Seregnopoli: «Lui vuole accelerare i tempi… per le pratiche commerciali»

SPECIALE SEREGNOPOLI/Parte quinta. La demolizione dell’immobile dismesso deve avvenire con la DIA. Ma l’amministrazione non concede l’autorizzazione se non a condizione di provvedere alla bonifica. «Bisogna trovarsi perché Lugarà vuole un appuntamento per definire la procedura».

Seregnopoli: «Lui vuole accelerare i tempi… per le pratiche commerciali»
Gli uffici comunali di Seregno, dove si è discusso dell'adozione e approvazione della pratica G.A.M.M. - ph tratta da mbnews.it

Il 17 marzo 2015 Giuseppina Linati, moglie di Antonino Lugarà, in qualità di rappresentante legale della società G.A.M.M. Srl, presenta in Giunta il Piano attuativo per il cambiamento della destinazione d’uso dell’area Ex Dell’Orto, di proprietà della società, prevedendo interventi anche in via Dell’Oca e in via Valassina. Con la demolizione dell’immobile dismesso e la costruzione di un nuovo fabbricato da adibire ad uso commerciale, il risultato ottenuto - si legge nel preliminare di vendita stipulato il 20 dicembre 2012 con la iN’s Supermercati Spa - è quello di ottenere un’area di superficie lorda di 1.625 mq con un’area scoperta di 3.632 mq circa. La pratica viene presentata in Giunta perché l’art. 15 del Piano delle Regole non dà al privato ragione di ritenere che essa sia in variante allo strumento urbanistico generale. Nel qual caso la competenza ad adottarla e approvarla sarebbe stata del Consiglio comunale (come sostenuto dall’accusa).

I funzionari comunali che si occupano della pratica lavorano, nel rispetto del termine di 90 giorni dalla presentazione del Piano, per la sua adozione, che avviene in data 30 luglio 2015. Dal 1° luglio Lugarà - come si è visto (cfr. parte seconda e terza) - si affanna tra telefonate a Gatti e incontri con Mazza perché la pratica G.A.M.M. va meno veloce di quanto previsto (e promesso). Ma per apprendere i contenuti dei commenti e delle esternazioni più rilevanti di assessori e funzionari sulla pratica di Lugarà bisogna arrivare a ridosso dell’approvazione definitiva del Piano attuativo, avvenuta in data 20 ottobre.

In un’intercettazione ambientale del 13 ottobre 2015 gli assessori alla Protezione Civile Gianfranco Ciafrone e all’Urbanistica Barbara Milani vengono sentiti discutere in ufficio dell’opportunità di rinviare a settembre la presentazione delle osservazioni per evitare il ripetersi dei «trucchetti di Gavazzi (Attilio, ndr)». Il riferimento è alle prassi con cui l’assessore ai Lavori Pubblici della Giunta Mariani dal 2005 al 2009 - Gavazzi, appunto - usava riservare il periodo delle opposizioni, per le pratiche di chi secondo i magistrati gli faceva comodo, ai mesi di ferie e festivi (quando cioè l’amministrazione, di fatto, non è operativa). Indagato per tangenti nella vicenda dell’ex cotonificio Camisasca e di un immobile in via Umberto I, sarà condannato per la prima e assolto per la seconda. In gioco, anche lì, il cambiamento della destinazione d’uso di date aree rispetto al PGT. Ciafrone e Milani intendono quindi usare la massima cautela. Parlano a bassa voce, facendo probabilmente qualche nome significativo: «sai che non ha partecipato… inc» «eh, non a caso!» «inc… non viene in sezione… ma tu gli hai… inc».

Il 26 ottobre Ciafrone avvertirà poi la collega che chi conta davvero al Comune è il vicesindaco Mariani, e non Mazza: «no, no, no, no!!! Chiaro che tu devi fare riferimento a Giacinto! ... prima a lui!!! Perché se Edoardo (Mazza, sindaco di Seregno, ndr) dice “per me va bene” e Giacinto dice “no, non farlo” … cioè… Hai capito?!». Un commento che due giorni dopo riecheggia nelle parole scambiate al telefono tra Lugarà e Stefano Gatti a proposito del sindaco Mazza: «lui c’ha i padroni… purtroppo è così» «lui c’ha il padrone… unico padrone… Giacinto Mariani». Ciafrone le fa presente, però, anche la risaputa “indecisione” di Mariani. «lo so - risponde la Milani - mi dirà: “ragiona con la tua testa!” Come me l’ha detto anche a luglio, quando io ero lì con la Gamm no? Che questi mi chiedeva dei parametri e veniva in ufficio ogni giorno… inc… buoni! In ufficio mi diceva: “sì ma io te l’ho data a 20, 20…!” Immagina eh l’angoscia che avevo io!! (…) allora io parlando con Lugarà, a cercare i documenti! Poi c’erano, poi non c’erano… Giaci… inc… su ‘sta cosa! …».

Facendo un balzo indietro, il 14 ottobre, nell’ufficio tecnico del settore edilizia privata di Carlo Santambrogio, due dipendenti discutono della monetizzazione degli oneri di urbanizzazione: «allora abbiamo visto con l’Antonella (Cazorzi, geometra addetto a quell’ufficio tecnico, ndr) e abbiamo: “costo di costruzione” e abbiamo fatto una previsione 650, accertati 539». Santambrogio: «dovrebbero ancora autorizzare qualcosa del Lugarà, perché adesso non risulta…». Risponde la dipendente: «del Lugarà, monetizzazione mi ha detto Mauro (…) oneri di urbanizzazione secondaria: previsione 350, ad oggi 267 meno 50», cui seguono altri calcoli sul rimborso degli oneri di urbanizzazione alla G.A.M.M.

L’indomani (15 ottobre), sempre nell’ufficio di Santambrogio, si chiarisce - in sintesi - cosa “si deve ancora autorizzare” del Lugarà:

DONNA: «Cioè, noi gli diamo un parere favorevole a campionari comuni, perché si impegnano a presentare un nuovo piano di bonifica»

SANTAMBROGIO: «esatto (…) Loro verranno qua la prossima settimana che però non, non… adesso dobbiamo concordare il giorno, perché voglio presentare adesso la DIA (denuncia di inizio attività, ndr) per la»

DONNA: «la demolizione?»

SANTAMBROGIO: «la demolizione»

(…)

DONNA: «Ok! La demolizione del capannone la possono fare a condizione che venga rilasciata la DIA, che devono arrivare al piano campagna e non toccare più niente! Cioè, quello che è sostanzialmente…»

SANTAMBROGIO: «non possono passarla»

DONNA: «il pavimento e la sede della bonifica sostanzialmente, quello non deve essere toccato!»

SANTAMBROGIO: «eh, ma lì dobbiamo guardarlo prima, perché questi qua… cioè, Lugarà vuol venir qua e dire… cioè, può venire qua per parlare con noi prima di presentare la DIA per sapere cosa può fare».

Già il 20 ottobre - giorno dell’approvazione definitiva del Piano attuativo - l’ingegnere Franco Greco, dirigente dell’area qualità urbana e infrastrutture, veniva avvisato, su richiesta espressa di Santambrogio, dell’appuntamento che Lugarà avrebbe chiesto di lì a breve di fissare in settimana («E lì sarò un’altra cosa bella delicata! Perché lui in settimana pensi che presenti la pratica edilizia!!»). Il 22 ottobre, puntuale, Lugarà attende l’incontro coi tecnici nella “saletta riunioni”.

Nell’ufficio tecnico procedono le conversazioni intercettate dal 28 ottobre in poi. A parlare della fase esecutiva del progetto di Lugarà sono i funzionari Maria Edy Caforio (non imputata), Biagio Milione (imputato), Rita Perego e Alessandro Fusi (non imputati) insieme ai già citati Carlo Santambrogio e Mauro Facchinetti:

DONNA 2: «poi, invece adesso, vabbè, manderò la cosa a Mauro, poi magari tra domani e dopo ricordo all’Antonella: bisogna trovarsi perché Lugarà G.A.M.M. vuole un appuntamento per definire la procedura»

SANTAMBROGIO: «però lui la vuole dal punto di vista anche edilizio?»

DONNA 2: «eh, ma devono viaggiare assieme edilizia e commerciale! E in più c’è il discorso della bonifica»

SANTAMBROGIO: «sì! Ecco, perché più che altro adesso mi interesserà anche per la bonifica»

DONNA 2: «no, perché lui vuole accelerare i tempi! Io gli ho detto: “però sei stato fermo tre anni, non è mica colpa nostra!” (…)»

SANTAMBROGIO: «vuole accelerare i tempi per che cosa?»

DONNA 2: «per presentare le pratiche anche commerciali, ha detto. Però la nostra deve viaggiare insieme alla pratica edilizia e poi deve essere bonificato!»

Gli itinera devono essere seguiti: il concetto viene ribadito. L’appesantimento dettato dalle procedure burocratiche, però, sembra compromettere ancora una volta la speditezza della pratica.

 

5. continua

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