Una dichiarazione di guerra per i poveri

Mettono tristezza questi provvedimenti con il loro gergo freddo e distaccato, con quella precisione quasi maniacale nello specificare "vietato bivaccare o pernottare con l'utilizzo di tende, sacco a pelo, borsoni o simili".

Una dichiarazione di guerra per i poveri
Aula consiliare Comune di Terni, dal sito istituzionale

TERNI. È stato approvato con 22 voti a favore e 9 contrari, dal consiglio comunale di Terni, il nuovo regolamento della polizia urbana che prevede sanzioni pecuniarie ed eventuale allontanamento, per chi bivacca o pernotta o fa accattonaggio in varie aree pubbliche in attuazione dei nazionali decreti sicurezza.

Nella terra di  San Francesco, l'attuazione degli stessi stride ancora di più e  in una realtà territoriale con problematiche importanti, l'urgenza di garantire sicurezza e decoro urbano sembra invece essere la principale causa di insonnia per gli amministratori locali.

E così, respingendo 8 emendamenti delle opposizioni che avrebbero voluto innescare una maggiore discussione in merito, il consiglio fa suo il provvedimento che individua nuove aree meritevoli di tutela "rafforzata": piazze, spazi verdi, scuole, parcheggi.

Il capogruppo della Lega, Francesco Brizi, ne sottolinea l'importanza: «per rendere più vivibile la città, soprattutto alle persone anziane».

Chi conosce Terni sa che la situazione non è allarmante: raramente nei pressi della stazione ferroviaria ci si imbatte in qualche sventurato che trascorre la notte in un cartone nei pressi della biglietteria. C'è chi fa accattonaggio: cittadini stranieri e  molti italiani che non esitano spesso a raccontare la propria storia fatta di abbandoni familiari e drammi vari. Ma che siano molesti proprio no, se non in rarissime occasioni.

Mettono tristezza questi provvedimenti con il loro gergo freddo e distaccato, con quella precisione quasi maniacale  nello specificare "vietato bivaccare o pernottare con l'utilizzo di tende, sacco a pelo, borsoni o simili". C'è una umanità che chiede aiuto, in quelle tende. Una umanità in difficoltà, ogni giorno in guerra per la sopravvivenza: mangiare, dormire, resistere al gelo. Battaglie fatte in silenzio e in solitaria da tanti individui che il  nostro Stato e le amministrazioni locali dovrebbero e potrebbero evitare. Quelle mani tese, troppe volte, non trovano un appiglio. Ma solo una normativa che appare crudele nel prevedere una sanzione economica ed un eventuale allontanamento del "soggetto".

Certo è necessario ed  indispensabile la tutela dei cittadini  da parte di chi gestisce la cosa pubblica, fondamentale è il decoro degli spazi pubblici e il rispetto di  tutti al mantenimento degli stessi.

Ma colpire chi già dalla vita è stato pesantemente punito va contro qualsiasi logica,  contro il buon senso e contro il comune sentire.

Se ci fosse inclusione da parte di ogni città per i suoi figli più sfortunati, aprendo  sempre più luoghi di accoglienza, garantendo un pasto caldo e un letto morbido, forse tutto sarebbe più gestibile.