Il Giardino dei Giusti e i valori della legalità

Tutto è iniziato un anno fa all’istituto comprensivo di Fuscaldo, in provincia di Cosenza, dove gli studenti, ragazzi tra tra i 10 e i 13 anni, hanno creato il "Giardino dei Giusti”. Il giardino è stato dedicato, per decisione dei ragazzi, al dottor Nicola Gratteri simbolo e uomo del riscatto della terra di Calabria dove per anni il malaffare e il voto di scambio hanno scritto il destino di una meravigliosa terra troppo spesso ignorata dalla politica nazionale e abbandonata al proprio destino.

Il Giardino dei Giusti e i valori della legalità

Tutto è iniziato un anno fa all’istituto comprensivo di Fuscaldo, in provincia di Cosenza, dove gli studenti, ragazzi tra i 10 e i 13 anni, hanno creato il "Giardino dei Giusti”.

Il giardino è stato dedicato, per decisione dei ragazzi, al dottor Nicola Gratteri simbolo e uomo del riscatto della Calabria, una regione dove per anni il malaffare e il voto di scambio hanno scritto il destino di una meravigliosa terra troppo spesso ignorata dalla politica nazionale e abbandonata al proprio destino.

 

È stato piantato un ulivo che porta il nome del magistrato, presente l’8 febbraio dello scorso anno, il giorno dell’inaugurazione. Gratteri, in prima linea in una guerra senza sosta alla 'ndrangheta, è simbolo di legalità, un esempio da seguire soprattutto per le giovani generazioni, nella necessità di guardare avanti e riportare i valori dell’onestà e della giustizia ad essere elementi fondanti nella vita di ogni giorno.

 

Un ulivo circondato da altri 16 alberi messi tutti intorno come a difendere simbolicamente il magistrato che da anni vive sotto scorta. Ogni pianta ricorda donne e uomini “giusti” che hanno speso la propria vita per fare del bene al mondo, in difesa dei diritti umani, operando onestamente e facendoci riflettere sul valore della giustizia.

Tra i tanti nomi i ragazzi dell’istituto comprensivo hanno scelto quelli di Giorgio Perlasca, Anna Politkovskaja, Angelo De Fiore, Greta Thunberg solo per citarne alcuni.

 

Piantare un seme che possa crescere e diventare albero: una simbologia importante e necessaria per trasformare la società nel suo complesso, per formare una nuova generazione di donne e uomini affinché abbiano come riferimenti figure positive, sane, capaci di trasmettere quei valori calpestati troppo spesso per fame di denaro e potere.

 

Un'esperienza come questa riafferma ancora una volta il ruolo della scuola quale pilastro della civiltà, necessario punto di partenza dal quale non si può prescindere. La cultura che può realmente dare la possibilità di scegliere da che parte stare a tantissimi ragazzi e ragazzi.

La sensibilità della dirigente scolastica Anna Maria De Luca ha portato alla realizzazione di un progetto in continuo divenire: in questi giorni infatti altri alberi sono stati inseriti nel meraviglioso giardino dei Giusti, altri uomini e donne saranno per sempre ricordati per le grandi cose fatte e per i tanti insegnamenti che ci trasmettono ogni giorno.

 

Ecco allora che avrà il suo albero l’ambasciatore Luca Attanasio ucciso pochi giorni fa e accanto ci sarà quello dedicato al carabiniere Vittorio Iacovacci, che ha perso la vita insieme a lui in Congo. Ci saranno Anna Frank a ricordare la tragedia della Shoah e la giovane attivista Agitu Ideo Gudeta uccisa a Trento.

Un albero è dedicato a Gino Strada, medico e fondatore di Emergency impegnato in Calabria nella lotta alla pandemia.

 

Ci sono le vittime di mafia come il giornalista Peppino Impastato e il Sindaco di Pollica Angelo Vassallo, uccisi per il loro contrasto alla criminalità organizzata. 

Il patrocinio all’iniziativa del Giardini dei Giusti è della EIP, associazione non governativa Scuola Strumento di Pace e dalla rete globale Eno, mentre gli alberi sono stati donati dal Club Lions di Belvedere.

Sarebbe bello che questo progetto diventasse esperienza comune per molti istituti scolastici italiani. È necessario e irrinunciabile ripartire dalla scuola, dai bambini e dalle bambine che saranno i cittadini di domani.

 

Occorre formare una nuova coscienza civica, ripartire da valori irrinunciabili come quelli della giustizia e della legalità. Troppo spesso i nostri ragazzi perdono la strada trovando normale inneggiare a squallidi personaggi che si fregiano di vivere nell’illegalità e nel malaffare.

Il cambiamento della società è possibile, ma occorre crederci e lavorare per questo.

 

Il nome di Nicola Gratteri è stato scelto tra molti espressi da giovani studenti e questo è già un ottimo segnale. Dedicare a lui il Giardino dei Giusti significa che il lavoro del Procuratore non è solo repressivo, ma educativo e rivoluzionario. Ho avuto la fortuna di ascoltarlo parlare agli alunni di un liceo classico. Una platea di giovanissimi assolutamente assorti nell’ascoltare un uomo che riusciva a descrivere il proprio lavoro con tanta passione e dedizione da trasformare il racconto in una straordinaria esperienza di vita. Anche nei passaggi più difficili e dettagliati, come quelli  relativi al traffico della droga e a tutta la violenza che vi è dietro, il dottor Gratteri riusciva a portare i ragazzi e le ragazze dalla sua parte, mostrando le nefandezze di chi senza scrupoli distrugge la vita degli altri esclusivamente per accumulare denaro prendendo a pretesto falsi miti.

Lunga vita ai giusti.

 

 

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