Cosa ne pensano gli amministratori di Terni di questa immagine?

Chissà cosa ne sanno i cittadini che, quotidianamente e da decenni, respirano questa “aria alpina”.

Cosa ne pensano gli amministratori di Terni di questa immagine?
foto pagina fb di Vladimiro Orsini

Anni di negazionismo ambientale portato avanti dalle varie giunte di ogni ordine e grado (con l’aggravante per il precedente sindaco del Pd Leopoldo Di Girolamo di essere un medico), hanno ridotto in questo stato la città umbra. Nelle giornate di bel tempo, il problema inevitabilmente peggiora e la cappa grigio/rossa che  sovrasta la città, avvelena l’aria tanto da essere facilmente percepibile anche per il forte odore durante alcune ore del giorno.

Molteplici i fattori naturalmente: il traffico cittadino molto sostenuto in determinate fasce orarie; il riscaldamento domestico; resta innegabile la presenza dell’acciaieria, posta proprio a ridosso del centro abitato da oltre 130 anni. In tutto questo la conformazione geografica (la conca) di certo non aiuta ad allontanare i fumi che quindi ristagnano minacciosi.

Di certo è un problema antico quello dei veleni sprigionati, mai seriamente affrontato dalla politica e dalle varie proprietà che si sono alternate nel tempo.

La situazione ambientale e sanitaria del ternano è gravemente compromessa; a causa dell’alta percentuale di malattie oncologiche e respiratorie, così come per l’elevato numero di decessi (paragonando i dati locali a quelli nazionali), la città risulta essere uno dei siti più inquinati del paese. Un territorio per questo “attenzionato” tanto da essere inserito negli studi epidemiologici, allo scopo di effettuare rilevazioni in merito all'incidenza dei fattori inquinanti sulla salute pubblica.

Periodicamente le associazioni ambientaliste, particolarmente attive sul territorio, sollevano il problema; se ne discute, molto spesso anche in maniera efficace, ma poi la politica resta sorda alle tante sollecitazioni e le risposte non arrivano mai. Addossare al sito industriale parte delle colpe del pesantissimo inquinamento cittadino, causa molto spesso “inamicizie”; si viene additati come “nemici” dei lavoratori e dell’economia locale, rimanendo a tratti schiacciati in quel terribile dualismo tra diritto al lavoro e diritto alla salute. Come se la salute degli operai non contasse.

Quello che manca alla politica è sicuramente il coraggio del cambiamento; la riconversione industriale resta l’unica salvezza per la sopravvivenza di un territorio che ha sempre puntato molto sull’acciaio; chissà se i cospicui fondi del PNRR verranno investiti (anche) in questo progetto, per una trasformazione che si fa sempre più necessaria e irrinunciabile.

Nel frattempo, un po’ come si fa con la povere riposta sotto il tappeto, la giunta leghista non ha elemosinato manifestazioni di giubilo per la tanto agognata serata del capodanno Rai. Non sono mancati spot pubblicitari finalizzati a far conoscere la provincia ternana, trasmessi prima della messa in onda. Ci sono stati importanti riferimenti ai borghi del ternano e alle tante bellezze locali raccontate durante la serata televisiva, perché indiscutibilmente ci sono luoghi meravigliosi che è giusto valorizzare. 

A causa della pandemia si è notevolmente ridotto il numero dei partecipanti tra il pubblico.

Quello che fa riflettere è altro: durante la serata per i festeggiamenti in vista del nuovo anno, sono state mostrate le immagini di alcuni reparti delle acciaierie; camini e fumi in bella vista, il tutto farcito da una chiara volontà di esaltare l’acciaieria e la produzione. Fumi in quel caso innocui, vapori semplici, ma che ai telespettatori soprattutto locali hanno ridestato pensieri poco edificanti.

Due realtà (quella della nube nera che condanna i ternani alla malattia e alla morte di troppi cittadini, con quella che la Rai ha trasmesso come fosse motivo di orgoglio locale e nazionale) che, se messe a confronto, evidenziano quel perenne contrasto tra produzione di acciaio e tutela dell’ambiente

E’ arrivato il momento di informare con maggiore insistenza la cittadinanza su quello che sta accadendo, dati alla mano e senza riserve. Abbiamo troppi malati, troppi morti: il sindaco Leonardo Latini avrà affrontato anche questo tema con la dirigenza Rai? Ogni amministratore locale dovrebbe fare una gigantografia della foto in questione, da appendere nel proprio ufficio: un po’ come promemoria, un po’ per mantenere sempre acceso il senso di colpa. 

Troppo spesso la politica sottovaluta problemi cruciali. Il territorio ternano, oltre a tutto questo, è stato per anni interessato dalle ricadute di sostanze nocive immesse nell’aria da due inceneritori che, per anni, hanno bruciato non si sa cosa. Ma la lezione non è servita a molto se, nel nuovo piano regionale dei rifiuti, si torna a parlare di incenerimento, di css, di discarica: mentre i cittadini si mostrano sempre più sensibili alle tematiche ambientali e virtuosi nelle azioni quotidiane, la politica fa un passo indietro a favore di privati e multinazionali. Ma questo è un capitolo a parte.

WORDNEWS.IT © Riproduzione vietata

 

LEGGI ANCHE:

 

I nostri ARTICOLI sull'AMBIENTE