Social e giovani, binomio pericoloso ai tempi della pandemia

Importante sarebbe cominciare un’educazione digitale già in famiglia sino ad arrivare all’anello di congiunzione più importante che è la scuola, bisogna far capire che si può ridurre il suo uso e dedicarsi alla vita reale che questo Covid ci ha tolti e che speriamo presto di poter ritrovare.

Social e giovani, binomio pericoloso ai tempi della pandemia
ph socialwarning.it

Complice anche la pandemia da Covid-19 sempre più giovani trascorrono molto tempo sui social come riporta uno studio condotto dalla no-profit “Social warning”, movimento etico digitale, secondo cui più della metà dei giovani ha provato a ridurre le ore passate al cellulare senza riuscirci, i numeri sono impressionanti se si pensa che 8 giovani su 10 di età compresa tra gli 11 e i 18 anni trascorre 2 mesi all’anno sui social vale a dire 4 ore al giorno all’interno di un mondo digitale che la pandemia ha contribuito ad incrementare. Lo studio arriva nel picco della pandemia ovvero a dicembre 2020 e mostra come i ragazzi oltre ai social utilizzano lo smartphone per evadere dalla vita reale anche con il continuo ascolto di musica o per vedere un film o ancora dei video, di media un giovane sblocca il cellulare oltre 120 volte al giorno e anche sino a tarda notte.

Una vera e propria dipendenza che porta i giovani ad assumere atteggiamenti sempre più aggressivi anche nei confronti dei familiari, complice il fatto di essersi creati un mondo virtuale perfetto ai loro occhi, a quel punto il mondo reale e le sue responsabilità viene rifiutato dai giovani. Bisogna sottolineare che molto spesso sono gli stessi genitori a dare il telefono in mano ai figli per tenerli buoni come fosse una baby sitter, cosa sbagliatissima, ma c’è un altro fattore da non tralasciare: sui social puoi trovare di tutto e molto spesso puoi incappare in gente senza scrupoli che con le “challenge della morte” spacciandosi magari per coetanei e dopo aver catturato la fiducia del giovane lo inducono a giochi che vanno al limite tra “la vita e la morte”, oggi la cronaca è piena di casi di giovani e bambini uccisi da giochi estremi e senza alcun senso.

Importante sarebbe cominciare un’educazione digitale già in famiglia sino ad arrivare all’anello di congiunzione più importante che è la scuola, bisogna far capire che si può ridurre il suo uso e dedicarsi alla vita reale che questo Covid ci ha tolti e che speriamo presto di poter ritrovare.

Quindi un’ultima raccomandazione: seguiamo sempre i nostri giovani senza farci distrarre dai problemi della vita quotidiana, che siano i genitori o gli educatori o ancora parenti o amici poco importa ma se vogliamo in futuro una società migliore dobbiamo crescere una generazione migliore e consapevole.

 

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