAZORZI: «Ma non doveva essere fatta allora nel piano attuativo?»

DONNA: «Eh, ma se loro sostengono che non è un centro commerciale non va fatta. Basta che lo chiariate a monte! (…) A monte in convenzione, perché se non va fatto prima della…»

CAZORZI: «La convenzione è già stata deliberata, eh! Il piano attuativo è già finito! Va comunicato, ma lo schema c’è già! Io non lo so lo schema cosa dice! (…) Sì, per me devono sottoscrivere una convenzione»

DONNA: «Devono fare la convenzione! È in convenzione che gli ha detto… che specifica che non ha comprato un centro commerciale…»

CAFORIO: «Ma la convenzione deve contenere i dati del piano attuativo! (…) Secondo me non può essere modificato»

(…)

DONNA: «Cioè, bisogna capire com’è il bando o che. Un conto è lo schema approvato e poi al momento del bando…»

CAZORZI: «Secondo me no!»

DONNA: «Il bando si può fare»

CAZORZI: «I bandi, ma questo non è un bando! Questo qui è una cosa che andava in consiglio comunale»

SANTAMBROGIO: «Eh sì!»

Questa pare dunque la svolta. Occorre reperire gli standard per demolire il capannone e cambiare la destinazione d’uso in commerciale/polifunzionale. Santambrogio spiega alla Milani che proprio la mancata specificazione di cosa si intenda per “polifunzionale”, in aggiunta alla necessità del piano di bonifica, crea i problemi maggiori. Forse perché non si riesce a renderlo compatibile con le previsioni del PGT? Forse perché la pratica avrebbe dovuto seguire un iter diverso? Si parla di ARPA (Agenzia regionale protezione ambiente), di conferenza di servizi, di vincoli di micro-tessuto. Tutte soluzioni che in pratica si tradurranno - secondo l’accusa - in un indebito vantaggio per la G.A.M.M.: la Cazorzi avrebbe infatti consentito un ampliamento vietato della superficie commerciale rispetto a quanto previsto nel Piano attuativo, Santambrogio il rilascio di un parere favorevole alla concessione dell’agibilità parziale dell’opera urbanistica (un punto sul quale l'ex dirigente dell'area Qualità dell'Ambiente si è difeso nell'udienza dello scorso 1° marzo).

Interviene, il 29 ottobre, il responsabile unico del procedimento Mauro Facchinetti. Con il quale i funzionari si confrontano in merito alla modifica della viabilità dell’area interessata, in merito al “carico e scarico”:

FACCHINETTI: «(…) solo di questo c’è il carico e scarico, perché questo qua, non sa ancora se deve entrare»

DONNA 3: «Per cui cambia praticamente la viabilità qua davanti per quanto riguarda noi»

FACCHINETTI: «Noi in che senso?»

DONNA: «Comune di Seregno»

DONNA 3: «Noi Comune di Seregno, questa è la via Valassina, giusto? Cambia qui»

FACCHINETTI: «ha la possibilità di entrare e basta; e poi questa qui viene allargata»

(…)

DONNA 3: «E quanto è alto il capannone che può costruire?»

FACCHINETTI: «4 e mezzo, 5»

SANTAMBROGIO: «Si allarga la via dell’Oca, no?»

FACCHINETTI: «sì, sì, ma questo l’abbiamo chiesto a lui… inc…»

DONNA 3: «di qua 8 e 60, di qua 4 e 50»

(…)

DONNA: «Ma non ho capito: lì restano parcheggi pubblici sempre aperti quindi?»

FACCHINETTI: «Sì, sì»

Si parla del progetto di costruzione del nuovo fabbricato da parte di Lugarà, accennando alla successiva operazione di cessione di una parte di poco più di 900 mq alla iN’s. E Facchinetti osserva, giusta la previsione di cui all’art. 15 PDR: «in questo momento… in questo momento qua, però, cioè, è questo il discorso: polifunzionale su uso residenziale, quindi vale tutto, perché il polifunzionale c’ha tutto». Vale anche - secondo Facchinetti - la possibilità di fare una variante al PGT, senza dover passare in Consiglio comunale - e gli altri dirigenti e funzionari ne convengono. Si pensa anche di farci una palestra. Delle successive lamentele di Lugarà sulla lentezza e onerosità della pratica, in presenza di Edy Caforio (novembre 2015), già si è detto (cfr. parte terza).

Interessante poi il dialogo tra il dipendente dell'Ufficio Tecnico Biagio Milione e il geometra Alessandro Fusi intercettato nella saletta del Comune il 10 dicembre: nel discutere di Gatti e Lugarà, Fusi allude alla presunta scorrettezza del loro operato e, in particolare, all'episodio di un atto intimidatorio perpetrato ai suoi danni da Lugarà in occasione di una precedente pratica: «Cioè il Lugarà m’ha detto che mi doveva spostare al cimitero, eh, se avesse vinto quello (il suo concorrente, ndr)! Mi aveva già detto che il mio posto era nell’ufficio del cimitero, eh!?». Vero o falso che sia questo racconto, Lugarà e i suoi hanno ben poco da minacciare ormai. Tra febbraio e marzo i Carabinieri acquisiscono già lo storico dei passaggi di proprietà del terreno della G.A.M.M.: la ‘Mani Pulite’ seregnese è sempre più vicina.

 

6.continua

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