Senago, parla la Sindaca: «Un innocente non deve pagare le colpe di altri»

CASO VITALONE. L'intervista di WordNews alla sindaca Magda Beretta (Lega) a proposito della nomina in Giunta di Gabriele Vitalone. «Nel 2017 gli revocai le deleghe per far sì che venisse fatta luce sulla vicenda. Non volle dimettersi per timore che fosse visto come un’ammissione di colpa. Dopodiché, dato che nulla è emerso, non abbiamo riscontrato alcun ostacolo a un suo ritorno». Sull’opportunità e indispensabilità dell’assessore Vitalone: «Lo ritengo una persona competente e corretta. Non ha mai utilizzato la politica per fini personali. La contiguità familiare non è un reato. Vitalone è vittima di tutta questa situazione».

Senago, parla la Sindaca: «Un innocente non deve pagare le colpe di altri»
Il sindaco di Senago, Magda Beretta (Lega)

A distanza di quasi due mesi dal ritorno nella Giunta di Senago dell’assessore Gabriele Vitalone, fratello di quel Giovanni Vitalone arrestato nel settembre 2017 e poi condannato in via definitiva per mafia, la sindaca leghista Magda Beretta ha deciso di tornare sull’argomento. WordNews l’ha intervistata in modo da raccogliere il suo punto di vista sulla vicenda. Sua infatti la decisione, lo scorso marzo, di riassegnare all’ex forzista Vitalone quelle stesse deleghe a Trasporti, Istruzione, Commercio, Sanità (con l’aggiunta peraltro della gestione dell’attività vaccinale COVID-19) dalle quali, in seguito al maxi blitz contro la ‘ndrangheta delle locali di Limbiate e Mariano Comense in cui finì il fratello, aveva deciso di sollevarlo. Pur non indagato, infatti, il nome dell’assessore Vitalone compariva nelle carte di quell’inchiesta.

Sindaca, chi è per lei Gabriele Vitalone? Come e quando l’ha conosciuto?

«Gabriele Vitalone è un padre di famiglia con 4 figli, dal 1988 ad oggi ha sempre lavorato in sanità e ricopre il ruolo di tecnico sanitario di laboratorio. Ha sempre vissuto nel mondo dello sport, prima come calciatore, successivamente come allenatore e poi direttore sportivo. Ci siamo conosciuti in occasione della campagna elettorale del 2009 a Senago, dove entrambi per liste differenti correvamo per la carica di consigliere comunale.»

Come giudica l’azione politica di Vitalone?

«È un amministratore molto capace. La sua esperienza lavorativa al servizio della comunità ha già permesso in poco tempo a Senago di conseguire importanti risultati per la gestione della campagna vaccinale che stiamo vivendo e di candidare alcuni spazi del Comune come hub in vista della vaccinazione di massa. Presto su sua iniziativa partirà anche un’attività di screening nelle nostre scuole a beneficio di alunni, famiglie e personale scolastico. Gestire la pandemia vi posso assicurare che non è stato semplice (come per tutti del resto) e avere un supporto maggiore, soprattutto da parte di chi ha dimestichezza con la materia sanitaria, ha già portato notevoli benefici ai nostri cittadini. Tutto ciò ritengo sia un grande valore aggiunto per Senago

Quali sono i suoi rapporti politici con Vitalone? Ci sono anche rapporti di natura personale?

«Abbiamo sempre fatto parte di liste differenti, io della Lega, lui in Forza Italia, che negli ultimi anni ha abbandonato, pur mantenendo idee legate ai principi liberali che animano l’azione del centrodestra. Negli anni ci siamo conosciuti meglio e lo reputo una persona leale e corretta. Tenga conto comunque che abbiamo 23 anni di differenza, potrei essere tranquillamente sua figlia e nella mia vita privata tendo ad avere frequentazioni con gruppi di amici con cui condivido l’età anagrafica.»

Potrebbe spiegare le ragioni del cambio di passo, da parte sua e della Giunta, consistito nella nomina ad assessore ai trasporti di Gabriele Vitalone, dopo che nell'ottobre 2017, all’indomani dell’inchiesta Ignoto 23 in cui rimase coinvolto e poi condannato in via definitiva per 416-bis il di lui fratello Giovanni Vitalone, aveva deciso in senso opposto di revocargli quelle stesse deleghe?

«All’epoca tolsi le deleghe a Gabriele Vitalone, dato l’arresto avvenuto nei confronti del fratello, per far sì che venisse fatta luce sulla vicenda. Gli dissi che se rassegnava le dimissioni in attesa che venisse fatta luce sarebbe stato molto più semplice il ricollocamento nel suo ruolo, mi rispose che se lo avesse fatto, qualcuno avrebbe potuto dire che era una ammissione di colpa, e che lui in questa vicenda mai e poi mai sarebbe stato coinvolto. Il tipo di reato di cui è stato accusato il fratello Giovanni è cosa nota essere correlato tendenzialmente anche a rapporti di natura parentale, che nel corso delle indagini e della condanna però non si sono mai ravvisati.

Dati i chiarimenti apportati dalla Magistratura non si sono configurati motivi tali per cui l’assessore Vitalone potesse essere in qualche modo correlato ad azioni imputate al fratello. Gabriele Vitalone non è mai stato indagato, né chiamato a testimoniare alcunché, data la sua totale estraneità ai fatti accertata dalla Giustizia stessa.»

Questa nomina in Giunta, dopo tre anni e mezzo dalla revoca, le è stata “ordinata dall’alto”?

«No, nasce dal fatto che le deleghe gli erano state tolte in attesa che la Magistratura chiarisse la vicenda. Dato che nulla è stato mai nemmeno ipotizzato nei suoi confronti e date le sue capacità non abbiamo ravvisato alcun motivo che ostacolasse un suo ritorno

Siamo d’accordo che il contesto familiare non influenzi per forza di cose l’esercizio di una funzione pubblica o le competenze del singolo; però qui si parla di ‘ndrangheta, cioè di una questione gravissima, da cui la politica pulita e onesta dovrebbe prendere le distanze a prescindere - come lei fece nel 2017. Non trova?

«La mia Amministrazione Comunale prende totalmente le distanze dalla criminalità organizzata, questo sia ben chiaro. Penso che il reato di ‘ndrangheta sia gravissimo e le persone coinvolte in tali vicende debbano essere assolutamente condannate e debbano scontare la propria pena senza se e senza ma. Basti pensare a quanti uomini dello Stato, a quanti colleghi hanno perso la vita e lottato per sconfiggere questa piaga per capirne la gravità e quanto ciò sia sempre più un problema dei nostri giorni.

Ma qui si parla di una persona totalmente innocente, che non deve pagare le colpe di altri e che non ha mai utilizzato la politica per conseguire fini personali o di altra natura, come per altro appurato dalla Magistratura stessa. Mi chiedo chi siamo noi per giudicarlo, se la Giustizia non ha ravvisato alcunché, per dire che Gabriele Vitalone non possa ricoprire un ruolo di amministratore pubblico?

Per non parlare del fatto che fatico a capire come non ci sia nessun problema sul fatto che sia un funzionario di un ente pubblico e nessuno per quanto detto sopra, ovviamente, ha mai dovuto sospenderlo dalla sua attività, mentre per fare l’assessore al Comune di Senago ha suscitato clamore.

Leggevo qualche mese fa di una parlamentare (Monica Cirinnà, ndr) a cui hanno arrestato il fratello e altri famigliari per Camorra, significa che è colpevole anche lei? Non credo, difatti nessuno ha chiesto le sue dimissioni e si parla anche di una sua candidatura a sindaco di Roma.»

Anche chi non è risultato mai indagato, come lo stesso Gabriele Vitalone (o il fratello Antonino, che però è stato accertato fosse colluso col clan Bonavota legato ai Mancuso di Limbadi), era tuttavia considerato dagli altri indagati - lo si evince dalle intercettazioni - come la testa di ponte delle cosche nel mondo della politica. I magistrati lo descrivevano (senza accusarlo di alcunché) come soggetto «inserito nel mondo politico per una scelta mirata a consentire il pieno inserimento nel tessuto socio-economico dei componenti la famiglia Vitalone». Questo non è stato sufficiente a distoglierla dal proposito di nominare nuovamente in Giunta Gabriele Vitalone?

«Del Sig. Antonino Vitalone non so nulla e non mi risulta nulla in tal senso, lei stesso mi sta dicendo che non è mai stato indagato. Rispetto a Gabriele Vitalone a suo carico non c’è nulla e non sono io a dirlo ma l’indagine stessa, ma in ogni caso il punto è che l’assessore Vitalone è una persona corretta, nessuno di noi ha mai ricevuto strane pressioni per chissà quale motivo né da lui, né da qualche membro della sua famiglia. La mia compagine amministra Senago dal 2017 e se proprio devo entrare nel dettaglio, alcune indagini hanno riguardato funzionari e politici del territorio di amministrazioni precedenti di centrosinistra che hanno sempre governato Senago, che inizialmente erano confluite in un processo per fatti legati alla ‘ndrangheta, poi scorporati e ancora in itinere per abuso d’ufficio. In ogni caso, tengo a precisare che nessuna persona coinvolta in tale indagini è collegata a una delle mie liste o a qualcuno afferente alla mia Amministrazione.»

Pensa per caso che questa sua decisione abbia delle ripercussioni sull’elettorato del suo partito in vista delle prossime elezioni (a qualunque livello dovesse candidarsi)?

«Fermo restando che non ho ancora deciso se ricandidarmi al ruolo di Sindaco o altro, poiché fare il Sindaco penso sia uno dei ruoli più complessi e difficili che un amministratore possa svolgere nel corso della sua carriera e l’impegno che si prende con i propri cittadini è cosa seria (e in questi primi quattro anni sto dedicando totalmente la mia vita per onorare al meglio questo mandato), quando sarà il momento scioglierò tale riserva.

Non nascondo che, pur essendo consapevole di aver conseguito una scelta corretta e giusta come sopra riportato, poiché Gabriele Vitalone è vittima di tutta di questa situazione e non carnefice, il bersaglio mediatico di alcuni giornali possiamo essere io e i partiti che rappresentiamo. Le malelingue e il qualunquismo purtroppo spesso e volentieri possono alimentare false notizie per screditare il prossimo. Auspico non passi mai il messaggio che la criminalità organizzata non debba essere condannata, e voglio sottolineare che le mafie fanno orrore e tutti dobbiamo impegnarci al fine di contrastarle, tanto che come Amministrazione ci stiamo accingendo a istituire anche una commissione comunale sulla scia della commissione Antimafia lombarda, poiché l’impegno in tal senso e la promozione della legalità devono essere un principio cardine dell’azione amministrativa di tutti.

È altrettanto importante però, ribadisco, che arrivi anche il messaggio che un innocente non debba pagare le colpe di altri. Se la Giustizia non ha ravvisato alcun motivo per fare ciò, non è affatto corretto che altri si arroghino il diritto di affermare cose non vere. Eppure viviamo in un mondo in cui solo perché sei “il fratello di...”, per parte dell’opinione pubblica non puoi condurre una vita normale (o forse come sopra citato vale solo per alcuni). Mi rendo conto a volte di essere troppo legata a principi corretti e giusti, che spesso si rivelano essere illusioni rapportati alla vita reale e spero con il cuore che il pregiudizio non vinca sulla Giustizia.»

 

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