FERNANDO BATTISTA E L’INCONSUETA FORMA

Si inaugura il 19 dicembre prossimo ad Isernia un’ampia retrospettiva dedicata a Fernando Battista a tre anni dalla sua scomparsa. Molisano di nascita è stato per decenni figura di riferimento per l’arte del nostro territorio. Docente di discipline pittoriche al Liceo Artistico di Cassino dal 1970 è tra gli autori più significativi del secondo Novecento italiano.  

FERNANDO BATTISTA E L’INCONSUETA FORMA

Inconsueta forma è il titolo della prima retrospettiva dedicata all’arte di Fernando Battista, a tre anni dalla sua scomparsa, realizzata per volontà del fratello Giuseppe e dei figli Cristian e Solidea, ospitata presso la galleria Spazio Arte Petrecca e a cura del critico d’arte Tommaso Evangelista. Battista è stato tra gli artisti più significativi e influenti dell’arte molisana del secondo Novecento.

Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli e successivamente nel solco guttusiano del realismo sociale matura, negli anni, un’evoluzione significativa della pittura transitando per cicli e periodi e approdando, in conclusione, ad una forma astratta e informe, di grande potenza cromatica e materica.

Scrive Evangelista: «Vi sono diverse anime che convivono ed emergono, sovente con violenza, esplicitando tensioni sempre visibili ma mai percepite come conflitti sulla tela, e così la dimensione del realismo si piega nelle suture di una sostanza grumosa e instabile come instabile è la pittura ogni qual volta ha abbandonato le splendide utopie sociali del dopoguerra. L’inconsueta forma del titolo è la formulazione pittorica che nasce dalla   maniera, diventa traccia e cerca un nuovo equilibrio nell’essenza di una pennellata, la quale quanto più diventa gestuale e materica negli anni, tanto più configura i contenuti quali archetipi e non più miti».

Ricorda invece Petrecca: «La mostra che ospito con piacere in galleria per alcuni versi ha il merito di rinverdire in me gli anni belli dei premi di pittura e di arte del dissenso,   delle biennali e dei concorsi ancora non contaminati dall’“art system”, dalla spettacolarizzazione e mercificazione del mercato, ed è una mostra che rivendica l’appartenenza della pittura alla mano del pittore più che alla influenza del curatore o del gallerista di successo.

Fernando Battista di questa libertà di pensiero ha fatto il suo grido di battaglia in modo   fiero, ai limiti dello scostante, primeggiando con un atteggiamento di distacco, insieme ai suoi pochi amici, in un mondo che si appiattiva in una dimensione benpensante, interessata, piccolo borghese. Eppure, dietro questa maschera schiva ai limiti del burbero si nascondeva un uomo sensibile, capace di commuoversi nel ricordo dell’amata, un uomo che negli eccessi tentava di trovare un suo personale equilibrio».

All’ingresso una piccola rassegna è dedicata al figlio, Cristian Battista, con la presenza   di otto opere di piccolo formato, creando una continuità generazionale di grande forza poetica. La mostra è accompagnata dal catalogo edito da EdartEdizioni.

 

NOTA BIOGRAFICA - Fernando Battista.          

Nato a Isernia nel 1941 compie gli studi artistici presso l’Accademia  di Belle Arti di Napoli. Inizia la sua attività espositiva giovanissimo,  quando già nel 1956 espone a Roma in diverse collettive. Nel 1961 partecipa alla VI Mostra nazionale d’arte contemporanea di Termoli. Nel 1962 si trasferisce in Puglia, a Corato, dove insegna nel locale Istituto d’Arte; qui conosce la sua futura moglie. Tra le mostre pugliesi del periodo si segnala nel 1964 la partecipazione alla Biennale d’arte di Bari.

Nel 1967 ottiene l’insegnamento presso l’Istituto d’Arte di Isernia dove rimane fino al 1970 quando è chiamato ad insegnare presso il Liceo Artistico di Cassino. Nel 1972 tiene una personale alla Galleria “Il   Fante dei Fiori” di Bari; nello stesso anno è invitato alla XVII Mostra nazionale d’arte contemporanea di   Termoli.  

Il 1973 è l’anno dei grandi lavori: realizza il quadro “Vietnam” e l’opera “Veniamo da lontano andiamo lontano” per il Festival garganico dell’Unità. Del 1974 la partecipazione al V Premio Mazzacurati e la personale presso il Centro culturale “Studio 188” di Trani. Nel 1975 è invitato alla X Quadriennale d’Arte   di Roma nella sezione “La nuova generazione” con l’opera “Una finestra sulla strage”.

In questo periodo si segnala l’amicizia e il sodalizio con Renato Guttuso. Nel 1977 partecipa al VI Premio Nazionale Accademia Pontano di Napoli; nel 1980 alla Rassegna d’Arte Molisana Comune di Termoli; nel 1983 dipinge il ciclo autobiografico “L’uccello aveva ragione” ed è presente all’Expo Arte Bari; nel 1986 alla Rassegna Internazionale Genazzano ’86. Del 1988 è la personale alla Galleria “Il Minotauro” di Roma e la presenza all’Expo Arte di Bari. Dal 1988 al 1990 la presenza presso il Premio Sulmona. Del 1989 è la personale alla Galleria “Emilarte” di Firenze e nel 1990 quella presso la galleria Arte ’90 di Isernia. Nel 1991 la collettiva “I Margini del Segno” determina la costituzione di un gruppo di artisti molisani. Tra il 1991 e il 1994 si segnalano personali presso la galleria “Renzo Spagnoli Arte” di Firenze e presso la sede universitaria di Isernia.  

Registriamo un cambiamento dello stile che diventa maggiormente informale e astratto, quasi ermetico nella definizione delle forme. Nel 1996 entra a far parte del Gruppo III Millennio col quale espone in   diverse collettive nazionali. Nel 1998 la collettiva “Sequenze cinquant’anni di arte in Molise” e nel 2004 la collettiva “Genius Loci” segnano il punto dell’arte contemporanea in Molise.

L’ultima personale, nel 2016, si intitola “Lo sguardo altrove” ed è stata allestita presso lo spazio Pentacromo  di Cassino. Muore nel 2018. Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni pubbliche e private.

 

Spazio Arte Petrecca – Isernia - INCONSUETA FORMA Fernando Battista (1941-2018)

A cura di Tommaso Evangelista – Inaugurazione venerdì 19 dicembre ore 18.00 – finissage 30/01/2022