Il lungo calvario processuale di un carabiniere

Ci auguriamo che Riccardo Casamassima venga ascoltato al più presto: è un uomo che si mostra forte, motivato ad andare avanti, sostenuto in questo dai propri affetti e dai propri valori, umani e professionali. Ma le fragilità caratteriali possono prendere il sopravvento nei momenti di maggiore difficoltà e senza alcun preavviso; nessuno ne è mai veramente esente. E se anche Riccardo Casamassima crollasse? Se tutta la forza manifestata sino ad oggi, dopo oltre sei anni, venisse a mancare? Se anche lui fosse assalito dalla disperazione e dall’incapacità di reagire, fino a compiere un gesto estremo come ci riporta la cronaca con sempre maggiore frequenza tra gli appartenenti alle Forze dell’Ordine?

Il lungo calvario processuale di un carabiniere
Riccardo Casamassima

Cinque processi a carico del carabiniere Riccardo Casamassima, il sesto ha visto coinvolta sua moglie, l’appuntato scelto Maria Rosati.

I procedimenti che si stanno svolgendo presso il Tribunale Militare, sono iniziati a seguito di alcuni post pubblicati su Facebook e nei quali Casamassima (testimone chiave nel caso della morte di Stefano Cucchi) lamentava di essere stato assegnato ad un ufficio, senza alcuna specifica mansione, trascorrendo interi turni di lavoro senza avere niente da fare. Circostanza confermata in aula dal Comandante Vietti, suo superiore, ascoltato in uno dei processi come testimone. 

 

L’accusa più infamante per il carabiniere è stata sicuramente quella relativa alla detenzione di stupefacenti al fine di spaccio: il processo è terminato con una assoluzione piena, perché “il fatto non sussiste”.

Ma “sussiste” il calvario di un carabiniere che, testimoniando sul decesso di Cucchi, ha evitato l’archiviazione del processo come morte per droga o epilessia, portando alla condanna di due appartenenti all'Arma.

 

In questi anni, e tante volte lo abbiamo raccontato su WordNews.it, non sono mancati richiami, note di demerito, decurtazione dello stipendio, trasferimenti a carico di Riccardo Casamassima. Sono stati, e sono, anni molto difficili.

Tutto è iniziato a seguito della testimonianza proprio in merito alla morte di Stefano Cucchi, una tempistica che lascia poco spazio a qualsiasi dubbio.

 

Le pressioni, lo stress dovuto alle numerose denunce subite, le difficoltà lavorative necessariamente collegate a quelle economiche, hanno creato inevitabilmente un clima pesante e i problemi non sono mancati. Per far fronte alle spese legali (nonostante la professionalità e l’umanità dei suoi avvocati Gasperini e Fabrizi) Casamassima, come previsto dalla legge, ha presentato tre istanze chiedendo l'anticipo delle spese legali al proprio corpo di appartenenza, ma ad oggi "dopo un anno e mezzo dalla prima non ho ricevuto neanche un euro" scrive in un post su Facebook.

 

Casamassima da alcune settimane sta chiedendo di essere ricevuto dal Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri Teo Luzi, per poter essere ascoltato e spiegare la propria situazione.

La fiducia che Casamassima ripone nel nuovo Comandante Generale è massima e questo lo spinge ad andare avanti, fiducioso di arrivare finalmente alla conclusione di processi in cui è imputato.

Una fiducia ritrovata nei propri superiori, dopo aver subito da parte dell'ex generale Nistri (come testimoniato al processo da Ilaria Cucchi) parole denigranti e volontà punitive.

Possiamo solo sperare che Casamassima venga ricevuto e ascoltato dal Comandante Generale Luzi.

 

Non possiamo non sottolineare un fatto gravissimo: in questi ultimi mesi il numero dei carabinieri e degli appartenenti alle forze dell'ordine che si sono tolti la vita è impressionante.

Bisognerebbe andare a fondo a questo drammatico susseguirsi di suicidi, capirne le cause, lavorare per rimuoverne le motivazioni.

Un dramma, questo, che colpisce non solo l'Arma, ma il paese intero.

Ci auguriamo che Riccardo Casamassima venga ascoltato al più presto: è un uomo che si mostra forte, motivato ad andare avanti, sostenuto in questo dai propri affetti e dai propri valori, umani e professionali.

Ma le fragilità caratteriali possono prendere il sopravvento nei momenti di maggiore difficoltà e senza alcun preavviso. Nessuno ne è mai veramente esente.

 

E se Riccardo Casamassima crollasse? Se tutta la forza manifestata sino ad oggi, dopo oltre sei anni, venisse a mancare? Se anche lui fosse assalito dalla disperazione e dall’incapacità di reagire, fino a compiere un gesto estremo come ci riporta la cronaca con sempre maggiore frequenza tra gli appartenenti alle Forze dell’Ordine?

 

Restiamo al fianco di questo onesto carabiniere, nella speranza che arrivi a lui la nostra stima e la nostra attenzione.

 

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