Prosegue l'accanimento giudiziario contro Patrick Zaki

Riferiscono i legali che Patrick si trova in un pessimo stato psicologico, molto provato anche fisicamente. Arrestato con l’accusa di istigazione al terrorismo e propaganda sovversiva.

Prosegue l'accanimento giudiziario contro Patrick Zaki

Altri 45 giorni di detenzione per Patrick Zaki, non sarà liberato neanche questa volta.

Durante l’udienza di ieri i suoi avvocati hanno chiesto la sostituzione dei giudici, nella speranza di porre fine ad una carcerazione iniziata il 7 febbraio del 2020: richiesta respinta e prosecuzione di una detenzione preventiva decisa dalla Corte d'Assise del Cairo.

Secondo i legali Patrick si trova in un pessimo stato psicologico, molto provato anche fisicamente. Arrestato con l’accusa di istigazione al terrorismo e propaganda sovversiva, studente a Bologna, ricercatore e attivista per i diritti umani, Zaki non ha mai avuto un processo e l'accusa si baserebbe su alcuni post di facebook da un account peraltro non suo.

La detenzione potrebbe durare fino a due anni e Patrick rischia 25 anni di prigione.

All’udienza è stata impedita la presenza ai diplomatici stranieri, anche italiani. Per ora la politica italiana non ha fatto molto per chiederne la liberazione e per mostrare il proprio disappunto di fronte ad una gravissima violazione delle libertà personali e dei diritti umani. La città di Bologna gli ha concesso la cittadinanza onoraria e oltre 200mila sono le firme raccolte, con una petizione online, per il riconoscimento della cittadinanza italiana. 

La politica tace, la diplomazia resta ferma mentre per Patrick ci sono altri 45 giorni di detenzione, in quello che è un vero e proprio accanimento giudiziario.

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