Umbria: sei proposte di referendum

L'assemblea ha approvato a maggioranza le sei proposte di referendum abrogativi che prevedono: la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, la separazione delle carriere, la valutazione dei magistrati, la responsabilità civile dei magistrati nell'esercizio delle funzioni, l'abolizione della Legge Severino, limiti alla custodia cautelare. 

Umbria: sei proposte di referendum

E’ bastata una seduta dell'assemblea legislativa regionale umbra per far si che il referendum, da importante istituto di democrazia diretta, sia stato trasformato in strumento politico in mano ai partiti.

L'Umbria verde (in quanto leghista) sarà una delle regioni promotrici dei sei referendum sulla giustizia tanto voluti dalla Lega di Matteo Salvini, partito che conta al proprio interno un gran bel numero tra indagati e condannati.

L'assemblea ha approvato a maggioranza le sei proposte di referendum abrogativi che prevedono: la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, la separazione delle carriere, la valutazione dei magistrati, la responsabilità civile dei magistrati nell'esercizio delle funzioni, l'abolizione della Legge Severino, limiti alla custodia cautelare. 

E’ curioso analizzare la posizione e i voti delle varie componenti l’assemblea umbra. Se la destra, nelle sue varie accezioni, vota compatta per il sì a tutti i quesiti, imbarazzante è la posizione delle minoranze, almeno quando la posizione è stata presa. I Cinque Stelle, per mostrare il dissenso, anziché votare no e argomentare seriamente l’opposizione ai quesiti, scelgono di uscire all’aula e di non partecipare al voto.

Il Pd, pur restando in aula,non partecipa al voto, non si esprime: come sempre il partito democratico non è pervenuto. Unico a votare il rappresentante del gruppo misto, Vincenzo Bianconi.

Un governo nazionale come quello in carica, con al proprio interno rappresentanti di tutte le forze politiche, fra i difetti più grandi ha sicuramente quello di annientare qualsiasi forma di opposizione. Ecco allora che, anche in questa occasione regionale, l’approvazione dei referendum proposti dalla Lega in materia di giustizia passa senza troppe discussioni nel merito, senza destare preoccupazioni o stupore, senza valutare le conseguenze nel trattare una materia (quella della giustizia) che sarebbe buona cosa tenere fuori dalle logiche di partito e da un voto referendario, che rischia di chiamare alle urne cittadini in gran parte impreparati su tecnicismi e argomenti ai quali dovrebbero apportare modifiche professionisti del settore.

Ancora una volta la politica fa il suo squallido gioco: tutelarsi e restare autoreferenziale. Ricordiamo il quesito sulla abrogazione della legge Severino che prevede l'incandidabilità di un soggetto in caso di condanna per alcuni reati relativi alla corruzione: una norma fondamentale tra le disposizioni anticorruzione, ma che la Lega vuole abrogare.

Probabilmente, dato il livello e la provenienza di gran parte della nostra classe dirigente, una legge come questa crea grossi problemi nel momento in cui occorre reclutare candidati. Sappiamo bene che la politica italiana richiede, tra i principali elementi del curriculum, la predisposizione al reato e una buona capacità alla corruttela!

WORDNEWS.IT © Riproduzione vietata