Seregno, “Casa della Sinistra”: «La Commissione “Legalità” indaghi sul movimento terra»

SISTEMA SEREGNO. L’associazione politico-culturale presieduta da Simone Crinò ha tenuto in remoto un incontro sulla criminalità organizzata a Seregno: fra i temi trattati, lo stato attuale dei lavori della Commissione “Legalità” e dell’informazione sul radicamento del fenomeno mafioso nel territorio.

Seregno, “Casa della Sinistra”: «La Commissione “Legalità” indaghi sul movimento terra»
Manifesto di Casa della Sinistra postato sulla pagina Facebook dell'associazione il 31 dicembre 2020
Seregno, “Casa della Sinistra”: «La Commissione “Legalità” indaghi sul movimento terra»
Seregno, “Casa della Sinistra”: «La Commissione “Legalità” indaghi sul movimento terra»
Seregno, “Casa della Sinistra”: «La Commissione “Legalità” indaghi sul movimento terra»

«Nel trattare dei territori, si tende di solito a ricostruire la storia della mafia mettendo assieme tanti fatti di cronaca, libri, qualche articolo di giornale, e così via. Quando si vuole trattare di Seregno, però, l’operazione non è così semplice».

A parlare è Simone Crinò, Presidente dell’associazione politico-culturale “Casa della Sinistra”, nella prima riunione del 2021, che si è tenuta sulla piattaforma Google Meet lo scorso 20 gennaio alle ore 21:00.

Presenti anche altri soci, fra cui gli ex consiglieri comunali di Seregno Francesco Mandarano e Giuseppina Minotti, eletti nel 2005 nelle file di "Rifondazione Comunista". Il dibattito si è focalizzato su alcuni punti chiave della storia presente e passata della criminalità organizzata nel territorio di Seregno. Un tema che negli anni ha visto l’associazione, a forte vocazione legalitaria, militare in prima linea in Consiglio comunale ma non solo.

«A Seregno - ha esordito Crinò - mettendo insieme i fatti di cronaca, emerge la storia di una locale di 'ndrangheta, che prevale rispetto alle altre, e a questo punto si collegano la vicenda dell’edilizia e la parte che riguarda Lugarà. Poi ci sono altre storie, come quella del deposito di armi dei Mancuso, una cosca molto potente di Limbadi, nel vibonese, con affari in tutto il mondo, o quella delle discariche abusive che, pur riguardando altre locali, hanno toccato anche Seregno».

In questo scenario, secondo Crinò, permane sempre una parte «sana» della società «che pensa di poter utilizzare il mafioso come testa di ponte per raggiungere i propri interessi, salvo poi cadere in qualche trappola per “effetto boomerang”: il fatto cioè che la zona grigia, dall’appartenenza alla quale si è tratto un vantaggio, possa prima o poi andare a chiedere il conto».

Non sono mancate riflessioni su quanto sia mutata la situazione della criminalità dopo l’operazione Freccia dello scorso 11 giugno: «Dopo gli arresti del clan Cristello - ha affermato Crinò - e, quindi, una volta disarticolata la famiglia egemone che gestiva il traffico di droga, la prima sensazione è quella di confusione. Cioè si percepisce che la mafia c’è, ma c’è tanto caos, c’è una criminalità di strada, quella dei pestaggi e dello spaccio all’aperto, che è più visibile adesso rispetto a prima, quando in realtà la mafia era più potente. La seconda sensazione è che, con la pandemia, molte imprese siano a rischio usura. Per non parlare delle possibilità di utilizzo da parte delle mafie del Recovery Fund e dei fondi del Mes».

Ha quindi preso la parola Francesco Mandarano, che ha ricordato come durante il suo mandato di consigliere (2005-2010) si cominciò per la prima volta a parlare di ‘ndrangheta.

Si è ricordato il migliaio di persone che presenziò ai funerali di Rocco Cristello, capo della locale di Seregno ucciso a Verano Brianza il 27 marzo 2008 al culmine delle ostilità con la ‘ndrina Stagno della locale di Giussano. «Allora si è parlato di istituire una Commissione Antimafia, che ritenevamo ed io ritengo tuttora uno strumento utile a livello di Consiglio comunale».

Mandarano ha ricordato come, insieme alla compagna di partito Giusy Minotti, avesse sottoscritto nel 2009 una proposta di mozione (si veda scorrendo le foto in alto) per l'istituzione di una Commissione Antimafia a Seregno, sulla falsariga di quella di Milano.

D’altro canto, ha osservato Mandarano, «questa amministrazione democratica (guidata dal sindaco di centrosinistra Alberto Rossi, ndr) c’è da quasi tre anni, ma finora non ho visto nulla, nessun gesto, salvo un’iniziativa della rete delle associazioni. Io mi aspettavo un impegno diretto con gli strumenti propri dei consiglieri comunali. Per esempio, quando c’è stata l’ultima nevicata, non è uscito nessun mezzo per la neve o quasi. Perché? Ve lo siete chiesti? Perché l’appalto della neve era in mano da tempo a Giussani Emilio, ma del fatto che questo difetto fosse collegato all’inchiesta che c’è stata, non è trapelato nulla. In questi Comuni, quindi, in cui la delinquenza organizzata è presente, il Consiglio comunale dovrebbe avere uno strumento d’indagine, proprio per tenere sotto attenzione almeno questi settori: l’edilizia, gli appalti, il commercio, i rifiuti, il movimento terra».

Mandarano ha poi accennato al ritardo del Comune di Seregno nel costituirsi come parte civile nei processi di criminalità organizzata: «Noi, fin quando siamo stati consiglieri comunali, abbiamo detto: questi soldi qua, che il Comune prende come risarcimento nei processi contro la criminalità organizzata, vanno investiti nella legalità. Anche su questo manca la trasparenza, perché i cittadini possano essere informati e sapere che l’amministrazione c’è e vigila». Ed ha ricordato il problema dei 44 beni confiscati alle mafie, che non si riescono a sbloccare: «C’è una carenza progettuale, una mancanza di volontà politica, e non so che cos’altro. Questo dovrebbe essere uno degli aspetti qualificanti dell’azione politica di una maggioranza democratica, ma non lo è».

È poi intervenuta Giuseppina Minotti, già candidata sindaco per la lista “Federazione della Sinistra”, che ha riflettuto sulla scarsità delle informazioni diffuse alla cittadinanza sul tema delle organizzazioni mafiose: «Qui a Seregno il problema ‘ndrangheta è poco sentito. Compaiono sui giornali notizie di arresti, processi, ecc. Ma, tutto sommato, il problema è accantonato. Quindi manca un’informazione continua, che alimenti l’interesse su questi fatti. E su questo punto, tornando al discorso della Commissione “Legalità” che, come ha detto Francesco (Mandarano, ndr), non si capisce bene come lavori, quanto e su che temi, è una commissione fatta da consiglieri comunali, e quindi in sintonia con quello che sente il cittadino. Tutto sommato la Commissione non fa delle grandi esposizioni, degli incontri, delle indagini, così come il cittadino che apprende una notizia è indotto a dire “ma sì, la mafia… Lugarà, eh ma non è stato mai condannato”». Per questo, a giudizio di Minotti, «bisogna seguire attentamente i vari processi, perché l’infiltrazione mafiosa all’interno di un processo anche relativo ad altre problematiche spesso è trasversale: bisogna essere in udienza per capire e vedere attentamente cosa sta succedendo. Gatti (Stefano, imputato per concorso in corruzione e abuso d'ufficio in Seregno-1, ndr) era in Consiglio comunale quando c’eravamo anche io e Francesco. Queste sono cose che segnano. E, se si continua a sottovalutare il problema, non lo si risolverà mai».

Ha concordato sul punto Francesco Mandarano, che però ha ricordato le discussioni tenute in assemblea quando si seppe del coinvolgimento dell’allora consigliere Francesco Gioffrè (rimasto comunque estraneo all’inchiesta Ulisse del 2012) in una vicenda di estorsioni e usure che vide tra 2008 e 2009 i Cristello prendere il controllo dell’attività ceduta dal fratello Roberto a due imprenditori, Giuseppe e Giovanni Brenna: «Gioffrè aveva rinnegato il fratello in seduta consiliare. Poi chiese di andare nella Commissione Antimafia».

Mandarano e Crinò hanno inoltre convenuto sul fatto che la Commissione “Legalità” dovrebbe rendere pubblici i suoi lavori e convocare nel corso di vere e proprie audizioni esponenti della politica, della magistratura, delle forze dell’ordine che si occupino di fenomeni come mafia, droga, usura.

In chiusura, il Presidente di “Casa della Sinistra” ha aggiornato i soci sulla situazione della stazione ferroviaria, definendola ancora una volta come il portato naturale degli ultimi arresti che hanno sgominato il clan Cristello: «Adesso - ha osservato - la gestione delle attività illegali è in mano a famiglie più piccole e “disordinate”».

Infine, Crinò si è soffermato sull’incidenza dell’emergenza sanitaria sugli affari delle mafie: «La pandemia ha portato a delle conseguenze negative a mio avviso su due fronti: da una parte, lo sviluppo del crimine organizzato nel settore dell’usura, perché troviamo il settore del commercio pesantemente indebolito. Ma è un problema che riguarda tutta la cittadinanza, da cui fin da dopo l’elezione di Rossi ho percepito la volontà di dimenticare. Si dice “voltare pagina”, ma secondo me è una storia talmente brutta che la cittadinanza la vuole rimuovere. A maggior ragione, con un coronavirus che ha procurato morti, che ha procurato fortissimi disagi in famiglia, che ci ha chiusi in casa, che ci fa stare male fisicamente e psicologicamente, probabilmente l’ultimo pensiero della popolazione di Seregno è proprio quello della criminalità organizzata».

 

WORDNEWS.IT © Riproduzione vietata

 

Leggi anche:

- PARTE PRIMA: Seregno, i loschi affari di Mariani & Co. tra mafie e corruzione

- PARTE SECONDA: Seregnopoli, la Giunta sotto assedio: "doveva andare liscia come l'olio... più veloce possibile"

Seregnopoli, quando a governare erano gli 'amici' del calabrese Lugarà

Seregnopoli, parla l'avvocato Ricci (legale di Lugarà): "Una ricostruzione mediatica"

Seregnopoli, parla il Sindaco: "La città deve ancora riprendersi"

Seregnopoli: "Ci siamo accorti che qualcosa non andava. Ci veniva detto che non erano affari nostri"

Seregnopoli: parlano gli ex consiglieri di maggioranza, tra organici e dissidenti

Seregnopoli, parla l'Avv. Leanza: "Art. 15 per favorire Lugarà? E' un'illazione"

"Sistema Seregno". Parla Monica Forte (Antimafia): "Bisogna recuperare il senso etico della funzione pubblica"

Seregnopoli: "Chi è in politica da tanti anni non può non sapere certe cose"

- Seregno: "Non possiamo fingere che la 'ndrangheta non ci sia"