Spalmiamo i morti

Il problema dei dati falsati in Sicilia non rimane un problema della sola regione siciliana ma un fatto di gravità nazionale: cinque mesi di falsità.

Spalmiamo i morti
fonte Radio24

Che “Razza” di dati sono stati consegnati all’Istituto Superiore di Sanità da parte dell’ex assessore della Regione Siciliana del governo Musumeci? E’ una domanda che i siciliani si stanno facendo dopo l’uscita delle intercettazioni e gli arresti eccellenti tra chi in Sicilia doveva verificare e riportare i dati al governo centrale che poi di conseguenza avrebbe deciso su eventuali zone gialle, arancioni e rosse. Sembrerebbe proprio che ne emerga un disegno criminale volto ad evitare restrizioni ancor più dure per l’intera regione al fine di tenere un bacino di consensi facendo passare la Sicilia per una regione ottima dal punto di vista della gestione della pandemia da Covid-19.

Ma allora si potevano evitare tante morti?

La zona gialla dava la possibilità alle persone di uscire, far colazione in un bar e avere più contatti e quindi maggiore rischio di contagiarsi. Questo lo accerteranno i magistrati perché di quei morti e positivi da spalmare per evitare misure restrittive era proprio l’obiettivo dell’assessore Razza come da intercettazioni del Nucleo dei Nas dell’Arma dei carabinieri. Dimessosi dopo l’avviso di garanzia, successivamente si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma un amministratore non dovrebbe delle risposte davanti ad accuse così infamanti? Si tratta di morti che non toccano direttamente i funzionari rimanendo per loro solo numeri ma per le famiglie delle vittime non sono solo numeri. Ci ricordiamo tutti le immagini delle bare di Bergamo che avevano commosso l’intero paese.

Il problema dei dati falsati in Sicilia non rimane un problema della sola regione siciliana ma un fatto di gravità nazionale: cinque mesi di falsità. Una tra le tante: sette morti mancano all’appello in un focolaio scoppiato a Biancavilla all’interno di una RSA. Il 4 novembre all’Istituto Superiore di Sanità vengono comunicati 19 morti invece di 26, dalle intercettazioni emerge la gestione indegna dell’emergenza volta ad inquinare i dati sulla pelle dei milioni di siciliani ignari del disegno criminoso e convinti che in Sicilia tutto sommato non ci fosse una forte crisi epidemica arrivando ad alterare anche i numeri dei tamponi per avere maggiori risultati negativi.

Ma viene da chiedersi, vista la sua attuale estranietà ai fatti, perchè il Presidente della regione Musumeci ha chiesto più volte maggiori restrizioni se i dati che arrivavano dai suoi uffici erano tutto sommato da zona gialla? Perchè arrivare anche a chiedere l’aiuto dell’esercito? Perchè era tanto preoccupato? Ciò che è avvenuto lo scopriranno i magistrati ma una cosa è certa: a pagarne sempre le conseguenze non è mai la politica ma i poveri cittadini che ad essa hanno smesso da tempo di credere ma che tra qualche tempo, quando si troveranno a dovere cambiare le sorti del proprio destino con la matita in mano, dimenticheranno facilmente le vicende che li hanno visti inconsapevolmente vittime di un sistema e cederanno alle solite promesse dei politici di turno.

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