Un romanzo che racconta la Sicilia del dopoguerra

LIBERAZIONE. Abbiamo intervistato Lino Busà, autore fra l'altro di saggi sulla criminalità organizzata. Presidente di Sos Impresa, si occupa da molti anni di usura e antiracket.

E’ stato presentato all'interno della rassegna letteraria promossa dalla Associazione Magna Grecia Viva che si è svolta nella biblioteca comunale di Terni, il primo romanzo di Lino Busà, dal titolo “Vento di fuoco”. Presente, oltre all'autore, il Senatore Giuseppe Lumia (nella foto in basso) ex Presidente della commissione antimafia.

Un romanzo che racconta la Sicilia del dopoguerra, quella della liberazione. La terra siciliana con i suoi tipici profumi e quei colori che si riflettono tra il fuoco dell'Etna e il mare che tutto circonda. «Un sogno che avevo nel cassetto - dice l'autore (nella foto in basso) parlando del suo lavoro - un progetto lungo vent’anni e finalmente concluso.»

Una storia ambientata in una realtà verosimile, raccontata attraverso la formula “classica” del  romanzo. Grazie ad una scrittura composta e scorrevole, si legge in modo piacevole, permettendo al lettore di essere trasportato in una realtà lontana nel tempo, ma nella quale si ritrovano vizi e virtù di una umanità che, nonostante tutto, resta sempre uguale a se stessa.

Lino Busà ha raccolto i racconti del padre quando la domenica nella sua Messina, con la famiglia raccolta intorno alla tavola, venivano narrate le vicende di una terra liberata dagli americani nel marzo del 1944, mentre la guerra continuava in tutta la sua gravità nel continente.

Un racconto “territoriale”, che affronta anche il tema del separatismo siciliano, ma grazie all'angolazione scelta per analizzare questo scorcio di storia del paese, la lettura si fa interessante anche per chi è fuori dalla Sicilia.

Il Senatore Lumia ha parlato del suo lungo rapporto di amicizia con l'autore, insieme al quale ha condiviso un comune impegno di lotta alla mafia e all’estorsione.

«Nel romanzo - dice Lumia - ritroviamo un’umanità che parla di cadute e di ripartenze, in una continua tensione tra speranza e i suoi perenni limiti. Un testo che stimola alla riflessione: si guarda al passato per interrogarci su un futuro in cui si possa coltivare la speranza del cambiamento.» 

“Il romanzo di una generazione” è il sottotitolo del libro, perché proprio la riflessione sui giovani e sulla rinascita generazionale è uno dei temi portanti. Non manca l’amarezza nel registrare una certa rassegnazione da parte di molti ragazzi, la perdita di speranza nel modificare la società, un innegabile disimpegno soprattutto se si guarda all'attivismo politico.

Diversa la situazione nell'ambito del volontariato, nei suoi diversi settori. nel quale al contrario si registra una partecipazione attiva e una grossa spinta motivazionale.

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