Terni: tra oscurantismo sociale e pericoloso bigottismo

FIRMA LA PETIZIONE. Chiediamo al sindaco Leonardo Latini di ritirare immediatamente questa ordinanza e chiedere scusa alla città per averla esposta a tale ignominia.

Terni: tra oscurantismo sociale e pericoloso bigottismo
Foto di PublicDomainArchive da Pixabay

Il sindaco leghista di Terni, Leonardo Latini, è riuscito con un’ordinanza comunale a portare la città alla ribalta nazionale. Parliamo della scellerata ordinanza avente ad oggetto una serie di divieti per porre argine (a suo dire) al fenomeno della prostituzione.

In particolare “interventi – si legge nel testo - volti a superare situazioni di grave incuria o degrado del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale o di pregiudizio del decoro e della vivibilità urbana, con particolare riferimento dalle esigenze di tutela della tranquillità e del riposo dei residenti».

 

Banditi quindi abbigliamenti indecorosi che mostrano nudità, scollature, gonne troppo corte (sarebbe stata buona cosa indicare i centimetri di tessuto concessi), atteggiamenti di approccio e, udite udite, saluti allusivi.

Le televisioni e le testate nazionali hanno ripreso la notizia, tanto da far “vincere” al primo cittadino una comparsata nel “salotto culturale” di Barbara d’Urso. Sui social è un continuo susseguirsi di battute e immagini. Insomma per la visibilità della cittadina umbra un vero e proprio successo... nella classifica delle brutte figure.

 

C’è chi parla Afghanistan ternano, chi di legge liberticida, chi accusa il Sindaco Latini di voler vietare gonne e tacchi a spillo.

Sarebbe tutto molto folkloristico e divertente, se non fosse grave e pericoloso nel suo contenuto, imbarazzante e irrispettoso nei confronti delle donne. 

 

Un’ordinanza scritta male e pensata peggio, che affronta il dramma della prostituzione nel peggiore dei modi: le donne, vittime di violenza e sfruttamento, sono considerate motivo di disturbo al decoro urbano per l’abbigliamento provocante, un problema di sicurezza per i residenti (nel testo vengono espressamente individuate alcune strade cittadine), motivo di intralcio alla circolazione dei veicoli di chi, fermandosi per chiedere informazioni, crea file e assembramenti.

 

Come può la politica, che dovrebbe aiutare chi si trova in condizioni di difficoltà, non affrontare il tema della prostituzione dal punto di vista umano ed etico, ma lo fa considerandolo qualcosa che offende il decoro? Si è chiesto il Sindaco di Terni, anche solo per un momento, quali storie si celano dietro alla scelta tremenda di prostituirsi?

Donne costrette a finire sul marciapiede per difficili condizioni di vita, per bisogno di denaro, per sfamare i propri figli. Donne vittime di sfruttatori e di uno Stato assente.

 

Come potrebbe un’ordinanza come quella emessa dal comune di Terni, risolvere un problema che ha radici profonde e cause differenti? Non si risolve la questione nascondendo agli occhi dei cittadini ternani chi si trova costretta a vendere il proprio corpo per sopravvivere: le persone devono essere aiutate a togliersi dalla strada, vanno puniti gli sfruttatori e salvate le vittime.

 

Chiediamo al sindaco Leonardo Latini di ritirare immediatamente questa ordinanza e chiedere scusa alla città per averla esposta a tale ignominia.

 

FIRMA LA PETIZIONE

Minigonne a Terni. ORDINANZA DA RITIRARE

 

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