VITTI 'NA CROZZA

VITTI 'NA CROZZA
Foto di Peter Dargatz da Pixabay

Vitti 'na crozza

supra un cannuni,

iò fui curiusu e ci vosi spiari,

idda m'arrispunniu cu gran duluri

murivi senza toccu di campani.

Si ni eru, si ni eru li me anni si ni eru,

si ni eru,non sacciu unni ora ca su’ arrivati

a ottant'anni chiamu la vita e nuddu n'arrispunni.

Cunzatimi, cunzatimi ‘stu lettu,

chì di li vermi su’ manciatu tuttu,

si non lu scuntu ca lu me difettu,

ùlu scuntu a bedda vita a sangu ruttu.

C'e' nu giardinu ammezu di lu mari,

tuttu ‘ntssutu di aranci e ciuri

Tutti l'acceddi cci vannu a cantari,

puru li sireni ci fannu l'amuri.

 

HO VISTO UN TESCHIO

Ho visto un teschio sopra la torre fui curioso e ci volli chiedere lui mi rispose con gran dolore sono morto senza rintocchi di campane. Sono andati, sono andati i miei anni sono andati, sono andati non sò dove ora che sono arrivato a ottant'anni il vivo chiama e la morte gli risponde. Preparatemi, preparatemi questo letto perchè dai vermi fui mangiato tutto se non lo sconto qu mio difetto lo sconto nella bella vita a sangue rotto. C'è un giardino in mezzo al mare, pieno di fiori, di arance e di fiori. Tutti gli uccelli vanno lì a cantare anche le siren vi fanno l'amore.

Un anziano minatore, Giuseppe Cibardo Bisaccia, di Favara (Agrigento) recita i versi che della canzone “Vitti ‘na crozza” al regista Pietro Germi, che subito chiede di musicarle a Franco Li Causi di Porto Empedocle (Agrigento), direttore di una piccola orchestra agrigentina e solista di chitarra.

Il regista Germi utilizza la canzone come colonna sonora, in qualità di brano d'apertura, nel film "Il cammino della speranza" nel 1950. La canzone “Vitti 'na crozza” viene registrata, per la prima volta su dischi 78 giri della Cetra nel 1951, dal tenore Michelangelo Verso.

Successivamente il testo del brano, allegro, tragico, sentimentale, viene riprodotto in migliaia di dischi e proposto tante volte in radio e televisione, negli spettacoli popolari e nelle piazze. Le parole della canzone descrivono un dialogo di un anziano con un teschio, il quale ricorda della sua morte e di non avere ricevuto i sacramenti. Il vecchio invoca la vita, invece solo la morte gli risponde; egli ritrovandosi vicino alla morte lascia trasparire la sua tristezza e si interroga sul dolore e sulla vita senza trovare risposta.

“Vitti ‘na crozza” è una magnifica canzone coinvolgente; di essa sono state realizzate varie versioni; è una delle canzoni siciliane più amate in Sicilia e più conosciute fuori dell’Isola.