Covid Molise. La denuncia di un cittadino: «La mia odissea»

LA TESTIMONIANZA. «Dopo 5 giorni e almeno 30 telefonate riesco a scoprire che il mio tampone non esiste più da nessuna parte, quindi lo devo rifare.»

Covid Molise. La denuncia di un cittadino: «La mia odissea»
Assembramento sanitario

Riportiamo l'«odissea» di un cittadino molisano. Il caos sembra regnare sovrano. L'emergenza viene affrontata in questo modo? Risultati che non arrivano, tamponi che si perdono, comunicazione insesistente.  Ma da chi siamo sGovernati? Toma, sulla carta presidente della Regione Molise, continua a chiedere pazienza ai cittadini. Ecco cosa sta accadendo ai molisani. 

Questo è lo sfogo di un lettore. Non aggiungiamo altro, le sue parole bastano e avanzano. Ma qualcuno, oltre a vergognarsi, dovrebbe dimettersi. Per dannosa incapacità.  

Tutto ha inizio sabato 10 ottobre. Al mattino sia io che mia figlia accusiamo lievi sintomi influenzali, prontamente non la mando a scuola ed avverto il medico curante tradendo la mia preoccupazione sul Covid, con una risatina lui mi tranquillizza e passiamo alla Tachipirina.

Alle 18:00 però sia i sintomi che i miei sospetti si concretizzano, un compagno di classe di mia figlia è POSITIVO.

Senza perdere un minuto ci precipitiamo a Venafro per effettuare il tampone, ma dopo mille insistenze riesco a farlo fare a mia figlia e mia moglie perché è una docente ma a me che ero lì febbricitante niente.

Dopo 3 giorni e numerose telefonate arriva l’esito positivo. A questo punto chiedo di fare il tampone e finalmente dicono che posso andare, vado di nuovo a Venafro con molti più sintomi e riesco a fare il tampone.

Adesso viene il bello: dopo 5 giorni e almeno 30 telefonate riesco a scoprire che il mio tampone non esiste più da nessuna parte, quindi lo devo rifare.

Siccome mi sento molto debole chiedo che vengano a casa, ma mi arriva la telefonata della responsabile dei tamponi di Venafro che TUONANDO il suo nome come se io dovessi avere paura mi attacca urlandomi che lei non ha personale ma soprattutto che io non sono un medico e quindi non posso dire che ho dei sintomi ed il fatto che i miei familiari sono positivi è ininfluente.

A quel punto chiudo e chiamo i carabinieri, che gentilmente si attivano per me ma non riescono a fare nulla, poi la finanza ma purtroppo non è compito loro, poi il medico ma è fuori sede, fatto sta che sono dovuto tornare a fare il tampone solo senza forze facendo la fila e rischiando di infettare altre persone. 

Questa è ormai la situazione della sanità Molisana.

 

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