Spacciavano nel parchetto in pieno giorno: un ‘Dedalo’ di arresti in via Azzone Visconti

MONZA. Blitz della Polizia di Stato, arrestate 53 persone, di provenienza africana: la lotta alla criminalità di quartiere non distolga l’attenzione dal contrasto alle mafie. Ora ci sono le premesse per una rinnovata aggressività delle mafie. È il momento in cui occorre restare ancora più vigili.

Spacciavano nel parchetto in pieno giorno: un ‘Dedalo’ di arresti in via Azzone Visconti
Il parchetto di via Azzone Visconti a Monza, presidiato dalle forze dell'ordine dopo l'operazione - foto di monzatoday.it

MONZA. È stata espugnata via Azzone Visconti, una delle maggiori piazze di spaccio della provincia di Monza e Brianza. La Squadra Mobile della Questura di Monza ha eseguito tra il pomeriggio di lunedì 12 e la mattina di martedì 13 ottobre una poderosa ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 53 persone, tra spacciatori e fornitori di droga. Nel blitz sono stati impegnati anche 160 agenti in servizio presso 15 città diverse. L’operazione, iniziata nell’ottobre 2019 e durata fino allo scorso maggio, è stata denominata ‘Dedalo’, quasi a sottolineare le labirintiche ramificazioni di rapporti nella filiera criminale dello spaccio di droga.

Salvo un italiano, gli arrestati risultano per il resto di provenienza extraeuropea, più precisamente dell’Africa Nordoccidentale (Gambia, Marocco, Senegal, Nigeria, Guinea, Mauritania, Mali), quasi tutti richiedenti asilo. Venticinque di loro sono finiti dietro le sbarre, due ai domiciliari. Dei restanti, metà era già in carcere. Gli altri sono stati colpiti dal divieto di dimora a Monza e nei territori dove sono stati ritenuti più attivi. Gli agenti della Polizia di Stato hanno inoltre sequestrato quello che i giuristi chiamano il ‘corpo del reato’: due chili di marijuana, 400 grammi tra hashish e cocaina e un chilo di ‘gardella’, droga di nuovo tipo molto richiesta dai clienti (specie i più giovani), formata da un mix di marja e hashish, ed anche 10mila euro in contanti.

Gli inquirenti hanno seguìto nel corso delle indagini con migliaia di video e intercettazioni oltre 4mila cessioni di sostanze psicotrope avvenute nel giardinetto di via Visconti, a ridosso dei binari che costeggiano il fiume Lambro.

Lì i pusher, come da prassi, rifornivano di droga gli spacciatori, che poi la rivendevano in loco ai clienti, perlopiù avventori del parchetto. Qui si recavano per comprare hashish, cocaina, marjuana anche ragazzi e ragazze di tutte le età, e fra loro pure studenti minorenni. E il tutto avveniva naturalmente alla luce del sole, sulle panchine, non lontano dagli scivoli dell’area bambini.

Non è certo la prima volta che si assiste all’elezione di simili luoghi come base per l’attività di spaccio. Il giardinetto Visconti, in particolare, è stato interessato anche di recente da fenomeni legati al traffico di stupefacenti. Oltre all’aggressione subita dal biker e reporter di Striscia la Notizia Vittorio Brumotti nel gennaio scorso, a fine settembre un 21enne gambiano era stato colto in flagrante dai poliziotti della Sezione Narcotici e Falchi: arrestato nell’atto in cui vendeva dell’hashish a un cliente egiziano. Ai primi di ottobre, sempre gli agenti della Squadra Mobile della Questura hanno arrestato un altro gambiano, 22 anni, che aveva poco prima nascosto sotto un cespuglio 78 grammi di droga. In ambo i casi, i giovani spacciatori sono stati trovati in possesso di contanti, probabile provento illecito della loro attività.

All’indomani dell’operazione Dedalo, i giornali della Brianza hanno speso intere pagine nel descrivere i metodi di spaccio di questo genere di criminali. Come se fosse una novità: c’è chi, come i soggetti di nazionalità marocchina del gruppo, erano specializzati nella vendita di cocaina ed eroina, mentre quelli dell’Africa occidentale prediligevano le droghe ‘leggere’. Quanto ai novellini, toccava a loro il ruolo del ‘palo’: stare in allerta e, in caso di arrivo della polizia, avvisare il resto della marmaglia che si doveva levare le tende.

Non sarebbe corretto sminuire la portata del dovere di cronaca riguardo (anche) a questi fatti. Ma nemmeno sostenere, con tono quasi trionfale, che ora il problema sia bello che risolto. Al contrario, è proprio da un evento come questo che trae vigore il silente e ubiquo flagello delle regioni del Nord Italia.

Le mafie (nell’ordine: ‘ndrangheta, camorra, Cosa nostra) ne risultano, infatti, ancora una volta ringalluzzite. C’è sempre, anche in casi come questo - sia pur di riflesso - un loro tornaconto, soprattutto quando le azioni repressive e poliziesche si concentrano sulle varie frange della microcriminalità (intesa in senso qualitativo, a prescindere dal numero - in questo caso assai elevato - di persone arrestate), coinvolgendo immigrati, emarginati e i cosiddetti ‘delinquenti comuni’. Questo perché, nella situazione che immediatamente ne segue, almeno due garanzie giocano a favore delle organizzazioni criminali: la certezza di avere il campo sgombro da concorrenti potenziali ed effettivi nel mercato della droga, e la fisiologica minore attenzione che le forze dell’ordine (intese fisicamente, come singole unità) presteranno ai mafiosi, dovendo presumibilmente investire energie e tempo per schedare, perquisire, interrogare, trasferire i nuovi arrestati.

Lo stesso Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri, che da trent’anni studia, conosce e combatte la ‘ndrangheta in prima linea, ha più volte rimarcato in libri, conferenze e interviste la vocazione transnazionale dell’organizzazione criminale calabrese, che nel traffico di droga si manifesta all’ennesima potenza.

Emblematico il caso di Roberto ‘Bebè’ Pannunzi, boss legato alla ‘ndrina Macrì di Siderno, soprannominato il “Pablo Escobar” della Calabria, da quanto era divenuto potente e si era smisuratamente arricchito grazie al narcotraffico tra Colombia ed Europa. Arrestato in tre occasioni (l’ultima nel 2013), evaso in due, dopo altrettante estradizioni da Colombia e Spagna, Pannunzi poteva all’epoca contare su numerosi agganci nel cartello di Medellín, mercé anche il fatto che il figlio Alessandro - arrestato nel 2018 insieme al cognato per finire di scontare una pena - avesse sposato la figlia di un ‘padrino colombiano’ della cocaina.

Pannunzi, condannato a 30 anni dal Tribunale di Locri nel dicembre 2015 (pena rideterminata in 6 anni nello stralcio del processo denominato ‘Ingres’), era l’unico broker in grado di comprare la coca a mille euro al chilo rivendendola a cinquanta volte tanto nel mercato europeo, in primis Belgio, Paesi Bassi, Nord Europa, ma anche nei paesi mediterranei.

Così i potenti capi-bastone gestivano e gestiscono tuttora pressoché incontrastati il traffico internazionale di stupefacenti. Questo basti per guardarsi bene dal liquidare il tema del contrasto al traffico di droga nelle metropoli italiane (come invece si tende a fare talvolta al Nord) a un mero fatto circoscritto alle conventicole di criminali comuni.

Certamente eccessivo sarebbe riferirsi ai 53 arrestati di via Visconti come a dei ‘pesci piccoli’. Tutt’altro. L’accurato lavoro d’indagine della Questura di Monza ne è la riprova. Ma errato sarebbe anche fermarsi agli aspetti superficiali del fenomeno.

Perché, quand’anche la criminalità di quartiere venisse messa in ginocchio, il controllo delle mafie sul traffico di sostanze stupefacenti (e sul territorio in generale) non sarà stato minimamente scalfito. Anzi. Si saranno ripristinate condizioni favorevoli al loro monopolio sulle piazze di spaccio, prima negato dalla necessità di competere al ribasso sui prezzi e al rialzo sulla qualità.

Ora ci sono le premesse per una rinnovata aggressività delle mafie. È il momento in cui occorre restare ancora più vigili.

 

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FONTI:

https://www.ilgiorno.it/monza-brianza/cronaca/monza-blitz-nel-fortino-della-droga-53-in-manette-per-spaccio-1.5609948

https://www.monzatoday.it/cronaca/arresti-droga-via-visconti-oggi.html

https://www.mbnews.it/2020/10/monza-maxi-operazione-della-polizia-di-stato-53-arresti-per-possesso-e-spaccio-di-droga/

https://www.ilgiorno.it/monza-brianza/cronaca/gardella-nuova-droga-1.5609722

https://www.monzatoday.it/cronaca/arresto-spacciatore-via-visconti-giardinetti.html

https://www.monzatoday.it/cronaca/arresto_spacciatore-azzone_visconti.html

https://www.corrieredellacalabria.it/cronaca/item/66963-narcotraffico-con-i-cartelli-colombiani-in-manette-pannunzi-jr/

https://www.youtube.com/watch?v=Uocybz4ZFSU