Una seria indagine sulla criminalità organizzata nel nostro Paese

L'OPINIONE. «Che interesse hanno coloro che detengono il potere ad incoraggiare la collaborazione di quanti possono parlare delle collusioni tra politica, istituzioni, massoneria e mafia? Nessuno, in quanto non hanno la vocazione al suicidio!»

Una seria indagine sulla criminalità organizzata nel nostro Paese

Ritengo opportuno fare il punto sul contrasto alla criminalità organizzata nel nostro Paese.
Sintetizzo al massimo.
1) Tutte le principali cosche mafiose, Cosa Nostra, 'Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita, non sono state sconfitte.
Hanno subito arresti e processi, ma rimangono attive, non solo nelle regioni meridionali ma in tutta Italia. E anche all'estero.
Anzi, alle tradizionali attività criminose hanno aggiunto quelle imprenditoriali e finanziarie.

2) La loro sopravvivenza è garantita da due fattori fondamentali:
a) una diffusa cultura di illegalità in larghi settori della popolazione;
b) una perversa e inquietante collusione e sinergia con settori trasversali della politica, delle istituzioni e dell'economia.

3) Le forze politiche, tutte, anche quando non colluse, hanno abbassato la guardia.
Nella loro agenda il contrasto alle varie mafie non è prioritario.

4) Il prezioso strumento dei collaboratori di giustizia è stato progressivamente depotenziato, sia sul piano normativo che organizzativo.
Ho l'impressione che vi sia una precisa volontà di scoraggiare la scelta collaborativa, in modo particolare quella di elevato spessore.
E lo capisco bene.

Che interesse hanno coloro che detengono il potere ad incoraggiare la collaborazione di quanti possono parlare delle collusioni tra politica, istituzioni, massoneria e mafia?
Nessuno, in quanto non hanno la vocazione al suicidio!

Vie di uscita?
Una, di carattere generale e di lungo periodo, è quella di impegnarsi a diffondere la cultura della legalità tra i giovani, nella scuola in particolare.
Solo così il futuro potrà essere diverso.

Un'altra, assolutamente personale, consiste nella richiesta, che a giorni farò pervenire alla Commissione Nazionale Antimafia, affinchè venga aperta una seria indagine sulla criminalità organizzata nel nostro Paese.
Chiederò anche di essere sentito per offrire il mio contributo di conoscenze e di proposte.
Ritengo di averne titolo.

Difendo i testimoni e i collaboratori di giustizia da 32 anni.
Ad oggi ne ho assistiti oltre 150.
Credo di poter dire qualcosa.