Akka Project presenta «Lipiko» by Filipe Branquinho

La galleria nasce a Dubai nel 2015 e, grazie al lavoro svolto negli ultimi anni, Akka Project ha deciso di aprire una nuova sede a Venezia con l'obiettivo di consolidare il legame tra l’Africa, il Medio Oriente e l’Europa.

Akka Project presenta «Lipiko» by Filipe Branquinho

Un progetto tutto mozambicano quello che sta affrontando la galleria Akka Project, specializzata in arte africana contemporanea, con la mostra dedicata a Filipe Branquinho.

La galleria nasce a Dubai nel 2015 e, grazie al lavoro svolto negli ultimi anni, Akka Project ha deciso di aprire una nuova sede a Venezia con l'obiettivo di consolidare il legame tra l’Africa, il Medio Oriente e l’Europa.

Capitanato da Lidija Kostic Khachatourian, il progetto testimonia una precisa volontà di esportare l’arte africana al di fuori della propria sfera di origine per farla conoscere anche in Italia. Non a caso quest'anno, in occasione delle Biennale di Venezia, ha presentato la mostra ed il cortometraggio Lipiko by Filipe Branquinho, artista poliedrico che nasce a Maputo in Mozambico e cresce durante la guerra civile.

Filipe, nel corso della sua formazione, diventa particolarmente sensibile alle immagini attraverso i contatti con grandi nomi della fotografia mozambicana come Ricardo Rangel. Nella mostra vengono particolarmente rappresentate le usanze del popolo, attraverso delle fotografie delle maschere mozambicane tradizionali, chiamate "Lipiko", che vengono indossate dai giovani per iniziarli alla vita sociale.

Filipe le fotografa e successivamente le stampa, ritaglia i volti e le inserisce in vere opere d'arte. Famosi i suoi 3 Business Man mozambicani, che nelle opere rappresentano le tre scimmie sagge giapponesi, "non vedo non sento non parlo".

Esposta al padiglione nazionale del Mozambico, l'opera è una denuncia contro  il "Tuna Bond", dove la Banca centrale mondiale prestò al governo mozambicano due miliardi di euro per comprare dei pescherecci, al fine di creare lavoro con la pesca del tonno, soldi che tuttavia furono intascati creando un forte scandalo.

Il progetto Akka promuove l'arte contemporanea in tutte le sue forme attraverso iniziative artistiche e culturali a Dubai e a Venezia, incoraggiando la produzione di nuove opere d'arte sostenendo artisti emergenti.