Undici anni dall’omicidio di Angelo Vassallo

MEMORIA. Una morte senza verità accertata, che non conosce ancora i nomi di mandanti ed esecutori.

Undici anni dall’omicidio di Angelo Vassallo
Angelo Vassallo

Per tre mandati sindaco di Pollica, nel Cilento, il sindaco Pescatore è stato ucciso la sera del 5 settembre del 2010, mentre tornava a casa in auto. Un attentato di matrice camorristica, questo dicono le indagini ancora in corso, per un delitto circondato da silenzi, omissioni, depistaggi. Con la politica a fare da sfondo, l’Arma dei carabinieri tirata in ballo con alcuni suoi rappresentanti coinvolti.

Una morte senza verità accertata, che non conosce ancora i nomi di mandanti ed esecutori, ma che sicuramente è legata all'azione politica di un amministratore scomodo per i tanti affaristi e collusi. Angelo Vassallo ha fatto moltissimo per il suo territorio. Tante volte abbiamo raccontato gli innumerevoli risultati raggiunti con la sua azione politica. Tante volte abbiamo sottolineato la perdita non solo umana, ma sociale e politica.

Il sindaco Vassallo ha reso possibile quel sogno di buona politica che tanti bravi amministratori locali non riescono ad attuare  restando imbrigliati in un sistema malato mosso solo da loschi affari e dalla sete di denaro; un sistema che lascia sullo sfondo gli interessi dei cittadini. Angelo Vassallo non si è rassegnato e con un gruppo di fidati collaboratori, spinto dall'amore per la sua terra e dall'idea che un paese diverso è possibile, quel sistema lo ha scardinato ed è riuscito ad ottenere risultati impensabili.

Ma chi va contro il sistema mette in conto la reazione di chi vive di illeciti e porcherie varie. Così il Sindaco pescatore ha pagato il prezzo più alto in questa guerra impari: con la propria stessa vita.

Ma se in un primo momento gli autori di questo scellerato delitto si sono sfregati le mani, convinti di aver risolto la questione e sistemato una volta per sempre quel “ribelle” del sindaco di Pollica; se la magistratura ancora arranca e non rende giustizia alla famiglia Vassallo; se il suo partito, il Pd, in questi lunghissimi anni, si è trincerato dietro un imbarazzante silenzio anziché fare indagini interne e pronunciare parole in ricordo di un loro esponente: nonostante tutto questo l'uccisione di Angelo Vassallo ha accresciuto il suo valore e la sua figura.

Accade quindi che, dopo undici lunghissimi anni, al suo nome sono dedicate scuole, spazi pubblici, porti, festival,concorsi e ,proprio in questi giorni, si sta svolgendo nella sua Pollica una tre giorni che vede impegnati docenti e allievi, provenienti da tutto il paese, per quella che è la prima edizione della Scuola di formazione politica Angelo Vassallo.

Quale maggiore risultato si poteva ottenere? La morte che non ferma un uomo, ma che fa crescere in maniera esponenziale la sua fama e il suo esempio.

La buona pratica politica che Angelo Vassallo ci ha insegnato parte da Pollica per superare i confini nazionali. L’esempio di un paescatore che si fa sindaco diventa lezione di vita e di civiltà. Insegnamenti preziosi che lo stesso Angelo Vassallo,probabilmente, avrebbe voluto trasferire nei giovani che saranno un giorno classe dirigente.

La Fondazione che porta il suo nome lo sta facendo al posto suo: lo fa per diffondere il suo impegno e la sua idea di Stato, lo fa per ricordare la figura di uomo e di amministratore, lo fa per non darla vinta alla violenza dei colpevoli e per cancellare l’omertà dei complici.

Arriverà il tempo delle condanne giudiziarie, ma per i suoi assassini, materiali e morali, non c'è peggior condanna del non essere riusciti ad eliminarlo per sempre.

 

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