A Todi ci sarà il Festival del libro firmato da CasaPound

INTERVISTA A CAMILLA TODINI, ANPI TODI. A denunciare la cosa sono stati alcuni consiglieri del Pd. Siamo andati a fare dei controlli e abbiamo scoperto che nella pagina del Festival, il numero di telefono cui fare riferimento è lo stesso della casa editrice Altaforte. Siamo poi andati a controllare i relatori invitati e incrociando questi nomi con la pagina di Altaforte, abbiamo scoperto che molti di loro hanno una o più pubblicazioni proprio con questa casa editrice. Quindi è chiaramente un festival di CasaPound. 

A Todi ci sarà il Festival del libro firmato da CasaPound
Camilla Todini, Anpi Todi e componente dell'Udi di Perugia.

Si terrà a Todi dal 17 al 20 giugno, pandemia permettendo, il festival del libro “Todi città del libro”.

Si legge nella pagina online dell’evento: «IL PREMIO LETTERARIO "TODI - CITTÀ DEL LIBRO" VUOLE ESSERE, PER AUTORI ESORDIENTI E NON, UNA IMPORTANTE OCCASIONE DI VISIBILITÀ E, AL CONTEMPO, UNA POSSIBILITÀ DI INGRESSO NEL DIFFICILE, PERCHÉ TROPPO SPESSO SOVRAFFOLLATO, MONDO DELL’EDITORIA.»

Ma ancor prima di iniziare il festival ha già sollevato una accesa contestazione da parte di un cartello di associazioni che chiede l'immediato ritiro del patrocinio da parte del comune e del consiglio regionale dell'Umbria e dell’Etab, ente tuderte di assistenza e beneficenza. Organizzatore della Kermesse, sarebbe la associazione Castelli di Carta, dietro la quale secondo anche i consiglieri del Pd di Todi, vi sarebbe l’organizzazione neofascista Casapound.

Sbirciando nella pagina online del festival del libro di Todi, il numero di telefono della associazione coincide con quello della casa editrice Altaforte di Cernusco sul Naviglio. Nella homepage della casa editrice si legge “La Casa Editrice italiana che soddisfa la tua esigenza di una Cultura Identitaria. Altaforte Edizioni, casa editrice Sovranista, per lettori che non si accontentano. Casa editrice sovranista. Proposta innovativa. Pubblicazioni d'interesse".

A capo della Altaforte c’è l'imprenditore Francesco Polacchi che ha sempre rivendicato la propria appartenenza a Casapound fin dal 2004, tanto da dichiarare: “Io sono un editore, ma prima di essere un editore sono un militante di Casapound e non mi vergogno di questo”. Condannato ad un anno di reclusione per lesioni personali, avrebbe aggredito un rappresentante dell'Anpi di Milano, torna a Todi per presentare i propri testi che inneggiano al fascismo e ai “tempi d’oro”.

Polacchi non nasconde le proprie posizioni politiche e non si vergogna di essere di Casapound, ma al Salone del Festival di Torino nel 2019 qualcuno si è vergognato di destinare uno stand della casa editrice Altaforte che tra i propri titoli vanta testi come: “La nazione fatidica" di Adriano Scianca (direttore de "Il Primato Nazionale”, “La dottrina del fascismo” di Benito Mussolini, “Diario di uno squadrista toscano” e ancora “Ho difeso Licio Gelli” dell’avvocato Augusto Sinagra: letture che al momento non abbiamo approfondito, ma che portarono la presidente nazionale ANPI Carla Nespolo e soprattutto Halina Birenbaum, testimone dell’Olocausto, ha rifiutare l’invito. La cosa sollevò molte critiche tanto che il sindaco Chiara Appendino e il presidente di Regione Sergio Chiamparino ottennero la revoca dello spazio concesso ad Altaforte all’interno della manifestazione.

Ora ci riprovano a Todi, dove di certo nella amministrazione non sono nuovi ad episodi del genere. Si legge sempre nel comunicato:

"La Giunta di Todi non è certo nuova all’uso propagandistico dei libri, ricorderete tutti e tutte la direttiva di giunta del novembre 2017, che chiedeva di spostare nella Biblioteca comunale "Libri per bambini con contenuti riguardanti temi educativi sensibili", individuando come soluzione "la collocazione dei testi che hanno come contenuto tematiche sensibili, controverse sul piano scientifico, e divisive tra le famiglie come la omogenitorialità, la gestazione per altri, piuttosto che le unioni same sex, e altri contenuti di carattere sessuale, nelle sezioni per adulti anche se consigliati dalle case editrici per fasce d'età infantili". E la coincidenza del successivo trasferimento della Direttrice della Biblioteca all’ufficio Urbanistica.” Tra l'altro Todi ha ricevuto il titolo di “Città che legge”( riconosciuto da MiBacT, Cepell e ANCI)  grazie all'attività svolta dalla Biblioteca comunale.

Ne abbiamo parlato con Camilla Todini, presidente della sezione Anpi di Todi e componente dell'Udi di Perugia.

Cosa può dirci del Festival del Libro di Todi?

«Questa sarà la prima edizione di giugno, se verrà confermata causa pandemia.» 

Può spiegarci da cosa nasce il comunicato sottoscritto anche dall Anpi e nel quale chiedete al comune di Todi di ritirare il patrocinio alla manifestazione?

«A denunciare la cosa sono stati alcuni consiglieri del pd; siamo quindi andati a fare dei controlli e abbiamo scoperto che nella pagina del Festival, il numero di telefono cui fare riferimento è lo stesso della casa editrice Altaforte. Siamo poi andati a controllare i relatori invitati e incrociando questi nomi con la pagina di Altaforte, abbiamo scoperto che molti di loro hanno una o più pubblicazioni proprio con questa casa editrice. Quindi è chiaramente un festival di Casapound.» 

Alla casa editrice Altaforte, venne concesso e poi ritirato uno spazio al Salone del libro di Torino nel 2019 proprio a seguito delle proteste e della indignazione di scrittori,intellettuali e lettori. Ora accade a Todi la stessa cosa?

«Francesco Polacchi,  proprietario della casa editrice Altaforte, è da molti anni un militante di CasaPound; ha dichiarato più volte che non si vergogna di essere fascista e che Mussolini è stato un grande statista. Chiediamo quindi il ritiro del patrocinio da parte del comune: i temi veicolati da questa casa editrice non possono assolutamente essere compatibili con le istituzioni che si rifanno alla Costituzione antifascista. Anche la produzione relativa ai fumetti è piena di messaggi espliciti di revisionismo storico, negazionismo legato alla pandemia, sessismo vario. Di Costituzionale mi sembra ci sia ben poco...»

Oltre al comunicato pensate di portare avanti altre iniziative per sollevare la questione e ottenere che Altaforte non sia presente alla manifestazione di Todi?

«Per ora stiamo raccogliendo le adesioni a questo appello; l'altro obiettivo è quello di far capire chi vi sia dietro,ma anche davanti,l'organizzazione del Festival. Un fatto è gravissimo soprattutto dopo quello che è accaduto sempre a Todi nel 2017 con la vicenda avvenuta alla biblioteca comunale.» 

L’episodio gravissimo a cui si riferisce Camilla Todini riguarda la vicenda della direttrice della Biblioteca Comunale dott ssa Fabiola Bernardini. L’assessore alla cultura Claudio  Ranchicchio e quello ai servizi sociali Alessia Marta decisero infatti che alcuni libri che trattano di temi come omosessualità, transessualità e omogenitorialità venissero spostati nella sezione adulti,con una sconcertante direttiva  "in merito a libri per bambini con contenuti riguardanti temi educativi sensibili." La dott ssa Bernardini non ha dato seguito a tale richiesta e pochi mesi dopo ( nonostante un curriculum eccellente e una preparazione straordinaria), viene trasferita al settore urbanistica dopo 14 anni trascorsi nella biblioteca; vicenda anche questa che ha creato un grosso scompiglio in città e varie proteste che hanno avuto rilevanza nazionale, mentre la direttrice è ricorsa alle vie legali.

Una situazione difficile quella della politica in Umbria, che vede la destra occupare quasi tutte le amministrazioni regionali dopo varie tornate elettorali. Una regione "rossa" per definizione sta pagando lo scotto di un voto che non rappresenta la maggioranza della cittadinanza umbra che tuttavia, al momento del voto, tra astensione, disillusione e amarezza pregressa ha tradito (un po' per disaffezione e un po' per rabbia), i valori della sinistra dopo una vita di appartenenza politica e sentimentale . La sinistra tarda ad arrivare: in un silenzio spesso assordante non si intravede all'orizzonte un progetto unitario che possa riconquistare un elettorato stanco e sempre più lontano.

 

Di seguito il testo dell'appello

Todi: La “Città che legge” diventa la città del libro sovranista

Associazioni e sindacati chiedono il ritiro del patrocinio delle Istituzioni al festival “Todi città del libro” dietro il quale si nasconde Altaforte, Casa editrice di riferimento di Casapound.

Le soldatesse in grigioverde – Con il memoriale di Piera Gatteschi Fondelli generale delle ausiliarie della RSI, Risorgere e combattere – I discorsi della Repubblica Sociale e il testamento politico di Benito Mussolini, Oltre il maschio debole – Prospettive per ritrovare la “Via del guerriero”, basta navigare tra questi e gli altri titoli presenti nel sito della casa editrice Altaforte per capire con chi si ha a che fare.

Possiamo poi tornare con la memoria al maggio 2019 quando si sollevarono le proteste di scrittori, intellettuali, editori e lettori, per l’annunciata presenza della stessa al Salone del Libro di Torino, case editrici e ospiti illustri, tra cui Halina Birenbaum, testimone dell’olocausto, e la presidente nazionale ANPI Carla Nespolo, si rifiutarono di condividere quel luogo con l’editrice tanto vicina a CasaPound. La sindaca Appendino e il presidente Chiamparino chiesero allora agli organizzatori e ottennero la revoca della concessione dello stand ad Altaforte.

A luglio 2020 Facebook ha prima nascosto e poi rimosso la pagina della casa editrice per aver «pubblicato contenuti che incitano all’odio e, di conseguenza, non rispetta gli Standard della community di Facebook».

Alla luce di tutto ciò, oggi apprendiamo con sgomento che a Todi, con tanto di patrocinio del Comune e dell’Assemblea Legislativa della Regione Umbria, si terrà a giugno il festival letterario “Todi città del libro”, relatori alcune delle “penne più autorevoli della cultura sovranista”, indovinate dov’è che troviamo questa definizione? Proprio nel sito della casa editrice Altaforte dove scopriamo che oltre la metà dei relatori annunciati nel sito del festival hanno pubblicato con loro uno o più libri, o articoli sulla rivista Primato Nazionale, sia che si guardino quelli nella home che quelli nella sezione del sito dedicata ai relatori (alcuni nomi sono presenti solo in una delle due pagine).

Se tutto questo non bastasse, scorrendo nella home fino ai contatti a fondo pagina scopriamo che, coincidenza, l’associazione Castelli di carta organizzatrice del festival, ha lo stesso numero telefonico fisso della casa editrice Altaforte.

Ancora una volta la destra sovranista e fascista trova in Umbria terreno fertile per sfoggiare e propagandare la sua ideologia retrograda e anticostituzionale con tanto di patrocinio delle Istituzioni. La Giunta di Todi non è certo nuova all’uso propagandistico dei libri, ricorderete tutti e tutte la direttiva di giunta del novembre 2017, che chiedeva di spostare nella Biblioteca comunale "Libri per bambini con contenuti riguardanti temi educativi sensibili", individuando come soluzione "la collocazione dei testi che hanno come contenuto tematiche sensibili, controverse sul piano scientifico, e divisive tra le famiglie come la omogenitorialità, la gestazione per altri, piuttosto che le unioni same sex, e altri contenuti di carattere sessuale, nelle sezioni per adulti anche se consigliati dalle case editrici per fasce d'età infantili". E la coincidenza del successivo trasferimento della Direttrice della Biblioteca all’ufficio Urbanistica.

Nel frattempo Todi aveva ricevuto il titolo di “Città che legge”, riconosciuto da MiBacT, Cepell e ANCI, grazie all'attività svolta dalla Biblioteca comunale.

Ci indigna enormemente oggi vedere come da quella “Città che legge” in cui si arrivava a realizzare in un anno 149 iniziative (gruppi di lettura, libroterapia, incontri per bambini, laboratori didattici per grandi e piccini sull'arte di illustrare il libro, attività didattica sulla storia del libro e sui materiali, incontri con autori e molto altro) per una utenza di quasi 13.000 persone, si voglia trasformare nella Città del libro -sovranista per propagandare machismo, nazionalismo e revisionismo storico.

Come donne e come eredi di coloro che hanno lottato per la liberazione dal nazifascismo e hanno aperto e percorso la strada delle lotte per i diritti e l’autodeterminazione, ci opponiamo a tutto questo e chiediamo a gran voce che vengano ritirati il patrocinio e il contributo delle Istituzioni a un festival che fa capo a chi si dichiara pubblicamente fascista del terzo millennio e pertanto contro ogni principio della nostra Costituzione antifascista.

UDI – Unione donne in Italia Perugia e Provincia

ANPI UMBRIA

Associazione Franca Viola-Coordinamento donne Todi

Bottegart – bottega artigiana della creatività e dei diritti umani

Circolo culturale primomaggio

Coordinamento per la Democrazia Costituzionale dell'Umbria

CGIL Perugia

Libera Umbria

Libertà e Giustizia Umbria

Rete degli studenti medi Umbria

RU2020 – Rete Umbra per l'autodeterminazione

Società di Mutuo soccorso Perugia

So'stare – microeditoria del borgo consapevole

Smascherati Associazione culturale

SPI CGIL Media Valle del Tevere

SPI CGIL Alto Tevere

SPI CGIL Provinciale Perugia

UDU Perugia

Per adesioni scrivere a udiperugia@gmail.com