Conferme e riscontri: mafie dello stupro a pagamento stanno sfruttando l’emergenza umanitaria

Videointervista a Michelangela Barba, presidente di Ebano. Al confine tra Ucraina e Romania i trafficanti sono attivi da giorni e giorni, la testimonianza di Ebano conferma quanto nei giorni scorsi denunciato da Sex Industry is violence e in un nostro articolo.

«Ucraina, le mafie dello stupro a pagamento stanno già sfruttando l’emergenza umanitaria», così abbiamo titolato il 7 marzo l’articolo nel quale abbiamo pubblicato la denuncia di Sex Industry is violence  su quanto stava già avvenendo alla frontiera tra Ucraina e Romania. Una denuncia lanciata la prima volta a fine febbraio dal sociologo rumeno Gelu Duminică e dalla rete delle Ong anti-tratta rumene.

 

La pubblicazione del nostro articolo ha suscitato le reazioni più diverse: c’è chi si è indignato e chi ha taciuto, chi è rimasto indifferente e addirittura chi ha messo in dubbio la veridicità della notizia. Il negazionismo sulle mafie, sullo sfruttamento dello stupro a pagamento sono purtroppo fin troppo di moda in questo Paese. Muri di indifferenza e di omertà, di complicità e accettazione che da sempre e per sempre ci siamo impegnati, ci impegniamo e ci impegneremo a rompere.

Ebano è attiva, come abbiamo già raccontato  lo scorso 3 marzo, in una raccolta solidale e al confine tra Ucraina e Romania. E da lì in questi giorni sono giunte segnalazioni e testimonianze che confermano quanto stiamo denunciando e l’attività dei trafficanti mafiosi dello stupro a pagamento. Ebano ha già diffuso questo volantino in lingua rumena e si sta attivando ad ogni livello.

 

In questa videointervista Michelangela Barba, la presidente di Ebano, racconta come si sta muovendo l’associazione e condivide con noi riflessioni su come in Italia e Romania ci sia una diversa coscienza contro la tratta, su cosa concretamente si può e si deve fare per opporsi a questi trafficanti mafiosi. E sul cosiddetto cliente, sullo stupratore a pagamento italico.

Torniamo oggi a raccontare e denunciare ma, come sottolineato da Michelangela Barba in questa videointervista, sarà necessario continuare ad informare, ad indignarsi, ad attivarsi, ad essere martellanti. Sottolineando sempre che chiunque, a partire dallo sfruttatore finale italico che fa finta di non sapere la realtà vera e concreta della tratta dello stupro a pagamento, si vuol far credere assolto resterà per sempre colpevole e coinvolto.

 

 

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