QUANDO LA LOTTA AL RAZZISMO DIVENTA STRUMENTALIZZAZIONE

QUANDO LA LOTTA AL RAZZISMO DIVENTA STRUMENTALIZZAZIONE
La statua di Montanelli

Il nazismo e i continui attacchi antisemiti, i cori razziali nelle curve degli stadi, l’orribile crescita dei femminicidi, gli atti di bullismo, gli attacchi contro disabili, le vigliacche discriminazioni contro le comunità gay, sono solo alcuni dei crimini legati all'odio contro chi è diverso per religione, colore, orientamento sessuale.
Notizie che purtroppo ci accompagnano tutti i giorni, notizie che descrivono menti malate e distorte.
Ma quando in nome del razzismo si trasforma una protesta in odio, si finisce con il capovolgere la giustizia.

Questo è quanto sta accadendo oltreoceano, dove a seguito dell' uccisione dell'afroamericano George Floyd (l'uomo ucciso dalla polizia a Minneapolis durante un violento arresto) si è svolto uno scempio ai danni di Cristoforo Colombo e Winston Churchill.
Una strumentalizzazione usata da queste proteste antirazzismo per giustificare l'abbattimento e l'imbrattameto di due statue secolari. 

Diverse le statue di Colombo prese d'assalto, alcune abbattute a Richmond in Virginia e a Minneapolis in Minnesota, mentre altre a Boston e a Miami sono state vandalizzate.

Secondo alcuni manifestanti l'atto è stato compiuto come protesta contro il passato che continua ad avere grandi conseguenze sul presente. C'è invece chi si schiera contro queste affermazioni, definendo la vandalizzazione di queste statue un semplice atto di distruzione di opere d'arte e invita a contestualizzare il periodo in cui vennero costruite.
Già diversi anni fa furono distrutti i monumenti del navigatore a Yonkers, Detroit, Baltimora, Lancaster, Columbus, San Jose.

Una guerra inutile, una guerra contro i simboli che non possono difendersi nè difendere la storia.
Ma se già questa lotta ai fantasmi di pietra può sembrare assurda, non è finita qui. Un’azienda svizzera pare abbia deliberato la rimozione dagli scaffali dei cioccolatini «moretti», detti anche «testa di moro», pericolosi veicoli di razzismo.

Non è uno scherzo purtroppo. Anche i canali Disney, sull’onda della messa sotto accusa di Via col vento, sembra siano intenzionati a mettere in guardia i giovani sugli Aristogatti o Lilli e il vagabondo con una scheda pedagogicamente corretta che dice: «Questo programma potrebbe contenere rappresentazioni culturali ormai superate».