Processo alla 'ndrangheta, parla Morra: «una sorta di pietra miliare per la storia criminale e giudiziaria calabrese»

MAFIA CALABRESE ALLA SBARRA. «Si tratta – ha scritto sulla sua bacheca il magistrato Sebastiano Ardita -, a mia memoria, di uno dei più grandi processi contro la criminalità organizzata che si siano celebrati. Per poterlo celebrare si è allestita una tra le più grandi aule bunker mai costruite, con grande convergenza di sforzi tra Ministero e uffici giudiziari. Il suo svolgimento, con questi numeri e questa logistica, rappresenta un segnale di buon funzionamento della giustizia.»

Processo alla 'ndrangheta, parla Morra: «una sorta di pietra miliare per la storia criminale e giudiziaria calabrese»

LAMEZIA TERME. Un maxi-processo per giudicare la ‘ndrangheta. Si è aperto oggi il processo del secolo, istruito dal tenace magistrato calabrese Nicola Gratteri. Tutto ruota intorno all’indagine Rinascita-Scott. Numeri impressionanti, un lavoro grandioso da parte di uomini dello Stato impegnati, sul territorio, a contrastare un cancro secolare. Da debellare, con l’aiuto di tutti. Ora, finalmente, si entra nel vivo. Ecco qualche numero: 329 imputati, 91 giudicati con rito abbreviato, 58 collaboratori, 5 testimoni di giustizia, 224 parti offese, già 30 costituite parte civile.

«Si tratta – ha scritto sulla sua bacheca il magistrato Sebastiano Ardita -, a mia memoria, di uno dei più grandi processi contro la criminalità organizzata che si siano celebrati. Per poterlo celebrare si è allestita una tra le più grandi aule bunker mai costruite, con grande convergenza di sforzi tra Ministero e uffici giudiziari. Il suo svolgimento, con questi numeri e questa logistica, rappresenta un segnale di buon funzionamento della giustizia.»

 

In aula, questa mattina, solo un rappresentante delle Istituzioni si è presentato. E noi lo abbiamo contattato. Il presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, ha rilasciato a WordNews.it le seguenti dichiarazioni. «Essere presente al processo era un dovere, per cui non mi sono sottratto allo stesso. Sono stato in quell’aula a dar sostegno alla Calabria che vuole combattere la ‘ndrangheta e sconfiggerla, soprattutto, nelle sue incrostazioni, più negative, più inquinanti. Quelle con cui si rapportano uomini delle Istituzioni, uomini delle professioni, facendo con gli stessi affari. E, soprattutto, stringendo relazioni che sono, in un’ottica di potere criminale, decisi per sottoporre a controllo ‘ndranghetisti con tante comunità calabresi.»

 

Ma lei è stato l’unico rappresentante delle Istituzioni ad essere presente…

«Fa specie, come avete rilevato anche voi operatori dell’informazione, esser stato l’unico rappresentante delle Istituzioni e della politica. Però sono anche convinto che, prossimamente, tanti potranno recuperare. Anche perché oggi era giornata d’aula sia al Senato che alla Camera. Sto tornando in fretta e furia a Roma per essere presente questo pomeriggio. Non essendoci aerei siamo obbligati a provvedere in altro modo.»

 

Cosa rappresenta questo processo?

«Sono convinto che questo processo, che si svolge in Calabria, debba rappresentare una sorta di pietra miliare per la storia criminale e giudiziaria calabrese. Mi auguro che così sia.»  

 

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