«La cura dello sguardo», la scrittura come cura dell'anima. Il nuovo libro di Franco Arminio

Se per l'autore la scrittura è un percorso di guarigione, nonchè la cura passa anche attraverso la parola e la  comunicazione, per il lettore le pagine de "La cura dello sguardo" si fanno rifugio caldo e tra quei versi ci  si sente accolti.

«La cura dello sguardo», la scrittura come cura dell'anima. Il nuovo libro di Franco Arminio
«La cura dello sguardo», la scrittura come cura dell'anima. Il nuovo libro di Franco Arminio

Forse ha ragione Franco Arminio quando scrive "la nostra ferita serve alla salute degli altri non alla nostra...ho pensato a questo lavoro come  una farmacia nuova, perché sono convinto che il mio disagio sia il filo di una bestia di dolore che riguarda tutti".

Franco Arminio nasce il 19 febbraio del 1960 a Bisaccia, in Irpinia d'Oriente. Ha scritto numerosi libri e da alcuni anni viaggia e scrive in difesa dei piccoli meravigliosi Borghi sparsi nel paese. Una scrittura la sua, tra prosa e poesia, viva e che si fa immediatamente immagine. La scrittura che è "guarigione", perché "ogni giorno c' è un guasto da riparare". Franco Arminio è un moderno che vive nel passato: un passato armonioso, quello dei borghi quieti e solitari, caratterizzati da un silenzio che si fa melodia. Nelle librerie troviamo in questi giorni la sua ultima opera "La cura dello sguardo", sottotitolo Nuova farmacia poetica, edizioni Bompiani. Un libro che si legge con piacere e che regala quella bella sensazione di ricevere una carezza fra i capelli.

C'è prosa, c'è poesia, c'è tanta anima dentro e tutta la capacità di Arminio di trasportare il lettore fra i vicoli stretti dei suoi amati paesi, che si sono spopolati negli anni e che adesso vengono seriamente "rivalutati" da tanti cittadini, stanchi di vivere fra rumori e polveri nelle grandi città. Leggendo i versi di Franco Arminio si sente il profumo della cena sul fuoco, le campane che segnano la mezza, si vede l'anziano con il cappello  in testa camminare appoggiato al suo bastone, si riesce persino a fare una carezza al gatto randagio che sonnecchia al sole.

"Il paese deve essere un intreccio di indigeni forestieri, bisogna agitare le acque, ci vuole una comunità ruscello più che una comunità".

Se per l'autore la scrittura è un percorso di guarigione, e la cura passa anche attraverso la parola e la  comunicazione, per il lettore le pagine de "La cura dello sguardo" si fanno rifugio caldo e tra quei versi ci si sente accolti, ascoltati, le parole sono scelte con cura ed attenzione da parte di Arminio.

Come quando dice che "vivere non è un fatto privato e che ogni cosa della vita, pur se all'apparenza insignificante, deve essere seguita con attenzione come se tutto ci riguardasse": parlare delle piccole cose, rifugiarsi per un momento fra le stradine di un borgo, può sembrare una fuga dalle grandi questioni della vita, ma non è così: al contrario è riscoprire se stessi, sentirsi respirare,  provare a ritrovare quella serenità che spesso manca per affrontare con maggiore forza ed energia le grandi questioni del mondo.