CASO VASSALLO. Intervista al sindaco di Agropoli Adamo Coppola

Abbiamo intervistato il sindaco di Agropoli Adamo Coppola a seguito del suo intervento durante il consiglio comunale del 24 aprile scorso. Rispondendo alla consigliera di opposizione Gisella Botticchio, il primo cittadino ha usato espressioni gravissime nei confronti di Angelo Vassallo,il sindaco di Pollica ucciso il 5 settembre del 2010 e per la morte del quale non è stata ancora fatta giustizia. Il sindaco Coppola parta di Vassallo come un “nemico di Agropoli” e dice che la storia del sindaco pescatore “non è solo rose e fiori”.

CASO VASSALLO. Intervista al sindaco di Agropoli Adamo Coppola
Adamo Coppola, sindaco di Agropoli

Lei ha usato una frase molto forte parlando di Angelo Vassallo definendolo un “nemico di Agropoli”. Vuole spiegare?

«Lei ha estrapolato da un contesto di discussione consiliare dove è chiaro che mi può anche scappare una parola che è un po’ più forte rispetto a quello che è il concetto di carattere generale,quindi è chiaro che se noi decontestualizziamo una parola rispetto ad una discussione di carattere complessiva questa parola può diventare tutto e il contrario di tutto. Se invece in maniera corretta si contestualizza il ragionamento,io ho solamente detto che nell'ambito di un forte campanilismo di quel tempo, tra territori sostanzialmente, Angelo Vassallo che faceva parte di un territorio tirava politicamente per le scelte che in qualche modo aiutassero il suo territorio mentre noi da quest’altra parte facevamo valutazioni diverse e tiravamo per scelte che favorissero il nostro territorio. Niente di male, sono valutazioni politiche che si fanno; poi abbiamo imparato  dai nostri errori che i territori devono stare insieme e che la battaglia politica va fatta in maniera compatta; allora erano tempi in cui vi erano situazioni di confronto, però questo non significa assolutamente, come qualcuno vuole strumentalizzare, che io ce l’avessi avuta.. (con lui) . Io conoscevo bene il sindaco Vassallo, siamo rimasti tutti stravolti dalla sua vicenda umana drammatica; rappresenta tutti noi amministratori locali che come lui cerchiamo di impegnarci al meglio per le nostre comunità. Però non può nemmeno passare l’idea del consigliere Botticchio che il sindaco Vassallo si impegna per il suo territorio e noialtri invece siamo quelli cattivi, brutti e con il malaffare; penso che ognuno combatte per la propria città al meglio delle proprie possibilità. E’ nelle parole del consigliere Botticchio,secondo me, che va letta la cattiva fede: lei (riferendosi a Gisella Botticchio) dice Vassallo era bravo, bello e nessuno lo mette in dubbio, mentre tu sindaco sei scorretto ,ladro. Io molto garbatamente ho detto che oggi faccio il sindaco e cerco di fare al meglio delle mie possibilità e del mio dovere;il consigliere parla di Angelo Vassallo, che sicuramente è stato un grande amministratore, però non ha fatto tutta questa bontà per Agropoli, ha fatto bene per i suoi territori, ma nn credo abbia fatto mai niente per la nostra città. Quindi se noi lo vogliamo ricordare come icona della buona politica ci sta, ma se poi vogliamo raccontare che è venuto nella nostra città a darci una mano, la verità storica non è questa.»

 

Angelo Vassallo era sindaco di un comune, ma soprattutto autore di un grande progetto di rinascita del sud esportato in tutto il mondo. Se lo avessero lasciato in vita io credo che avrebbe fatto molto per il nostro paese e per il vostro partito (il Pd) che in questi 10 lunghi anni dall’omocidio non si è mai espresso sulla sua tragica morte. A proposito di questo, lei che idea si è fatto sull’omicidio di Angelo Vassallo, chi ha voluto la sua morte?

«Su questo assolutamente non sono io che posso dare dei giudizi. Noi,come tanti cittadini, aspettiamo che venga fuori presto la verità,perché vogliamo sapere tutti quanti chi si è reso responsabile di un crimine così forte; quindi come tutti i cittadini anche io aspetto che la magistratura presto ci racconti quale è la verità.» 

A proposito delle sue dichiarazioni sul consorzio che era stato costituito per far fronte alla fase emergenziale dei rifiuti, Erminio Signorelli (che ne è stato presidente sin dalla costituzione) in un lungo post su facebook risponde alle sue accuse nel definire il consorzio “un carrozzone”, Può spiegarci meglio?

«Anche qui io stavo facendo un ragionamento in consiglio comunale dove ero continuamente beccato e attaccato da un consigliere di opposizione, quindi a un certo punto sopportare,sopportare ma qualche volta ci è consentito anche di fare qualche osservazione. Mi sono permesso di dire una cosa credo equilibrata, dicendo che il consorzio era un carrozzone perché tantissimi e tantissime erano i dipendenti allora assunti nei consorzi e non solo quello naturalmente (i consorzi erano quattro), ma i consorzi della provincia di Salerno e della regione Campania sono diventati luogo di assunzioni enormi. Ancora oggi dopo tanti anni abbiamo persone che non sono state ricollocate, nonostante abbiamo fatto grossi passi in avanti nella gestione dei rifiuti; ancora molti lavoratori non sono stati ricollocati. Naturalmente parliamo di bilanci di milioni di euro, di centinaia di dipendenti, di strutture molto grandi;  quando io vengo accusato, ecco perché dico che bisogna contestualizzare, e la società gestita dal comune di Agropoli  non è stata mai in passivo, ha un numero di dipendenti efficiente e  dimostriamo ogni anno che si svolge un lavoro preciso e accurato, ma viene definito carrozzone, allora io dico non guardate qui ma ci sono tanti altri carrozzoni che ancora non hanno chiuso. C'è ancora un commissario liquidatore di quel consorzio  che non ha  chiuso le posizioni debitorie dopo tantissimi anni; poi ho detto carrozzone perché c’era tanta gente dentro, mica che qualcuno ha rubato o non ha fatto il proprio dovere, era un’osservazione per indicare una società pubblica con tantissimi assunti, questo intendevo per carrozzone. Non ho detto che il presidente Signorelli non ha fatto bene il presidente, non ho detto che il direttore Spira non ha fatto bene il direttore, ho solo detto che quella è una società enorme con tantissimi assunti: credo di poterlo definire carrozzone, ma non perché c’era gente che ha rubato, poi se si vuole strumentalizzare è un altro ragionamento.»

Parliamo ancora di Angelo Vassallo: una persona che poteva piacere o non piacere, ma che ha fatto dell'onestà e del rispetto della legge la propria bandiera. Avete fatto parte anche dello stesso partito, ma il pd non ha mai speso una parola su questa vicenda, nonostante l’avvicendamento di diversi segretari. L’uccisione di una persona, l’uccisione di un amministratore significa colpire al cuore lo Stato: un silenzio gravissimo, cosa ne pensa?

«Mi fa questa domanda come se a me Vassallo non piace, ho anche partecipato alla manifestazione di cordoglio,non vedo cos’altro devo fare: nello stesso partito molto spesso ci si scontra proprio perché si è nello stesso partito, è un po’ il gioco della politica. Vassallo faceva parte di una corrente e io facevo parte di un’altra, tutti due stavamo insieme; è chiaro che politicamente tra noi ci poteva essere qualche contrasto, ma nel rispetto leale dell’avversario politico, io non ho mai pensato male di lui.»

da Il Mattino

Lei è sotto procedimento insieme al sindaco Alfieri. Le viene contestato un reato molto grave, quello di voto scambio politico-mafioso. Cosa può dirci e le chiedo, ha mai pensato alle dimissioni?

«Ancora non ho nessun procedimento aperto nei miei confronti; ho ricevuto una perquisizione nella mia abitazione, il pm dopo due anni non ha ancora prodotto nessun atto, non è cominciato nessun giudizio nei miei confronti, il gip non si è ancora pronunciato: c'è solo questa perquisizione dove, con una serie di sequestri di atti, dopo due anni non ho notizia di niente. E’ chiaro che quando sarò imputato di qualcosa farò le mie valutazioni.Ad oggi ho subito una perquisizione e basta; il pm doveva trovare queste prove e costruire l’ipotesi di reato che poi, portata agli organi competenti, avrebbero valutato la sussistenza del reato. Io non sono neanche stato chiamato a dire la mia, se verrò rinviato a giudizio farò le mie valutazioni.»

 

Quindi in caso di rinvio a giudizio non esclude di dimettersi?

«Quando succederà questo poi valuteremo quale sarà l’accusa. Si metta nei miei panni: io penso di fare bene l’amministratore e credo di non aver mai violato la legge, anche perché vengo da una famiglia con mio padre Carabiniere per 40 anni, sono cresciuto in una caserma.

Vengo coinvolto in una cosa di questo tipo, passano due anni io ancora non so cosa poter dire; molto garbatamente non ho mai visto niente sui giornali, non ho mai accusato nessuno, sono stato ad attendere che qualcuno mi scrivesse qualche cosa e ora si fa il ragionamento che, solo perchè ho subito una perquisizione sono un delinquente. Ora chiedo: chi è la persona ferita in questo momento? Penso di essere io, che non ho fatto niente, non ho niente di cui vergognarmi, non ho un rinvio a giudizio e per Vassallo ed altri, solo perché ho fatto un’osservazione garbata dicendo Vassallo era bravissimo solo che politicamente lui stava da una parte e io da un’altra,devo essere tacciato per un delinquente. Quindi se vogliamo rispettare la memoria di Angelo Vassallo dobbiamo rispettare tutti, non gettando la croce su un amministratore come me che si sta comportando bene nella sua città ed è voluto bene dai suoi cittadini. Se vogliamo rispettare le indicazioni del sindaco Pescatore lo dobbiamo fare tutti; noi e quelli che sostengono correttamente che non deve essere infangata la memoria di Vassallo, ma neanche dobbiamo attaccare gli altri, come hanno fatto con me che in consiglio comunale ho fatto un’osservazione dopo essere stato continuamente attaccato e stimolato.»

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