La squallida, indegna e immonda arroganza sui social nella Suburra d’Abruzzo

Sono i protagonisti indiscussi tra violenze, racket, narcotraffico nelle piazze e nelle strade. E sui social sbattono la loro prepotenza ostentandola

La squallida, indegna e immonda arroganza sui social nella Suburra d’Abruzzo
La squallida, indegna e immonda arroganza sui social nella Suburra d’Abruzzo
La squallida, indegna e immonda arroganza sui social nella Suburra d’Abruzzo
La squallida, indegna e immonda arroganza sui social nella Suburra d’Abruzzo

È un mondo di mezzo, affine e legato al clan Casamonica e ai sistemi criminali di Roma, Ostia e Latina. Lì dove, come abbiamo sottolineato ripetutamente in questi due anni e mezzi e nel nostro articolo dello scorso 21 giugno , sono chiamati mafie. Mentre qui tutto tace o quasi. Davanti questo silenzio al sapore di omertà e vigliaccheria, lo abbiamo scritto proprio il 21 giugno e continuiamo a ribadirlo, noi non rimaniamo in silenzio e gridiamo ancora più forte. L’abbiamo sempre fatto negli anni, è stato un nostro caposaldo sin dal gennaio 2020 e continueremo a farlo.

In un recente articolo la nostra Alessandra Ruffini ha denunciato e documentato come delinquenti e mafiosi trovano ampie praterie nei social, ostentano la loro violenta prepotenza, ostentano il tenore di vita e incitano all’illegalità e alla prepotenza violenta. Il mondo di mezzo della Suburra d’Abruzzo, egemonizzato da protagonisti indiscussi dai cognomi ben precisi e conosciuti che rimandano ai loro immondi omologhi laziali, non si sottrae certo a questa vergognosa e indegna presenza sui social. Il nostro attuale viaggio nel ventre oscuro, da Pescara al vastese, si è avviato dopo la condanna a Pescara del capodanno 2020 e il pestaggio violento a Casalbordino la notte tra il 10 e l’11 giugno scorsi.  

Sono passati ormai quasi due mesi e il «Sand’Andonji accett tutt» ha già dimenticato ed è tornato silente vigliacco.

In queste settimane le cronache si sono arricchite, tra far west e tanto altro, nuove condanne per fatti del passato e nuovi avvenimenti. Mentre sui social quanto denunciato nell’articolo di Alessandra Ruffini ha trovato conferma tra i profili e i canali social dei protagonisti di questo ventre oscuro.

TikTok è tra i più utilizzati. E così basta una rapida ricerca per trovare un recidivo violento che, poche ore prima del solito teatro davanti l’amministrazione della legge per cercare di evitare di scontare la pena che meriterebbero, ridendo accanto ai figli appare come se si vantasse delle sue violenze e che il giorno successivo potrebbe subire restrizioni della libertà personale. Video di cui non si trova più traccia (qualcuno ha consigliato di toglierlo? Chi?) dopo che nell’indifferenza vigliacca è girato di cellulare in cellulare. Ma di vera indignazione se ne trovano solo su queste pagine.

Video in cui gonfiano i petti, ridono e sbandierano la loro prepotenza presenza prima dell’ennesima spedizione violenta di questi anni. O altri in cui addirittura lanciano proclami per quando «torneranno in libertà» o si «lamentano» perché stanno scontando domiciliari per un reato violento commesso. Altri ancora vedono protagonisti minorenni che mimano l’uso di una pistola o comunque lo stile di vita Casamonica style denunciato e documentato in questi anni. Non per altro la pasta è la stessa e la radice della mala pianta altrettanto.

Non avrò pietà, sono uno psicopatico, fa un brutto effetto avere la libertà a due passi (pora stella, mandiamogli camion di fazzoletti per asciugarsi le lacrime…), ringraziamento per l’affetto agli «amici» vicini con cui fare i «matti» dopo essere «usciti», gli screenshot che pubblichiamo in quest’articolo sono solo una minima parte di quel che su TikTok ed altri social quotidianamente arriva dalle loro fogne immonde. Come sia accettabile che queste immonde e indegne pubblicazioni arrivino persino dai domiciliari e che tutto passi sotto silenzio era, è e resterà per noi a dir poco vergognoso. E quindi, ancora una volta, lì dove cala il silenzio e la cappa dell’omertà vigliacca è totale continuiamo e continueremo a documentare e gridare.

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Questi criminali indegni e immondi smetteranno mai di rubare diritti ai più deboli?