Umbria nel terrore, arriva il ministro della Sanità

Data la situazione allarmante che ha riportato in zona rossa la quasi totalità dei comuni umbri, fatta eccezione di Terni e parte della provincia, ha fatto visita nella regione guidata dalla presidentessa della Lega, il ministro Speranza.

Umbria nel terrore, arriva il ministro della Sanità
Umbria nel terrore, arriva il ministro della Sanità

Una situazione precipitata quella in Umbria, la regione che durante la prima ondata aveva resistito bene in termini di contagi e decessi per Covid, ma che dalla seconda ondata è stata letteralmente travolta.

Una gestione regionale in palese difficoltà che le ha provate tutte: dagli ospedali da campo, alle strutture ospedaliere riorganizzate per accogliere solo malati Covid, ai trasferimenti dei ricoverati fuori regione, fino alla carta vincente (almeno secondo la giunta leghista) Guido Bertolaso, in qualità di super esperto.

 

Ma nulla ha funzionato, anzi e i numeri non perdonano: in totale dall’inizio della pandemia i casi di positività sono 41739, 933 i decessi, 91716 i test antigenici eseguiti.

Ma anche altri numeri fanno tremare, come quello dei tagli al personale sanitario mai reintegrati. Ecco allora che, dopo un anno di pandemia, l’Umbria deve far ricorso a personale sanitario proveniente da altre regioni.

 

Data la situazione allarmante che ha riportato in zona rossa la quasi totalità dei comuni umbri, fatta eccezione di Terni e parte della provincia, è arrivato nella regione guidata dalla presidentessa della Lega Donatella Tesei, il ministro della Sanità Roberto Speranza.

 

Dopo un vertice con rappresentanti della Regione, del mondo universitario e autorità sanitarie per fare il punto della situazione pandemica in Umbria, il Ministro ha detto: “Dobbiamo monitorare con grande attenzione quello che sta accadendo in Umbria”, sottolineando il fatto che le varianti del virus hanno pesantemente influito sull’aumento del numero dei contagi.

 

E ancora: “Capire quanto sta avvenendo è importante per valutare l’impatto delle necessarie misure assunte”.

 

La notizia è che, grazie ad un bando della protezione civile, arriveranno medici e infermieri ad affiancare un personale ospedaliero oramai stremato dopo un anno in trincea nel fronteggiare l’emergenza. Un organico insufficiente che avrebbe urgente bisogno delle 1500 assunzioni promesse dalla giunta Tesei e mai effettuate, come denunciano anche le rappresentanze sindacali nazionali e del settore.

 

La gestione Tesei-Coletto (il “trasparente” assessore alla sanità), si è dimostrata assolutamente fallimentare e adesso la regione si trova in una fase tanto difficile da rischiare la tenuta del sistema sanitario.

 

Non manca chi evoca la chiusura totale per l’intero territorio regionale, come ha fatto dalle colonne del Messaggero l’epidemiologo Fabrizio Stracci il quale, parlando della provincia di Perugia, ha addirittura ricordato la drammatica realtà di Codogno lo scorso anno.

Un intervento così diretto da parte del Governo nazionale è sicuramente motivo di preoccupazione; speriamo possa almeno essere risolutivo e superare senza altre vittime la fase più critica per i cittadini umbri in questo anno terribile per l’intero paese.

 

WORDNEWS.IT © Riproduzione vietata