Trattativa Stato-mafia, la Corte ascolterà Gigliotti e Serra

LETTURA DELL'ORDINANZA - La Corte ha sciolto le riserve in merito alle richieste della Procura e delle difese sull'acquisizione di ulteriore materiale probatorio in vista della conclusione della fase istruttoria del processo d'Appello sulla Trattativa Stato-mafia. Non verranno auditi Pellegrini e Tersigni, come richiesto dal Procuratore Fici, mentre si procederà all'esame dei marescialli Pasquale Gigliotti e Sebastiano Serra sulla vicenda dell'arresto di Giovanni Napoli. La prossima udienza è fissata al 3 marzo, mentre la discussione avrà inizio il 10 maggio e si chiuderà il 12 luglio.

Trattativa Stato-mafia, la Corte ascolterà Gigliotti e Serra

Nell'udienza odierna del processo d'Appello sulla Trattativa Stato-mafia, il presidente Angelo Pellino ha dato seguito alla lettura dell'ordinanza per sciogliere la riserva sulle richieste della Procura e delle difese in merito all'acquisizione di ulteriore materiale per chiudere la fase istruttoria del processo.

La Corte ha dato il via libera alle richieste avanzate dal procuratore Giuseppe Fici per quanto concerne l'acquisizione di tutta la documentazione relativa alle perquisizioni e ai sequestri a carico di Napoli Giovanni, cui le difese si erano opposte. Via libera anche alla documentazione aggiuntiva della DIA sulla fonte Pietro Riggio, inclusi gli appunti informali.

Viene rigettata invece la richiesta di nuova audizione dei testimoni Pellegrini e Tersigni avanzata dal procuratore Fici per chiarire alcune “criticità” emerse a seguito della deposizione. Secondo la Corte, l'esame non è necessario “poiché eventuali divergenze tra quanto dichiarato dai due ufficiali risulterebbe dall'ulteriore documentazione rinvenuta in ordine alla gestione della fonte “Ugo” (Riggio)” di cui si potrà dire in sede di discussione finale, “ma non ritiene questa Corte che da un nuovo esame possano scaturire delucidazioni o chiarimenti decisivi o comunque utili a dissipare i dubbi avanzati dal Pg”.

Si ritiene invece “indispensabile” audire i marescialli Pasquale Gigliotti e Sebastiano Serra, come richiesto dalla Procura, sulla vicenda dell'arresto di Giovanni Napoli, fedelissimo di Provenzano, e dei relativi sequestri. I due testimoni verranno ascoltati nella prossima udienza del processo, fissata al 3 marzo.

Verrà inoltre acquisita la nota con informazioni ricavate da fonti d'archivio sul conto di Riggio, Peluso, Porto e altri ex appartenenti alla Polizia di Stato, nonché l'estratto del libro “I diari di Bruno Trentin” segnatamente alla parte relativa ai colloqui dell'autore con Nicolò Amato e Giovanni Conso. Nella scorsa udienza, le difese di Mori e Dell'Utri si erano opposte alla produzione della sentenza di Reggio Calabria sul procedimento 'Ndrangheta stragista, perché, a parere delle parti, si sarebbe trattato di “una sentenza non definitiva”. La Corte ha invece accolto la richiesta della Procura e si è espressa favorevolmente sull'acquisizione di questa sentenza – che riguarda una “vicenda processuale che si è snodata praticamente in parallelo rispetto al presente giudizio” - come pure di quella del Borsellino quater, richiesta dalle difese.

Risposta affermativa anche per le altre istanze avanzate dall'avvocato Milio, riguardo le audizioni della dottoressa Liliana Ferraro dinanzi alla Commissione parlamentare antimafia e alla sentenza Mannino della Cassazione, istanze alle quali comunque la Procura non si era opposta.

“Nessun contributo di verità o di chiarezza” potrebbe venire invece dall'audizione del dottor Felice Lima al Consiglio superiore della magistratura, come sostenuto invece dalla difesa. Superflua ancora la documentazione anagrafica chiesta sempre da Milio in ordine ai presunti rapporti di parentela tra Vincenzo Ferrara e il boss Piddu Madonia (rapporti di cui aveva riferito Riggio, poi smentito dall'evidenza dei fatti).

Ed è stata disattesa la richiesta delle difese anche in merito alla produzione di alcuni articoli di cronaca, eccetto per quello di Repubblica a firma Fusani e Monastra “Tre corleonesi per una strage” del 27 marzo 1994, perché “documenta come alla data predetta fosse già di dominio pubblico che le Procure competenti a indagare sulle stragi siciliane e quelle del continente condividevano la convinzione della matrice mafiosa delle stragi e del loro iscriversi in un disegno strategico unitario”.

Il Presidente ha concluso fissando per mercoledì 3 marzo alle 10.30 l'esame di Gigliotti e Serra (quest'ultimo da remoto perché attualmente residente in Sardegna) e dando un calendario di massima per la discussione finale: tre sono le udienze riservate alla requisitoria del Procuratore (10-17-24 maggio), sei quelle per la difesa (tutti i lunedì di giugno e i primi due di luglio), mentre gli avvocati delle parti civili interverranno nelle udienze del 24 maggio e del 7 giugno.

La discussione avrà dunque inizio il 10 maggio e dovrebbe concludersi il 12 luglio.

 

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