Tre, due, uno... capodanno in Ast

UMBRIA. Con un accordo biennale tra regione e mamma Rai, la tradizionale serata del veglione in tv, con la conduzione di Amadeus, quest’anno si svolgerà niente di meno che all’interno delle acciaierie ternane, nel sito di viale Brin.

Tre, due, uno... capodanno in Ast
Foto di Markéta Machová da Pixabay

Il 2020 che anno ragazzi! Per fortuna si sta avvicinando la fine, mai come questa volta tanto attesa. E sarà forse in questo clima di ritrovata speranza che l’Umbria si sta proiettando con tutto l’entusiasmo possibile alla serata del 31 dicembre.

Con un accordo biennale tra regione e mamma Rai, la tradizionale serata del veglione in tv, con la conduzione di Amadeus, quest’anno si svolgerà niente di meno che all’interno delle acciaierie ternane, nel sito di viale Brin.

Con un investimento importante, si parla di centinaia di euro da parte della regione a cui si aggiungerebbe un finanziamento del Comune ospitante (probabilmente grazie a una donazione da parte della Fondazione Carit), la serata del veglione porterebbe - secondo la regione e l’amministrazione comunale - pubblicità e prestigio al territorio umbro, sulla scia di un faticoso percorso di rilancio turistico intrapreso negli ultimi anni anche grazie ad un estenuante lavoro da parte dell’assessore alla cultura Andrea Giuli per ciò che compete almeno la provincia ternana.

Partendo dall’osservazione che portare Terni sulle reti nazionali della Rai per un evento importante come la serata di Capodanno, organizzata per salutare il nuovo anno e dimenticarsi di quello che finisce, potrebbe essere anche un’occasione. Tuttavia ci chiediamo se i risultati attesi saranno all’altezza delle aspettative.

Innanzitutto: organizzare un evento in piena pandemia, ci sentiamo di poterlo affermare mancando poche settimane alla fine dell’anno, non è ancora rischioso in termini di contagio? Anche all’interno del sito siderurgico sono molti i contagiati e i soggetti in isolamento fiduciario e la cosa aggrava i turni dei colleghi rimasti operativi.

L’Umbria dopo aver superato molto bene la prima ondata è devastata dalla seconda, ne è stata totalmente travolta registrando numeri gravissimi tra contagi e decessi rispetto al numero degli abitanti.

La chiusura di alcuni ospedali sta creando una serie di problemi per i cittadini non facilmente sanabili nel breve periodo e la gestione della pandemia da parte della regione brilla soprattutto per la chiamata alle armi di Guido Bertolaso dato che, in sette mesi, nessuno è riuscito ad organizzare l’ospedale da campo previsto per sopperire ad una grave carenza di posti letto. 

Ma tornando alla kermesse annunciata ci domandiamo: essendo tutto ancora molto incerto, anche in termini di possibilità di spostamento tra le regioni, chi parteciperà all’evento e in quali numeri? Ci saranno turisti per l’occasione oppure resterà solo l’evento televisivo e alcuni spot pubblicitari previsti per lanciarlo? E questo potrà valorizzare il territorio umbro e la provincia ternana in particolar modo?

Un’altra domanda che ci poniamo per riflettere sulla questione è questa: non sarebbe stato forse più vantaggioso investire tali risorse per valorizzare un territorio che ha bisogno di essere conosciuto per le bellezze del territorio, per la tradizione gastronomica, per la storia e la spiritualità che lo contraddistingue?

Speriamo che tanto impegno e fantasia vengano profusi da parte della proprietà di Ast e delle istituzioni locali anche per la risoluzione del problema occupazionale che tanta preoccupazione desta nei lavoratori del settore, perennemente sotto la minaccia del licenziamento e della cassa integrazione. Aleggia da tempo l’intenzione da parte della proprietà di cedere ad altri e questa incertezza non aiuta.

C’è anche un’altra questione. Festeggiare la fine dell’anno o l’inizio del nuovo se preferite, all’interno di uno dei siti più inquinati del paese non è proprio un bel vedere: la riconversione industriale rimane un tema intoccabile in questa città, dire che il sito industriale ternano risulta una delle principali cause di avvelenamento per Terni, trasforma chi lo afferma in un nemico della patria. Al contrario, una riconversione green sarebbe l’unica possibilità di salvezza da un punto di vista sanitario ed occupazionale. Non è mai inutile ricordare che Terni è inserita nell’elenco dei 38 SIN individuati nello studio Sentieri, sito di interesse nazionale per livello di inquinamento.

Proprio una bella festa!

Comunque il primo gennaio tireremo le somme, per il momento non ci resta che incrociare le dita.