Festival del Cinema di Berlino 2020

Elio Gemano, presente anche in "Favolacce", ha vinto l’Orso d’argento come miglior attore per “Volevo nascondermi”, film sul pittore e scultore Italiano Antonio Ligabue.

Festival del Cinema di Berlino 2020
Immagine di Gerd Altmann da Pixabay

Si è conclusa la 70a edizione del Festival Internazionale del cinema di Berlino. Quest’anno la giuria, presieduta dall’attore britannico Jeremy Irons, ha assegnato l’Orso d’oro per il miglior film a "Sheytàn Vojud Nadarad" di Mohammad Rasoulof, film di genere drammatico iraniano che racconta quattro storie riguardanti l’orrore della pena di morte in Iran. L’opera mette in evidenza la contraddizione tra le leggi del paese e la coscienza del singolo cittadino. Il regista, che non ha potuto essere presente alla cerimonia poiché prigioniero, ha spiegato che il film parla di “persone che si assumono la responsabilità” delle loro azioni. E’ il terzo film iraniano a vincere l’Orso d’oro negli ultimi dieci anni.

Il premio come miglior sceneggiatura va invece all’Italia con "Favolacce" dei fratelli D’Innocenzo, una favola dark che racconta le dinamiche che legano i rapporti umani all’interno di una comunità di famiglie. Il film vuole raccontare, senza filtri, come in un mondo apparentemente normale la rabbia e la disperazione sono sempre pronte ad esplodere.

Elio Gemano, presente anche in "Favolacce", ha vinto l’Orso d’argento come miglior attore per “Volevo nascondermi”, film sul pittore e scultore Italiano Antonio Ligabue.

Una menzione speciale va alla cineasta americana Eliza Hittman che con il suo  “Never Rarely Sometimes Always”, sensibile dramma sull’aborto nell’America contemporanea, ha vinto il Gran Premio della Giuria ed al sudcoreano Hong Sangsoo vincitore del premio per la regia di “The Woman Who Ran”, spaccato di vita quotidiana tutta al femminile, dove la protagonista fa visita ad alcune amiche approfittando del viaggio d’affari del marito, da cui non si è staccata per un attimo negli ultimi cinque anni.

Non dimentichiamo l'Orso d’argento come miglior attrice andato a Paula Beer, protagonista di "Undine" del regista tedesco Christian Petzold.