Una Passione d’Amore, culla di una nuova storia, per dire Buona Pasqua

Una settimana santa come non l'avremmo mai immaginata ci insegna la verità della Passione di Cristo. Non lasciamo che la paura abbia il sopravvento: Alleluja vuol dire "vittoria".

Una Passione d’Amore, culla di una nuova storia, per dire Buona Pasqua

Ognuno di noi è l’Adam fatto di grandi “no” a Dio e alle sue vie. La mano tesa dell’Adam dell’in-principio verso l’albero che proclamava il limite della creatura è storia di tutti i giorni. Noi: una mano tesa a rapire per noi, per salvarci, per aver capacità di salvare la nostra vita e di darle l’inebriante sapore della potenza senza limite e senza barriere.

La Passione di Cristo Gesù è argine alla deriva di ogni Adam. Gesù capovolge l’Adam, lo conduce al sogno di Dio, non nell’in-principio di un’età dell’oro che non è mai esistita, ma verso un futuro inimmaginabile in cui la storia, la nostra storia, può essere trasfigurata. Dobbiamo essere convinti che Cristo non è venuto a riportarci al passato perduto, ma è venuto a portarci al futuro di Dio che è futuro dell’uomo e della storia.

La storia della Passione , che quest’anno viviamo così intensamente e in modo così vivido, sembra in qualche modo offuscare il sogno d’amore di Dio per l’uomo e allora cercherò di ascoltare, davanti all’immensa Via Crucis di uomini e donne che ogni giorno negli ospedali o lungo le strade si spendono per aiutare tanti fratelli; al Calvario delle decine di medici e infermieri, nuovi cirenei che hanno pagato con la vita la loro dedizione a tanti fratelli; davanti all’immensa Processione di persone contagiate dal virus; accompagnando silente la reposizione nel sepolcro di migliaia di vite, lo scroscio delle gocce d’acqua nel catino della lavanda dei piedi e l’eco dei passi nel Getsemani. Vorrei che mi accompagnassero, nella tarda serata del Venerdì santo, le grida della folla accecata, il pianto delle donne che si confonde con quello di tanti che oggi piangono i loro cari; vorrei sentire il suono dei i colpi sordi della crocifissione, che si confondono con il pianto del cuore di chi vive queste ore nella paura. Vorrei che mi accompagnasse la speranza della Maddalena, che nel dolore e nello smarrimento generale dei discepoli non ha mai perso mai perso fiducia nel suo maestro.

Soprattutto, però, cercherò di non perdere neppure un frammento del silenzio abissale del sabato santo, passaggio obbligato perché l’Alleluja della notte di Pasqua possa esplodere. Sarà musica, allora, il crepitare del fuoco nel braciere, capace di illuminare la notte più buia, come quella che stiamo vivendo e il fluire dell’acqua nel fonte, segno di vita nuova, quella che ci attende oltre il buio di questi giorni.

La Passione ci insegna come attraversare la storia: senza scorciatoie che evitano il Golgotha. La Passione trasfigura la storia. Non bisogna aspettare l’alba di Pasqua per essere avvolti in questa trasfigurazione: lì, nel giardino del sepolcro il Padre porrà il sigillo del suo amen sul Figlio eletto e sui suoi passi d’amore nella storia. All’alba di Pasqua coglieremo il frutto meraviglioso ed inaudito di una vittoria che ci schiude una possibilità infinita di vita, che vince davvero la morte.

Saranno un canto di gioia anche gli auguri pasquali che ci scambiamo, questa volta in modo diverso, ognuno come può, ognuno come sa, innumerevoli, ma ciascuno diverso. Ciascuno unico, perché figlio del silenzio.

Buona Pasqua a tutti.