San Francesco d’Assisi , il primo poeta della letteratura italiana

Il 3 ottobre 1226 moriva san Francesco d’Assisi, icona dell’amore per la povertà e per la natura. Francesco D’Assisi è ricordato come l’iniziatore della letteratura italiana con la suo opera il Cantico delle creature, conosciuto anche come il cantico di Frate sole e Sorella Luna, poesia scritta da Francesco d’Assisi in lingua volgare umbra nel 1224.

San Francesco d’Assisi , il primo poeta della letteratura italiana

Il componimento, che richiama i ritmi delle litanie, con la presenza di rime, consonanze e assonanze, si annovera fra i più importanti componimenti poetici della lingua volgare e rappresenta la più famosa poesia religiosa di sempre della letteratura italiana.

Si presenta come una preghiera al Signore, un ringraziamento per le cose create, a sottolineare la perfetta armonia tra le creature, ma anche un invito all’uomo a rispettare questa perfetta dedizione del Signore espressa nella sintonia tra le varie parti dell’Universo, della Natura frutto del disegno demiurgico di Dio.

La seconda parte rappresenta un monito all’uomo nel conservare la purezza al momento della sua morte corporale, garantendosi, la grazia eterna nella vita dopo la morte.

In questa poesia interviene anche la tutela ecologica, come detto prima, ossia la capacità dell’uomo di rispettare e conservare adeguatamente le bellezze della natura come estrinsecazione della volontà del Signore nostro Dio.

Rappresenta, questa, dunque, una perla della nostra letteratura e San Francesco, un gigante della religiosità e della letteratura italiana, per la sua sensibilità finalizzata all’intervento della costruzione di un mondo migliore.

 

Il testo

Altissimu, onnipotente, bon Signore,

tue so’ le laude, la gloria e ‘honore et onne benedictione.

Ad te solo, Altissimo, se konfàno et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le tue creature, spetialmente messor lo frate sole, lo qual è iorno, et allumini noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore, de te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora luna e le stelle, in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale a le tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor’aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate focu, per lo quale ennallumini la nocte, et ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo tuo amore, et sostengo infirmitate et tribulatione.

Beati quelli che ‘l sosterrano in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi’ Signore per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò scappare: guai a quelli che morrano ne le peccata mortali; beati quelli che trovarà ne le tue santissime voluntati, ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi’ Signore’ et ringratiate et serviateli cum grande humilitate.